BIOLAB – DA EX MATTATOIO A INDUSTRIA VEGANA

Alcuni dipendenti dell’azienda Biolab (foto sito azienda)

Si chiama Biolab e il suo fatturato è passato in pochi anni da 1 a 10 milioni di fatturato.

No, non vi parlerò di economia spicciola, voglio solo gioire con voi del fatto che un lugubre, sporco, procuratore di orrori e di morte, chiuso nel 2001, è  stato riconvertito in un luogo dove producono proteine vegetali, prodotti “simil carne” che sta vivendo una crescita in verticale, grazie ovviamente al trend di mercato per le alternative alla carne animale.

Biolab dimostra di credere nella legge degli opposti. E’ un’azienda nata nel 1991 con solo  tre persone (il titolare, suo padre e una dipendente); oggi di dipendenti ne ha ben 70,  con una crescita esponenziale di fatturato che gli ha permesso di acquistare il grande ex mattatoio bovino e suino nell’area industriale di Gorizia che  è tornato  a produrre sì hamburger, affettati e formaggi, ma rigorosamente  vegan.

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“La scelta dell’ex macello, ha un forte valore simbolico per un marchio specializzato nel settore vegetariano e vegano”, così dice il patron Massimo Santinelli e ancora: “la prima volta che entrai nel mattatoio c’era ancora l’odore della carne, ma mi innamorai dell’idea del contrasto tra un luogo di macellazione animale e l’idea di farne un luogo di produzione di prodotti vegetali”.

La filosofia dell’azienda Biolab

Possiamo dire che la Biolab abbia voluto in qualche modo cancellare un passato nero, fatto di morte e di orrori, investendo in un mercato sempre più attivo, sempre più richiesto, sempre più massivo. E’ un segno che è un mercato vincente e lo è grazie a tutti noi che scegliamo la vita e il rispetto per l’ambiente e per gli animali.

MASSIMO SANTINELLI AI MICROFONI DI RADIOVEG.IT

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“Da 25 anni adottiamo un approccio etico basato sulla salvaguardia dell’ambiente e sul posizionamento del consumatore al centro delle attenzioni dell’azienda. È quella che chiamiamo filiera della responsabilità”

Da ex macello ad azienda vegan. I cambiamenti che ci piacciono.

Anche l’export va a gonfie vele, pensate che il 40% dei loro prodotti va in esportazione soprattutto verso Paesi europei, come Inghilterra, Germania, Danimarca, Svezia, ma c’è grande interesse anche da parte di Australia, Canada… 

Ancora un’immagine catturata dal sito di Biolab

A Gorizia, città di confine, c’era un importante traffico di carni con i Paesi dell’Est e questo passo, che ha dimostrato di essere vincente, segna anche un cambiamento nel tessuto sociale e mi sento di dire ancora una volta ed instancabilmente che il cambiamento è in atto e siamo noi a portalo avanti…. Go Vegan sempre!

«…anche il mio essere vegetariano è una scelta morale. Ma come si può allevare la vita per ucciderla e mangiarsela? Hai mai sentito gli urli di un macello di maiali? E come puoi poi mangiare il maiale?»

TIZIANO TERZANI

AQVAVERA – Feb.21

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