DJ3 DAL CASTELLER ALLA FORESTA NERA

Cambio di casa per DJ3, figlia di Daniza, dal Casteller è stata trasferita in Foresta nera
DJ3 PARTENZA DAL CASTELLER
La partenza di DJ3 dal Casteller – foto dal sito Provincia di Trento

Dj3 è figlia di Daniza, catturata con una trappola a tubo il 16 maggio 2011, per avere frequentato alcune aree urbanizzate senza, peraltro, aver procurato gravi danni o problemi alle persone.

Rinchiusa dunque da un decennio nel Casteller, l’orsa, proprio a ridosso della grande manifestazione del 2 maggio, viene trasferita al Parco alternativo per orsi e lupi di Worbis, in Germania. L’“Alternativer Wolf – Und Bärenpark Schwarzwald” è un parco di 10 ettari tra Freiburg e Stoccarda dove vivono già lupi ed orsi tra cui Jurka, presa in carico qualche anno fa.

DJ3 “TRASPORTATA O DEPORTATA”?

La data dell’operazione è stata tenuta nascosta fino all’ultimo. Se ne è venuta a conoscenza grazie alla notizia postata su Instagram del Baerenpark. Quando Dj3 è arrivata a destinazione, il parco ne ha dato l’annuncio, mentre la Provincia di Trento ha dedicato all’evento solo qualche riga sul sito istituzionale.

È in viaggio verso la Germania DJ3, l’esemplare femmina di orso che stamani ha lasciato il centro faunistico del Casteler diretta al “Parco alternativo per orsi e lupi” di Worbis, dove è attesa in giornata. Si tratta della stessa area, di circa 10 ettari, che ospita dal 2010 anche l’orsa Jurka. Sito Provincia di Trento

Si rimane sconcertati dal fatto che l’assessora Zanotelli, nel corso della presentazione del Report della Pat sui grandi carnivori, non abbia comunicato la data dello spostamento di Dj3. Al contrario, ha ribadito più volte come la sua amministrazione stia agendo con trasparenza rispetto alla gestione degli orsi.

A poche ore dalla diffusione della notizia si è scatenato in rete il dibattito tra chi è favorevole e chi invece è contro questa decisione.

Reazioni a caldo di Daniela Musocco – Fratello Orso ed OIPA Trento – Ornella Dorigatti

Pur tutti concordi sul fatto che sarebbe stato meglio la liberazione di Dj3 in Trentino, si ritiene che l’orsa sia andata a star leggermente meglio.

Potrebbe trattarsi di un cambio di prigionia, è vero, anche perché non è ancora chiaro se il parco che l’accoglie è di 3 o 10 ettari.

E’ però altrettanto vero che, conoscendo l’amministrazione Fugatti, in caso di liberazione nei suoi monti, DJ3, subito ribattezzata ISA, non sarebbe stata per nulla al sicuro.

LA PRESA DI POSIZIONE DELLE ASSOCIAZIONI

Le maggiori associazioni animaliste non hanno tardato a esprimere la loro opinione a riguardo.

Libertà sognata

Timore comune di LEAL, OIPA e LAV è che lo spostamento di DJ3 possa diventare un pretesto per rinchiudere altri orsi al Casteller.

LAV fa partire la richiesta ufficiale alla Provincia di Trento di avviare nell’immediato un programma di azioni per garantire la convivenza pacifica fra orsi e cittadini. Azioni come quelle riportate al Convegno LAV nel quale esperti canadesi e statunitensi hanno discusso di come siano, da decenni, riusciti a prevenire incidenti fra orsi ed esseri umani.

OIPA, oltre a chiedere assicurazioni da parte della Provincia autonoma di Trento che il posto lasciato libero dall’orsa DJ3 non sia occupato da altri orsi, vuole che l’Amministrazione garantisca trasparenza sulle prossime condizioni di reclusione e di salute dell’orsa. OIPA indirizza inoltre una lettera ai gestori del Parco di Worbis per conoscere il destino di DJ3 e delle sue condizioni all’arrivo.

Ecco il commento di  Massimo Comparotto,  presidente dell’Oipa. «Si tratta di un’imboscata. La Provincia autonoma di Trento ha agito in silenzio, senza il minimo confronto con le associazioni e le forze politiche contrarie a questa gestione dei plantigradi condotta a colpi di ordinanze di cattura e persino di abbattimento. Ricordiamo che il Progetto Life Ursus, voluto per ripopolare il Trentino di orsi, è un progetto europeo, finanziato con denaro pubblico, nato per la tutela degli animali e non per perseguitarli. I metodi per una serena convivenza tra grandi mammiferi e popolazione ci sono, ma la Provincia di Trento li ignora.”

Triste rassegnazione

Dello stesso tono le affermazioni di Gian Marco Prampolini, presidente LEAL. “Condanniamo questo modus operandi e diffidiamo la provincia di Trento dal catturare altri orsi. Visto che ora al Casteller si è liberata un cella, vigileremo sulla situazione in quanto il nostro timore condiviso da molti è  che se ne approfitti per una cattura alla prima occasione buona”.

Locandina 2 maggio

VANE SPERANZE

Confidiamo tutti che la provincia di Trento si decida a “vivere gli orsi” nel modo più giusto anche se le speranze sono poche. In occasione della presentazione del Rapporto Grandi Carnivori 2020, infatti, la Provincia, anziché limitarsi ad una rigorosa relazione scientifica, si è allargata a generiche affermazioni di danni e intrusioni da parte degli orsi.

Così facendo ha alimentato, come di consueto, diffidenza e una allerta ingiustificata causate da una narrazione volutamente falsa che crea in paura e diffidenza.

Non resta che continuare a lottare #STOPCASTELLER.

Immagini Alternativer Wolf- und Bärenpark Schwarzwald, TrentoToday e VicenzaPiù.

Milano, 27/04/2021 – GC

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