DI CHE PESCE SEI? TE LO DICE ESSERE ANIMALI!

Il pesce non è un animale di serie B.

Perché tanti fanno ancora tanta fatica a considerare il pesce un essere senziente? Forse perché non lo sentiamo urlare, forse perché non lo possiamo accarezzare guardandolo negli occhi?

RadioVeg.it ne parla, senza mezzi termini, nelle sue tre campagne istituzionali – 1 / 2 / 3 – dedicate a queste creature meravigliose per far comprendere che, se non c’è differenza tra un cane e una mucca, non ce n’è neppure tra una mucca e un pesce.

Forse si prova meno empatia perché conosciamo poco gli abitanti del mondo acquatico, li sentiamo più lontani. Insomma, i pesci sono animali per cui siamo soliti avere una minore considerazione e che percepiamo come indistinguibili fra loro. Invece ogni pesce ha una propria personalità e tratti distintivi che variano di specie in specie.

Ci viene incontro ESSERE ANIMALI con l’inizitiva “Di che pesce sei?” Partecipando al loro quiz si scopre quali aspetti del proprio carattere sono simili al comportamento di alcune specie di pesci. Eh sì, perché #AncheiPesci sono dotati di personalità che li rendono unici, proprio come tutti noi!

pesce

Le caratteristiche che non sapevi di avere in comune con i pesci.

Rispondendo a poche semplici domande, si scoprono quali comportamenti si hanno in comune con i pesci.

Questa campagna di ESSERE ANIMALI ha lo scopo sia di far conoscere un po’ meglio le varie specie di pesci, illustrandone le caratteristiche e il carattere, ma vuole anche puntare il riflettore su quei luoghi in cui i pesci non hanno la possibilità di esprimere la propria identità e i propri comportamenti naturali: gli allevamenti intensivi.

La crudeltà degli allevamenti di pesci.

Proprio come per gli animali terrestri, anche i pesci vengono allevati a scopo alimentare. I settore che se ne occupa si chiama acquacoltura e ha superato la pesca industriale come fonte principale di approvvigionamento di risorse ittiche destinate al consumo umano.

Sono tante le indagini , fatte da attivisti sotto copertura, che fanno vedere come milioni e milioni di pesci vivono rinchiusi in gabbie sovraffollate situate in mare o in vasche nella terraferma. Luoghi dove non possono nuotare in libertà, migrare, sviluppare dei legami sociali e riprodursi naturalmente. Come succede negli allevamenti di terra, anche i pesci sono imbottiti di antibiotici a causa dell’alta probabilità di contrarre malattie e infezioni dovuta a queste condizioni di allevamento e, il più delle volte, vengono uccisi lasciandoli semplicemente fuori dall’acqua, dove agonizzano per decine di minuti prima di morire.

La loro realtà è dai più ancora ignorata, ma ESSERE ANIMALI si sta battendo per cambiare le cose. Con la campagna #AncheiPesci chiedono alla grande distribuzione che si impegni a eliminare le pratiche crudeli a cui sono sottoposti i pesci negli allevamenti.

Lo sappiamo bene che non è sufficiente, sappiamo bene che l’obiettivo finale deve essere quello di eliminare in toto gli allevamenti di ogni tipo scegliendo in tutto e per tutto una vita cruelty free a partire dall’alimentazione. Questo è solo un piccolo inizio. FIRMARE la petizione  per dire no all’agonia dei pesci.

Milano, 21/02/2020 – GC

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