SALVIAMO LE API

C’era una volta un’apina gialla e nera, tanto gaia e curiosa che con il suo amico Willy svolazzava sui prati fioriti dalla mattina alla sera… Era il 1980 quando l’ape Maia venne trasmessa sulle reti italiane ed entrò nella fantasia di tanti bambini, ma le api sono molto ma molto di più di un cartoon per bambini…

La storica sigla dell’Ape Maia

Tanti associano le api (bottinatrici) alla sola produzione del miele che, volando di fiore in fiore, succhiano il nettare che depositato nelle cellette delle arnie dove avviene il miracolo; con la temperatura alla quale viene mantenuto, ma soprattutto con la ventilazione le api fanno in modo che parte dell’acqua evapori.

Foto: Pixabay

Lo sciroppo diventa quindi più denso, più dolce e meglio conservabile del tempo, perché, grazie alla bassa concentrazione di acqua, l’elevata presenza di zuccheri e le particolari sostanze aggiunte dalle api, diventa un alimento nel quale non prosperano né batteri, né muffe, né lieviti. Ecco il miele!

Piccoli maestri dell’ingegneria e dell’architettura.

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Ma torniamo alle nostre amiche api, sapete la loro importanza per il genere umano?

L’impollinazione delle piante, con la loro crescita e la stessa fotosintesi clorofilliana da cui viene prodotto l’ossigeno, ci permette di respirare; grazie all’impollinazione le piante implementano la quantità di frutta e verdura a disposizione per l’essere umano; molte medicine hanno principi attivi che derivano dalle piante che, senza l’impollinazione delle api non crescerebbero…

Se questi animaletti geniali non fossero al mondo, molte piante e fiori sarebbero a rischio.

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Ma oggi le api sono in grave pericolo e ancora una volta la causa è l’uomo, i cambiamenti climatici, l’utilizzo spropositato di insetticidi usati in agricoltura, la perdita del loro habitat e non ultimo l’inquinamento ambientale.

Secondo la Fao, 71 delle 100 colture più importanti al mondo si riproducono grazie all’impollinazione.

Più dell’80 per cento delle coltivazioni destinate a nutrire l’uomo conta sul lavoro che questi insetti ci offrono gratuitamente.

Ancora una volta però, noi possiamo fare qualcosa per aiutare questi piccoli quanto misteriosi animaletti.

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Greenpeace ha lanciato il programma “salviamo le apri” per fare ricerca, per fare pressione su governi e aziende, per informare le persone.

“Secondo gli scienziati, tra 100 anni le api potrebbero scomparire, con conseguenze incalcolabili su biodiversità e alimentazione.”

Anche noi nel nostro piccolo possiamo fare un’azione importantissima; possiamo salvarle con un fiore.

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Scegliete semi biologici e di varietà differenti. Alcuni probabilmente hanno già trovato posto nel nostro giardino o sul nostro balcone, io addirittura li compro e li spargo nei prati e punto sulla nascita in natura.

Ecco quali sono le piante e i fiori più apprezzati dalle api: Calendula, Lupinella, Trifoglio incarnato, Trifoglio alessandrino, Trifoglio resupinato, Erba medica, Coriandolo, Cumino, Finocchio annuale, Pastinaca, Aneto, Borragine, Rosmarino, Timo, Lavanda, Girasole, Malva, Grano saraceno, Meliloto officinale.

“Quello che facciamo è soltanto una goccia nell’oceano, ma se non ci fosse quella goccia… all’oceano mancherebbe”.

MADRE TERESA DI CALCUTTA

AQVAVERA – Mar 21

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