RICHIESTA DI CHIUSURA DELLA CACCIA IN TUTTA ITALIA

Non c’è niente da fare, sembra proprio che i cacciatori, anche in questo periodo di emergenza sanitaria, abbiano tutti i permessi e le deroghe di questo mondo.

Una cosa inaccettabile e inconcepibile.

Purtroppo è noto che gli amanti della caccia non sappiano cosa sia il rispetto verso le creature non umane, ma, a quanto pare, non sanno neppure cosa sia il rispetto per gli altri bipedi e per loro stessi, ecco dunque che un nutrito gruppo di associazioni e privati cittadini hanno inviato la richiesta di chiusura di ogni tipo di attività venatoria in tutte le Regioni Italiane.

Speriamo che questa lettera non resti senza risposta come quella inviata alla Ministra Bellanova da Annamaria Manzoni.

Condividiamo volentieri con voi la missiva:

Alla cortese attenzione della Presidenza del Consiglio dei Ministri
del Ministero della Salute
del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
del Ministero dell’Interno
del Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie

Oggetto: richiesta di chiusura di ogni tipo di attività venatoria nelle Regioni

Considerato che:

a) è presente nel Paese un elevatissimo indice contagi dovuti al Covid-19;

b) l’attività venatoria risulta praticata da un numero altissimo di soggetti con età superiore ai 65 anni, particolarmente a rischio per questa patologia estremamente aggressiva e pericolosa;

c) nelle Regioni sono presenti numerose “squadre di cinghialisti” che effettuano braccate agli ungulati con una media di 20-40 e fino a più di 60 persone; gli stessi partecipanti possono venire anche da altre Regioni con rischio quindi di diffusione dei contagi; persone che stanno insieme per lungo tempo, che creano assembramenti anche più giorni, sia nelle attività all’aperto che soprattutto nelle successive attività di gestione dei cani e di trasporto degli animali uccisi;

d) i cinghiali adulti vengono uccisi e destinati alla macellazione (ed in tal caso, senza adeguato controllo sanitario veterinario, potrebbero esserci conseguenze pericolose per la salute), i cinghiali giovani e cuccioli sono destinati alle Z.A.C. (Zone Addestramento Cani) per addestrare ed incattivire i cani alla lotta con gli ungulati in caso di attacco degli stessi durante l’attività venatoria per proteggere i cacciatori; senza contare poi le attività svolte al chiuso che contemplano l’eviscerazione e la macellazione dei selvatici (operazioni che, com’è noto, possono anche essere veicolo di diffusione della “peste suina” cd. PSA ); con conseguenti dovuti ai ben noti festeggiamenti che seguono al rito della macellazione, con la partecipazione di familiari e amici, difficilmente monitorabili e tracciabili nelle tenute di campagna dove si svolgono tali attività) tale situazione comporta l’inevitabile violazione delle norme sul distanziamento sociale e l’evidente rischio di creazione di focolai di contagio, pericolosi per i cacciatori interessati ma anche e soprattutto per i loro familiari, amici, conoscenti; persone che incontrano nei loro continui spostamenti, anche di medio e lungo raggio;
e) nelle abitazioni rurali, in cui spesso vivono i cacciatori, ci sono le loro famiglie con bambini e molto spesso genitori, nonni o altre persone anziane fortemente a rischio, per le quali i cacciatori possono parimenti fungere da fonte di contagio;

f) si tenga inoltre presente che la caccia è attività che comporta un elevato rischio di incidenti addirittura maggiore rispetto alle attività del C.A.I., le quali sono adesso vietate proprio per evitare un sovraccarico di lavoro agli ospedali e alla macchina dei soccorsi, già pesantemente oberati;
g) in questo momento particolarmente delicato per il nostro paese in cui si stanno chiedendo sacrifici a tutti, in cui si vieta ogni tipo di spostamento non necessario e dove si prevede che in occasione delle Festività natalizie sarà addirittura permesso di riunirsi solo con i parenti di primo grado, si ritiene inaudito che possano proseguire attività venatorie; pratiche che non è stato dimostrato possano rivelarsi utili alla popolazione (in tutta Italia eventuali abbattimenti di fauna selvatica per la tutela della pubblica incolumità sono di pertinenza degli Ufficiali di PG);

h) risulta invece un dato incontrovertibile che le attività venatorie siano una fonte di grave pericolo per la pubblica incolumità (nella stagione di caccia 2019/2020, si sono registrati ben 27 morti e 68 feriti); oggi ancor di più visto che alle persone viene consigliato di camminare in solitudine nei boschi e nella natura in generale risultando allo stato attuale una delle poche attività salutari possibili;

i) come già accennato le attività venatorie sono un indiscutibile veicolo di diffusione del virus visto che provocano assembramenti “senza controllo” in ogni tipologia di battuta; senza contare i frequenti spostamenti dei soggetti in questione tra province e addirittura tra regioni per raggiungere i capanni fissi o le zone di caccia;

l) si fa infine presente che con l’entrata in vigore del lockdown, in Francia sono già state sospese tutte le forme di caccia, come annunciato dal presidente della Federazione transalpina della caccia, Willy Schraen;

m) nelle regioni Marche ed Emilia-Romagna ( articoli di seguito evidenziati ) sono stati presi addirittura provvedimenti che vanno contro l’ultimo DPCM emanato.

TUTTO CIO’ PREMESSO, CHIEDIAMO come semplici cittadini e a nome di tutte le associazioni animaliste firmatarie dell’appello: che siano sospese IMMEDIATAMENTE tutte le attività venatorie nelle 20 regioni italiane e nelle due Province autonome, a prescindere dall’indice di rischiosità rilevato e quindi indipendentemente dall’appartenenza politica di ciascun territorio, sospensione che dovrà restare attiva fino alla definitiva cessazione dell’emergenza Sars-COV-2.
Alla luce di quanto sopra esposto, riteniamo tale provvedimento un obbligo morale, politico e sanitario a cui le autorità non possono sottrarsi; un’indifferenza che esporrebbe l’intera popolazione a un concreto rischio di ulteriore diffusione del contagio da Covid19, in contrasto con le principali norme di tutela della salute pubblica.
Un comportamento in cui si potrebbe ipotizzare il reato di epidemia colposa, come previsto dall’Art. 438 del Codice penale.
Si coglie inoltre l’occasione per invitare le regioni ad aumentare le attività di controllo faunistico, onde evitare l’aumento di azioni di “bracconaggio”, soprattutto nelle ore notturne di “confinamento”.

Con osservanza,

Animal Aid Italia
Animaliberaction
Animalisti Italiani
Animalisti Genovesi
Animali Liberi
Avi Associazione Vegani Italiani
Avi odv Lazio
Alessandra di Lenge presidente le Iene Vegane
Comitato Tutela Diritti Animali CTDA
Coordinamento Animali
Fronte Vegano
Fronte Vegano Rinascita Animalista

Lac Umbria
Lac Toscana
Lac Marche
LAV
Le Ali della Libertà
Limav odv Italia
MAC Movimento Anti Caccia
Maurizio Spinucci
Massimo Wertmuller
META
Comitato Uniti per Loro
OIPA
Paolo Bernini
Partito Politico Ora rispetto per tutti gli Animali
Piccolo Santuario PAI
Rifugio Italia Kj2 Andrea Cisternino
Task Force Animalista
Zampette Felici Onlus

Milano, 25/11/2020 – GC

2 pensieri riguardo “RICHIESTA DI CHIUSURA DELLA CACCIA IN TUTTA ITALIA

  • 4 Dicembre 2020 in 14:49
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    Trovo inamissibile che la caccia sia perpetuata ..gli animali hanno diritti in quanto nati sulla terra come noi…la caccia ha estinto animali che i posteri non avranno diritto di vedere e conoscere..la caccia inquina milioni di ettare di terreno ..rendendo le falde aquifere piene di piombo e liquami di animali decomposti.. la caccia forvia la misericordia, rende gli uomini crudeli verso i suoi fratelli e li riempie di arroganza e presunzione che spesso si riversa anche sugli umani…e oltretutto . visto che posseggono armi ..in un italia dove non e’ uso uscire armati ..legittima taluni individui all’uso impropio di questultimi…facciamo giustizia e eliminiamo la caccia.

    Rispondi
    • 29 Dicembre 2020 in 05:50
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      Completamente d’accordo! Senza contare che io, comune mortale non armata, quando porto a spasso i miei cani nei campi intorno a casa e li libero per qualche minuto, se si allontanano,sono terrorizzata all’idea che possano imbattersi in un cacciatore. Dov’è la mia libertà di cittadina di fare una passeggiata nei boschi senza sentirmi in pericolo?
      Il fatto che alcuni individui possano girare armati lede pesantemente la mia libertà personale.

      Rispondi

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