OCEANI: PIU’ DI 100 NAZIONI PER SALVARLI

Tanti i paesi che si impegnano a salvare gli oceani – Alessandra Tedeschi

I rappresentanti di oltre 100 paesi si sono impegnati a porre in essere misure per preservare gli oceani dai danni causati dall’uomo. Tra le misure previste a tutela dei nostri oceani l’intensificarsi della lotta contro la pesca illegale, la riduzione dell’inquinamento da plastica ed una maggiore attenzione alla protezione delle acque internazionali.

Ne da notizia un articolo pubblicato su The Guardian.

Il vertice di One Ocean

Durante il vertice di One Ocean, tenutosi a Brest, in Francia, il presidente francese, Emmanuel Macron ha affermato che il 2022 è stato “un anno decisivo e dovremmo prendere qui, a Brest, impegni chiari e fermi”.

“L’oceano che rende possibile la vita sulla Terra, produce più della metà dell’ossigeno che respiriamo – e anche quello è a rischio. L’oceano e il clima sono indissolubilmente legati. Sono la stessa cosa”. John Kerry – Inviato statunitense per il clima.

Acque internazionali

I 27 Stati dell’UE e altri 16 hanno concordato di arrivare ad un accordo globale entro la fine del 2022 per l’utilizzo sostenibile e la tutela della biodiversità delle acque internazionali – acque che si trovano al di fuori della giurisdizione di qualsiasi paese.

Altri 30 paesi hanno aderito anche alla cosiddetta coalizione 30×30, che lanciata nel gennaio 2021, mira a proteggere il 30% della terra e del mare entro il 2030.

Oceani di plastica

plastica oceano

Gli Stati Uniti hanno affermato che agevoleranno i colloqui preliminari alle Nazioni Unite per un accordo internazionale sull’inquinamento da plastica, appoggiando i 27 Stati dell’UE e altri 10 paesi.

Alcune banche istituzionali europee si sono unite in una “iniziativa per gli oceani puliti” al fine di ridurre i 9 milioni di tonnellate di plastica che finiscono negli oceani ogni anno, prevedendo 4 miliardi di euro di finanziamenti entro il 2025.

Un’altra mezza dozzina di paesi ha aderito a un “impegno globale per l’economia della plastica” sostenuto dal programma ambientale delle Nazioni Unite per aiutare i governi e le imprese a passare a un’economia circolare mirata al riciclaggio o al riutilizzo del 100% di tutta la plastica.

Pesca illegale negli oceani

Nel tentativo di frenare ulteriormente la pesca illegale, che rappresenta quasi un quinto delle catture mondiali di pesci, altri 6 paesi si sono impegnati a ratificare l’accordo di Città del Capo dell’Organizzazione marittima internazionale che stabilisce standard di sicurezza per i pescherecci.

Inoltre, diversi Stati membri dell’UE hanno deciso di schierare le loro flotte militari in operazioni all’estero per rafforzare la sorveglianza sulla pesca illegale.

Rumore subacqueo e scarichi di petrolio negli oceani

Nel frattempo, 22 armatori europei si sono impegnati a ridurre il rumore subacqueo, le emissioni, i residui e gli scarichi di petrolio. Mentre 18 porti in tutto il mondo si sono impegnati a ridurre le emissioni portuali. E i paesi mediterranei, insieme all’UE, hanno dichiarato di puntare a trasformare il Mediterraneo in un paese a basso contenuto di zolfo entro il 2025.

La coalizione Blue Carbon

saline

Francia e Colombia hanno annunciato una coalizione globale denominata “Blue Carbon” per aiutare a finanziare il ripristino degli ecosistemi costieri come saline e mangrovie, le quali sono in grado di assorbire e immagazzinare grandi quantità di anidride carbonica.

Il vertice di One Ocean ha segnato il punto di partenza di una serie di importanti incontri internazionali incentrati sulla tutela degli oceani, tra cui la Conferenza ONU sull’Oceano prevista a Lisbona a giugno e la Cop27 prevista in Egitto in autunno.

La speranza è che vertici simili non si riducano solo ad un mero elenco di obiettivi da raggiungere ma si tramutino in azioni concrete e congiunte al fine di tutelare davvero gli oceani, tanto preziosi per la nostra sopravvivenza quanto oggetto di soprusi e sfruttamento in nome dell’ignoranza e del profitto.

pesci

Ma al di là di vertici ed accordi ci siamo noi. Non mangiare pesce è l’azione più immediata, alla portata di tutti ed economica che possiamo fare.

Forse non salverà gli oceani ma salverà miliardi di pesci e mammiferi marini catturati per finire sulle tavole o come pesca accessoria. E contribuirà anche alla riduzione della plastica nei mari, la cui principale causa è costituita proprio da reti e materiale da pesca abbandonati sul fondo degli oceani.

Alessandra Tedeschi

Milano, 08/06/2022 – GC

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