LA SITUAZIONE AL CASTELLER

La situazione al Casteller, dove sono attualmente detenuti gli orsi M49, M57 e DJ3, è molto critica.

Lo si evince dalla relazione stilata a seguito del sopralluogo, effettuato in data 14 settembre alla struttura detentiva sita in provincia di Trento dal Dott. Piero Genovesi – responsabile dell’Ufficio Coordinamento Fauna Selvatica di ISPRA., dal Col. Luca Brugnola – Comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Campobasso e dal Gen. B. Massimiliano Conti – Comandante del Raggruppamento Carabinieri Cites.

Il resoconto, immediatamente contestato dalla Provincia autonoma di Trento e dai veterinari addetti alla gestione degli orsi, parla molto chiaro. Prendiamo spunto dalll’esaustiva relazione stilata dall’organizzazione ASSEMBREA ANTISPECISTA per segnalarvi quanto è emerso dal sopralluogo.

Gli esiti del sopralluogo sono davvero imbarazzanti per la Provincia di Trento, per i gestori della prigione del Casteller che, per altro, è un’associazione di cacciatori, per i medici veterinari e per le autorità tutte che hanno disposto la cattura e la prigionia dei tre plantigradi.

Dalla relazione, che il Dottor Guadagnini consegna al C.I.T.E.S, si apprende che a partire dal 10 settembre la situazione degli orsi si aggrava fortemente, a tal punto che “tutti e tre gli orsi versano in una situazione psico fisica molto severa, dovuta alla forzata convivenza di tre esemplari, a causa delle esigue dimensioni degli spazi disponibili”.

M49, a poche ore dalla cattura, smette di alimentarsi e “scarica le sue energie”, contro le saracinesche della sua cella, cercando disperatamente una via di fuga.

M57i, anche lui rinchiuso nella tana, pur alimentandosi sviluppa movimenti ripetitivi, sintomo di forte stress, provocandosi lesioni per i continui sfregamenti e l’orsa DJ3 , la sola rimasta nei recinti esterni, terrorizzata dai due maschi, si nasconde e non si avvicina alla tana, non alimentandosi.

La situazione appare già invivibile, tanto che lo stesso Dott. Guadagnini suggerisce il trasferimento di uno dei due maschi presso altra struttura. Vista la delicata situazione, il Veterinario Guadagnini decide di somministrare Adaptil e Alprazolam a M49 e M57, mattina e sera, lasciandoli di fatto storditi per grande parte della giornata. Secondo il veterinario, nei giorni successivi la situazione diventa meno preoccupante, per cui, siccome le cose stavano già andando benissimo con gli altri due orsi, addormentano ancora una volta anche DJ3 e la rinchiudono nella sua tana.

La relazione del dott Gudagnini reca, come ultima informazione, una valutazione complessivamente positiva nei giorni successivi.

Tre orsi liberi, nati liberi, cresciuti liberi, braccati, ripetutamente narcotizzati , rapiti, imprigionati, costretti in spazi di 12 mq, che rifiutano di mangiare, che si lesionano, che scatenano la loro rabbia contro la struttura e che sono ridotti a dei peluche con l’uso di massicce dose di psicofarmaci, non ci sembrano versare in una situazione “sotto controllo”. anzi, ci sembra che siano tre orsi in grave pericolo, se non fisico sicuramente psicologico, che svilupperanno traumi indelebili, che resistono, nonostante tutto, che si oppongono e cercano di evadere

Arriviamo quindi al giorno 14 settembre, quando i carabinieri del C.I.T.E.S effettuano il sopralluogo. La visita del C.I.T.E.S. e il documento relativo si concludono con una chiarezza e durezza inequivocabili: le condizioni di detenzione degli orsi non garantiscono il benessere degli animali.

Il 20 Settembre, trapelate le prime informazioni grazie a LEAL, la Provincia si offende e risponde che la relazione non è descrittiva della vita degli animali, ma solo di un momento di costrizione dovuto alla necessità di effettuare lavori strutturali volti a ridividere gli spazi e contenere gli animali per permettere agli operai di lavorare in sicurezza. Anche in questo caso, però, la relazione C.I.T.E.S offre informazioni diverse, e dipinge un quadro ancora più inquietante che si evincono facilmente dalla lettura del documento.

Quali lavori stanno effettuando al Casteller? Secondo quanto riportato dal Dott Brugnola, attualmente la tana misura dei miseri 12mq indoor e nelle settimane successive al sopralluogo, sarà collegata ad uno spazio esterno della stessa superficie, arriviamo quindi ad uno spazio di 24 metri quadri. Questo è lo spazio in cui per tempo indefinito M49, M57 e DJ3 dovranno vivere per i prossimi mesi. Oltre a quei 24 metri quadri il Casteller nei prossimi mesi si preparerà a rinforzare la struttura per impedire ulteriori fughe, e, a quanto pare, per accogliere ALTRI ORSI, visto che, leggiamo dagli atti, la Procura ha già emesso altre tre ordinanze di cattura e captivazione per altri tre orsi ritenuti problematici, tra cui JJ4 (il cui abbattimento è stato appena bloccato dal TAR.

Per ora si prospetta la seguente situazione: M49 e M57 resteranno al Casteller per mesi, reclusi in uno spazio di 24mq, esterno ed interno. Previa autorizzazione del C.I.T.E.S, l’orsetta giovane DJ3 verrà trasferita presso l’area faunistica di Spormaggiore (TN) e tornerà al Casteller a lavori ultimati “lasciando quindi libero un recinto per un’altra cattura”.

Il Dott Brugnola scrive inoltre che bisogna considerare i rischi enormi della telenarcosi, pratica che a suo tempo uccise Daniza, e, soprattutto, rimarca che DJ3 dovrà comunque dividere lo spazio con altri due orsi già presenti a Spormaggiore.

Brugnola conclude sottolineando l’assurdità di voler detenere al Casteller 6 ORSI contemporaneamente. Si specifica inoltre che nessuna documentazione circa i successivi lavori è stato esibita e che, benché la Provincia di Trento dichiari che gli orsi rimarranno in questa condizione assurda per “solo” 4 mesi, queste tempistiche non paiono in alcun modo realistiche.

M49, M57, DJ3 e tutti gli altri orsi devono tornare liberi nelle LORO montagne, dove noi siamo ospiti e, come tali, dovremmo comportarci. La deroga al piano PACOBACE, che si inventa comportamenti pericolosi, deve essere stracciata.

Immagine di copertina di Assemblea Antispecista.

Per ascoltare l’evolversi della situazione da fine agosto ad ora, nelle ultime settimane, vi invitiamo ad ascoltare le ultime edizioni del Notiziario Veg.

Milano, 03/10/2020 – GC

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