“EATING OUR WAY TO EXTINCTION”

Eating Our way to extinction – come, mangiando, stiamo andando verso l’estinzione


“Eating Our way to extinction” che tradurremmo liberamente in “La strada dell’estinzione passa dalla tavola” o, perché no, “Estinguersi mangiando” è uno dei più recenti documentari a tematica vegan che affronta l’argomento non solo da un punto di vista etico, ma anche ecologico e di impatto ambientale.

Di produzioni del genere ultimamente ne sono usciti molti e, da un po’ di tempo a questa parte, gli autori si stanno focalizzando sul documentare gli enormi danni causati dagli allevamenti intensivi dei cosiddetti “animali da reddito” perché, per molte persone, è difficile comprendere il lato etico e compassionevole della scelta vegan.

Ecco quindi che “Eating Our way to extinction” analizza nei dettagli e cerca di dare soluzioni ai disastri provocati dagli allevamenti intensivi di animali da carne e per il latte. Analisi che avevamo fatto anche noi nella rubrica “Allevamenti intensivi: l’inferno in terra”.

Cowspiracy

Il documentario

Si è iniziato con “CowSpiracy“, pietra miliare per i documentari del genere, dove l’autore inizia le riprese da onnivoro e le finisce vegano! Poi “Dominion” e, prima ancora, a parlare di questa problematica ricordiamo l’ottimo “Meat The True“, l’ultimo in ordine di tempo prima di “Eating Our way to extinction” è “SeaSpiracy” l’analogia marina di CowSpiracy, dettagliatamente documentato come del resto lo era CowSpiracy.

Ma veniamo al presente e a “Eating Our way to extinction” che è, senza dubbio, un capolavoro degno di nota.

La profondità e il livello di narrazione la ritroviamo solo nel magnifico Trashed con Jeremy Irons .

Trashed

In “Eating Our way to extinction” la voce narrante della versione originale inglese è della “titanica”, nonché vegetariana, Kate Winslet. A differenza di tutti gli altri documentari prodotti, questo ha una marcia in più per quanto riguarda la regia e la fotografia.

E’ un ottimo documentario anche per gli occhi e non solo per l’enorme contenuto a livello informativo, educativo e sociale. E’ un capolavoro a livello artistico anche grazie all’incalzante voce narrante di Kate che dà il giusto ritmo a tutto il video.

Il documentario inizia con una scena, purtroppo ricorrente, ripresa nel polmone della terra, la foresta amazzonica per poi e poi districarsi tra immagini di allevamenti intensivi e di report su ricerche scomode, prese da Wikileaks, sugli effetti degli allevamenti intensivi sull’acqua potabile.

Oltre alle problematiche legate agli allevamenti intensivi, “Eating Our way to extinction” affronta le tematiche inerenti all’alimentazione umana onnivora e ci mette in guardia su quanto poco tempo realmente ci rimane per cercare di invertire la rotta che ci sta portando dritti verso la sesta estinzione di massa.

“Eating Our way to extinction” subito successo.

L’autore Otto Brockway, che ha deciso di realizzare questo film con il fratello, ha pubblicato il trailer su facebook che, in pochissimo tempo, ha raggiunto i 25 milioni di visualizzazioni, aiutati anche dal notevole appoggio di Leonardo Di Caprio.

Tra i produttori risulta anche la voce narrante Kate Winslet e James Wilks, il lottatore e istruttore di navy seals che ha realizzato “The Game Changers“.

Per realizzare il documentario c’è stata anche una notevole campagna di raccolta fondi, senza la quale la realizzazione non sarebbe stata possibile.

Sul sito del documentario viene proposta una serie di ACTIONS da intraprendere, ovverosia, dopo aver visto il film gli autori suggeriscono una loro strada da intraprendere per fare la differenza. Purtroppo alcune proposte, come il MEAL PLANNER – pianificazione dell’alimentazione, sono a pagamento. Un’altra ACTION è un crowfounding per la piantumazione di alberi in Madagascar.

L’unica nota dolente e che in ITALIA ancora non è stato diffuso, lo possiamo trovare su molte piattaforme di streaming, statunitensi e canadesi sono già disponibili le versioni tedesca, francese, spagnola e portoghese e dovrebbe comunque esser diffuso a breve tramite Amazon Prime ma a pagamento (di solito 5 euro per l’affitto a tempo e una decina per l’acquisto).

Non ci resta che attendere fiduciosi l’uscita in Italia di quello che viene definito:

Un documentario da far vedere nelle scuole e a tutte le persone a cui sta a cuore la nostra terra.

Milano, 16/06/2022 – Fernando Boccia – Grazia Cominato

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