METODI LIBERAZIONISTI VS METODI WELFARISTI: DUE STRADE VERSO UN SOLO OBIETTIVO?

Chiaro e Scuro propone il confronto tra due realtà unite da un obiettivo finale, la liberazione animale, ma non dalle modalità scelte per raggiungerlo.

Oltre la Specie Vs. Animal Equality
Il confronto versione integrale

Il ruolo del Liberazionismo

Il ruolo del liberazionismo consiste nel tradurre nella società l’idea non negoziabile di inviolabilità dell’animale non umano da parte dell’animale umano. Dunque, se il liberazionismo accettasse risultati parziali dopo aver enunciato principi non negoziabili, di fatto li sconfesserebbe perdendo credibilità. (cit. dal sito Critica delle teologie economiche).

Il ruolo del Welfarismo

Il ruolo del protezionismo (welfarismo) consiste nel negoziare le condizioni di vita degli animali nella società che non riconosce loro alcun diritto. Dunque, se il protezionismo enunciasse principi non negoziabili, non potrebbe poi negoziare senza perdere la faccia. (cit. dal sito Critica delle teologie economiche).

Oltre la Specie

Oltre La Specie è un’associazione animalista antispecista fondata nel 2002 il cui scopo principale è la divulgazione di una riflessione filosofica, etica e politica e di una cultura che, rifiutando l’antropocentrismo, porti ad abolire quella linea di confine che storicamente è stata tracciata fra gli umani e gli altri animali. Le attività dell’associazione si concentra nella diffusione di testi, produzione materiali, promozione di conferenze e tavoli, organizzazione di incontri nelle scuole, mostre itineranti e manifestazioni. Nel confronto, a parlare a nome di Oltre la Specie, è Alessandra Galbiati.

Animal Equality

Animal Equality, fondata in Spagna da Sharon Nunez nel 2006, ha riunito, in pochi anni, migliaia di persone spinte dal comune desiderio di cambiare il destino degli animali sfruttati in tutto il mondo. Da un ristretto gruppo di attivisti Animal Equality è passata ad un team internazionale con uffici in tre diversi continenti e migliaia di volontari. Animal Equality lavora dunque a livello internazionale per porre fine alla crisi globale generata dall’allevamento animale. L’organizzazione è dedicata alla sensibilizzazione del pubblico e all’attuazione di politiche che proteggano gli animali. Tra le attività concrete: informazione, investigazioni sotto copertura, sensibilizzazione aziendale e pressione politica. Nel confronto, a parlare a nome di Animal Equality è Matteo Cupi.

Il confronto

Abbiamo voluto mettere faccia a faccia due importanti realtà presenti in Italia: Oltre la Specie e Animal Equality. Il sogno di entrambe è quello di abolire qualsiasi tipo di sfruttamento animale per arrivare ad una società libera, costruita sull’uguaglianza e sulla giustizia. Ciò che le divide sono gli step per arrivarci. Ci sarà mai un punto d’incontro?

Liberazionismo Vs Welfarismo
Il lancio a RadioVeg.it del confronto

Come nel caso della prima puntata di Chiaro e Scuro, speriamo che, anche in questo caso, il confronto serva a chiarire tanti punti e permetta a ognuno di noi di decidere “da che parte stare”.

animal equality

Milano, 24/03/2020 – GC

5 pensieri riguardo “METODI LIBERAZIONISTI VS METODI WELFARISTI: DUE STRADE VERSO UN SOLO OBIETTIVO?

  • 25 Marzo 2020 in 21:22
    Permalink

    ho impiegato 53 anni della mia vita prima di imbattermi su un libricino intitolato “antispecismo” di OLS.parlando con due ragazzi antispecisti ho subito capito che le mie abitudini alimentari e non erano sbagliate; provocavano sofferenze e morte agli Altri Animali.ho scelto immediatamente di passare al veganismo ma non mi sembrava sufficente perciò ho inizato a fare attivismo e quello che cerco di fare è portare un messaggio diretto di liberazione degli Altri Animali.il messaggio secondo me dovrebbe essere più chiaro possibile perchè si parla di diritti,di diritto ad autodeterminarsi,diritto alla vita.smuovere le coscenze ,senza se senza ma.ricordo bene da dove arrivo e nel cercare di non commettere nuovamente quegli errori faccio del mio meglio con la speranza che si avveri l’idea di liberta in cui credo

    Rispondi
    • 28 Marzo 2020 in 11:19
      Permalink

      Io sono completamente a favore della teoria LIBERAZIONISTA. Penso che quando si parli di diritti fondamentali e soprattutto di vite crudelmente assassinate come quelle degli animali, non bisogna avere nessun dubbio nel essere estremisti e di drei No senza se e senza ma a questo massacro. In una gabbia non ci deve finire nessuno. Addirittura io sono anche a favore delle azioni dure come quelle di “ALF”. Una gabbia comoda come vogliono i welfaristi non è assolutamente accettabile così come in America non erano accettabili gli autobus per bianchi e quelli per i neri. Basta violenza a tutti i livelli. Questa è la mia opinione. Saluti a tutti gli amici di Radioveg.

      Rispondi
  • 24 Maggio 2020 in 22:39
    Permalink

    la posizione welfarista lascia francamente stupiti, per quanto debole è.
    non mi reputo – da maschio, bianco, italiano, non-proletario – la persona più indicata per spiegare perchè.
    non potendo parlare con gli animali, suggerisco quindi ai welfaristi di intervistare, ad esempio:
    – qualche internato nei campi di concentramento (la creazione “per umani” più vicina all’allevamento) per sapere se avrebbero voluto che si lottasse per campi migliori o per la loro libertà
    – qualche persona sessualmente sfruttata (pratica comune negli allevamenti) per sapere se preferiscono una battaglia perchè siano violentate un po’ meno o per essere sollevate dalla loro situazione
    – qualche condannato a morte (altra condizione per alcuni versi paragonabile all’allevamento), per sapere se preferiscono chiedere vitto e alloggio migliore o di essere salvati

    magari, dopo qualche intervista di queste, il welfarista si può sedere a riflettere e a fare qualche paragone con la condizione animale

    e chissà mai che, a quel punto, diventi sinceramente antispecista e liberazionista

    Rispondi
  • 26 Maggio 2020 in 21:54
    Permalink

    Assolutamente abolizionista. Ho fatto il mio percorso di manifestazioni e presidi,mattatoio compreso. Ho vissuto la disperazione dell’impotenza e la certezza dell’inutilità.
    Oltre a concordare totalmente con le argomentazioni di OLS, credo che, se non avessi cominciato a lottare per il tutto e subito, avrei smesso la lotta e mi sarei chiusa al mondo. Non si può vivere nella disperazione dell’impotenza. È necessario l’entusiasmo del fuoco rivoluzionario

    Rispondi
  • 19 Novembre 2020 in 14:03
    Permalink

    Assolutamente abolizionista. Non posso prevedere il futuro, quindi non ho certezze sull’evoluzione della situazione, ma sono convinto che il werfarismo non fa altro che allontanare la liberazione degli animali non umani. Penso che adottare cambiamenti welfaristi sia un modo per lavarsi la coscienza a buon mercato, senza fare cambiamenti veri nella propria vita e continuando a vedere gli animali non umani come prodotti e non come esseri senzienti che dovrebbero essere liberi di determinare la propria vita.
    Com’è possibile risolvere un problema se esso non viene neanche denunciato nella sua gravità?
    E com’è possibile che siano gli animalisti a proporre modi diversi per continuare a perpetuare la più grande ingiustizia mai vista sulla terra?
    Personalmente non potrei mai collaborare con gli aguzzini affinché possano continuare a sfruttare e a uccidere in modo diverso.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *