ANIMALINEWS

L’UNESCO NON RICONOSCE LA CORRIDA COME PATRIMONIO DELL’UMANITA’

Saggia decisione quella dell’UNESCO. La corrida non sarà patrimonio dell’umanità, ma…

Qualche tempo fa, l‘Ait, Asociacion Internacional del Tauromaquia, nella persona del presidente in carica William Cardenas, aveva chiesto all’Organizzazione della nazioni Unite (l’UNESCO) di inserire le corride nel Patrimonio culturale, ma l’Organizzazione ha rispedito al mittente la richiesta.

L’UNESCO ha deliberato, ma…

Sarebbe una bellissima notizia, se non fosse che L’unesco ha rigettato la richiesta non per motivi etici, ma per una questione di vizio tecnico formale.

Infatti la semplice lettera di richiesta inviata a Au rey Azoulay, direttrice generale dell’organismo Onu, non aveva in allegato alcun dossier o documenti che elencassero le motivazioni della richiesta necessarie per avallare la candidatura.

Mancanza che ha portato alla vittoria tutti coloro che, anziché riconoscere la tauromachìa come patrimonio UNESCO, venisse al contrario condannata e cancellata per sempre.

Brindano per l’UNESCO dunque tutte le associazioni riunite nella piattaforma “La Tortura No Es Cultura” (Ltnec), i promotori della campagna social #NoTauromaquiaEnUnesco che lottano da anni per interrompere queste barbarie nei confronti dei tori, ma con molte riserve.

Sappiamo infatti come i fautori di queste crudeli tradizioni popolari, come del resto i cacciatori, non demordano molto facilmente, è quindi necessario non abbassare mai la guardia.

Cosa succede ai tori prima della corrida?

Prima della corrida i tori subiscono violenze, soprusi e torture inimmaginabili. Circolano in rete video che lo testimoniano, uno dei tanti è il risultato di una indagine sotto copertura fatta da LAV poco prima del lockdown.

LAV ha lanciato il Manifesto #NonComePrima per chiedere lo stop di tutti i finanziamenti pubblici agli allevamenti per finanziare invece davvero l’agricoltura e le proteine vegetali.

Ecco qualche frammento del video dell’inchiesta che consigliamo di vedere tutto al link: https://www.youtube.com/watch?v=sSGr-e8tK10&t=6s

L’’inchiesta, di portata internazionale, documenta gli “spettacoli” di Algemesi, Siviglia e Madrid ed è stata realizzata in collaborazione con Animal Guardians e AVATMA, l’Associazione dei Veterinari per l’abolizione della Tauromachia e del maltrattamento animale.

Anche se l’81% degli spagnoli è contrario alla corrida, questo terribile spettacolo sanguinario continua ad esistere, finanziato dall’Europa con 130 milioni del fondo della PAC, la Politica Agricola Comune! Questa cifra costituisce il 31,6% delle entrate per gli allevamenti degli animali destinati alla Corrida.

Come succede per gli allevamenti intensivi, senza questi sovvenzionamenti, l’attività non potrebbe continuare.

Ci si chiede come si possa anche solo pensare che una tradizione del genere potrebbe diventare patrimonio dell’umanità!

Un’attività che prevede la tortura e la morte di un animale per intrattenimento umano.

La promozione e la celebrazione di una tradizione in cui un essere senziente viene deliberatamente maltrattato e ucciso non dovrebbe essere compatibile con quei principi di rispetto e compassione che sarebbe giusto pretendere perché venga riconosciuta patrimonio UNESCO.

Ne abbiamo parlato spesso di torture verso i tori, se vuoi conoscere e pratiche della tauromachìa, clicca QUI.

Milano, 04/09/2023 – GC

Un pensiero su “L’UNESCO NON RICONOSCE LA CORRIDA COME PATRIMONIO DELL’UMANITA’

  • Christina MacLeod

    I LUPI NON SI TOCCANO. QUESTE STRAGI CALDEGGIATE E ANNUNCIATE NON SONO ALTRO CHE L’ESTENSIONE DEL PIANO CRIMINALE DA PARTE DELLE VARIE ASSOCIAZIONI A FAVORE DELLA CACCIA E DELLA SISTEMATICA DISTRUZIONE DELLA FAUNA SEVATICA INNESCATA DA TEPPISTI IN CERCA DI VOTI, COME FUGATTI, AL SOLO SCOPO DI TRONCARE LE VITE DI CREATURE MERAVIGLIOSE CHE CERTO HANNO DIRITTO ALLA VITA INFINITAMENTE DI PIU’ DEI DELINQUENTI CHE VOGLIONO NEGARGLIELA. NON VOGLIO CREDERE CHE IN QUESTO PAESE NON ESISTA IN GRUPPO, ASSOCIAZIONE O SIMILI CHE NON SIA IN GRADO DI FERMARE E PROIBIRE QUESTO CRIMINI. ANCHE SE QUESTO E’ IL PAESE DELLE LEGGI INGIUSTE E PER LO PIU’ INESISTENTI IN DIFESA DEGLI ANIMALI, NON VOGLIO CREDERE CHE TUTTI STARANNO A GUARDARE GLI UMANI CHE GIOCANO A FARE DIO

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