LA STRANA STORIA DELLA CATTURA DELL’ORSO M57 IN TRENTINO

Riceviamo dall’Ufficio Stampa Silvia Premoli e con piacere pubblichiamo.

Da un comunicato stampa dell’amministrazione provinciale trentina, apprendiamo che intorno alle 22,30 di sabato sera, un uomo che passeggiava nei pressi del lago-biotopo di Andalo ha subito un attacco da parte di un orso e riportato ferite. Dal comunicato dell’ufficio stampa PAT, si evince che l’attacco sia stato improvviso e immotivato.

Il ferito è un giovane carabiniere che passeggiava insieme a un’altra persona in attesa di prendere servizio per il turno notturno. Al ferito vanno la più completa solidarietà e i migliori auguri per una pronta e piena guarigione.

Ovviamente il comunicato PAT scrive di aggressione, ma non ci sono evidenze che l’orso avesse premeditato e pianificato un’azione ostile contro il carabiniere. La responsabilità dell’attacco viene attribuita al giovane orso M57 che da qualche tempo gravita nella zona, attirato dai rifiuti lasciati liberamente per le strade e dove trova da mangiare.

Per presentare l’orso M57 nel peggior modo possibile, gli viene attribuito un comportamento da delinquente seriale: segue gli escursionisti nei boschi, pianifica incursioni nei centri abitati, rovista nei cassonetti in cerca di cibo.

Il primo piano di uno splendido esemplare di un orso.

L’amministrazione provinciale omette ovviamente di comunicare, se tutte le azioni addebitate al giovane orso sono reali, quali azioni di prevenzione abbia adottato a cominciare dall’impedire che siano lasciati rifiuti a disposizione del plantigrado o che qualche sconsiderato lo alimenti direttamente. 

Esistono, ed in alcune zone del Trentino sono in uso, dei cassonetti detti “antiorso” utili a fare prevenzione a basso costo, perché non sono stati usati? Perché non si fa dissuasione? occorre attendere l'”incidente” ad ogni costo?

Per non farsi mancare nulla, viene sollecitata la paura collettiva elencando le numerose attrezzature sportive adiacenti al luogo dell’incidente. Si tratta di un “punto di attrazione molto frequentato dai turisti” e bisogna alimentare la psicosi dell’orso. La cattura è stata eseguita sparando il narcotico a un orso libero che è stato sorpreso a rovistare nei cassonetti lasciati alla sua disponibilità: il cecchino ha avuto buona mira e l’orso è stato trasportato al Casteller, il lager per orsi del Trentino. 

Non bisogna dimenticare che altri orsi sono morti per maldestra sedazione e mamma orsa Daniza è nei pensieri di tutti. L’amministrazione provinciale, ancor prima di capire cosa sia successo, narcotizza e imprigiona il primo orso che incontra: è tutto molto strano.

Un’immagine dell’orso M49 (Sito della Lav)

Da quel che sappiamo, un orso che incontra un uomo, subisce uno stress talmente forte che ha difficoltà di alimentazione anche per una settimana: possibile che questo cucciolone sia così disinvolto da precipitarsi a rovistare nei cassonetti dopo aver subito un’esperienza ad alto stress?

Stress che si somma a stress se si tratta dello stesso orso che da giorni residenti e villeggianti seguono da vicino per filmarlo e fotografarlo, qualcuno avvicinandosi anche fino a due metri. Le pessime figure inanellate ultimamente con la pessima gestione degli orsi, dovrebbero consigliare prudenza e cautela al presidente Fugatti, ma è di coccio e continua imperterrito nella sua guerra illegale contro gli orsi.

Con un nuovo comunicato emesso in serata il presidente Fugatti canta vittoria: finalmente è stato coinvolto un orso maschio in un contatto fisico con un uomo. La realtà non cambia una gestione della popolazione che sembra fatta per favorire incidenti fra orsi e uomini.

L’orso appena catturato deve essere rilasciato immediatamente! Deve tornare libero: non c’è alcun motivo perché sia incarcerato. Ancora una volta, non lasceremo nulla d’intentato perché si cessi la persecuzione degli orsi e richiamiamo il Ministro Costa a intervenire energicamente per ripristinare la legalità nella gestione degli orsi in Trentino.

RV / Agosto 20

2 thoughts on “LA STRANA STORIA DELLA CATTURA DELL’ORSO M57 IN TRENTINO

  • 26 Agosto 2020 in 00:12
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    I predatori in natura debbono sapere che qualche volta può andar male anche a loro. l’ atteggiamento talebano degli animalisti da salotto, che se ne stanno ben saldi sulle loro poltrone e non hanno mai visto dal vero un orso o un lupo (ma forse neanche una pecora) non serve a niente e non risolve i problemi.
    Nessuno vuol fare come in passato quando orsi e lupi erano stati sterminati, ma in natura il predatore deve sapere che corre un rischio anche lui. Tutti sappiamo che il rischio estinzione ora non esiste più per orsi e lupi. Non vorrei che dietro a certe posizioni ci fossero interessi diversi.

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    • 26 Agosto 2020 in 10:30
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      Gentile commentatore anonimo come tradizione vuole sbaglia l’uomo e pagano gli Animali, in questo caso l’orso. I grandi predatori predano, a differenza di cacciatori e bracconieri, solo per stretta sopravvivenza e le prede sono animali di cui si possono cibare. Nel caso specifico gli orsi prediligono miele bacche frutta radici formiche .. La sua visione antropocentrica sovrapponibile a quella degli amministratori che da decenni si avvicendano alla guida della Provincia di Trento fa in modo di dipingere gli animali come in sovrannumero e invadenti. Questa ostilità verso la fauna selvatica e la mancanza di prevenzione e informazione verso turisti crea un rapporto disarmonico e conflittuale che in Abruzzo hanno brillantemente superato! Gli Animali si rispettano. Evviva gli orsi!
      Silvia Premoli

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