CALIFORNIA: UNA NUOVA LEGGE A TUTELA DEL BENESSERE DEGLI ANIMALI

I californiani hanno votato per vietare la vendita di carne di maiali nati da scrofe che hanno trascorso la gravidanza in gabbia.

In California nel gennaio 2022 entrerà in vigore una nuova legge a tutela del benessere degli animali. Ne da notizia un lungo ed interessante articolo pubblicato sul National Geographic.

Vita da scrofe

Le scrofe in gravidanza dovrebbero vivere in spazi sufficientemente ampi da permettere loro di effettuare movimenti basilari quali alzarsi, sdraiarsi, girarsi e allungare le gambe.

Così hanno stabilito i californiani. Della stessa opinione gli abitanti del Massachusetts.

In America nove sono gli stati che hanno vietato l’uso delle gabbie di gestazione, eppure la maggior parte dei sei milioni di scrofe riproduttrici del paese trascorre buona parte dei 4 mesi di gravidanza, se non tutti, in gabbie di gestazione: gabbie di metallo minuscole in cui le scrofe non si possono girare o allungare gli arti.

La California fa un passo avanti

Nel 2018, gli elettori della California hanno approvato una proposta di legge che ha fatto un ulteriore passo avanti.

A partire dal gennaio 2022, infatti, la California vieterà la vendita di carne suina proveniente da maiali le cui madri sono state tenute in gabbie per la gestazione e proveniente da vitelli che sono stati confinati in gabbie.

La proposta di legge, quasi identica a quella approvata dal Massachusetts nel 2016, vieta anche la vendita di uova deposte da galline in gabbia. Sebbene la legge sia stata approvata a livello statale, sta avendo conseguenze su tutto il territorio nazionale.

La legge, che è considerata dagli animalisti come un atto rivoluzionario, è stata attaccata da gran parte dell’industria della carne, che l’ha definita come un eccesso che renderà la carne più costosa per tutti.

Massimizzare la produzione

Quella della produzione di carne di maiale è un’industria da 23 miliardi di dollari negli Stati Uniti.

La parola d’ordine è massimizzare la produzione a costi minimi. Pertanto la maggior parte dei suini negli Stati Uniti vive in allevamenti intensivi.

Le gabbie di gestazione e le gabbie per il parto sono una pratica standard. I suinetti appena nati vengono tenuti separati dalla madre, che é costretta ad allattarli attraverso le sbarre. Dopo tre settimane, i suinetti vengono rimossi e le scrofe vengono nuovamente fecondate. Le scrofe possono produrre fino a tre cucciolate all’anno, secondo quanto affermato dall’American Meat Science Association. Il processo viene in genere ripetuto fino a quando una scrofa ha tre o quattro anni, quindi viene macellata per la carne.

Una questione di buon senso

Josh Balk, vice presidente del benessere degli animali d’allevamento presso la Humane Society degli Stati Uniti, afferma che le gabbie causano disagio fisico e psicologico.    È fatto di “assoluto buon senso che un animale debba essere in grado di girarsi”, dice Balk, citando studi che hanno dimostrato che le scrofe in gabbia possono soffrire di ossa indebolite, zoccoli cresciuti oltre misura, infezioni del tratto urinario e comportamenti ossessivi quali mordere ripetutamente le sbarre, segno di disagio psicologico.

Invece, secondo Jim Monroe, portavoce del National Pork Producers Council (NPPC), un gruppo commerciale che si oppone alla legge della California, gli animali chiusi in gabbia non soffrono. “Nessuno è più attento degli allevatori di maiali americani alla cura degli animali”, ha dichiarato Monroe.

Costi di produzione e nuove strategie in California

Standard di benessere animale più elevati si traducono in maggiori costi di produzione e in maggiori costi per gli acquirenti dei supermercati.

Si ipotizza pertanto che i produttori che sceglieranno di conformarsi alla legge, probabilmente rinnoveranno solo una parte delle loro strutture, assicurandosi che la carne proveniente dalla sezione dell’allevamento a norma di legge sia venduta alla California.

Un piccolo passo ma nella giusta direzione

L’industria della carne ha dichiarato spesso di voler eliminare gradualmente le gabbie di gestazione, ma ha sempre posticipato, afferma Winders, della Vermont Law School. La legge della California potrebbe essere la spinta necessaria, dice, “ma devo sottolineare che è un passo così piccolo”.

Tuttavia, è un passo nella giusta direzione, sostiene Chris Oliviero, direttore generale del Niman Ranch, che comprende 740 allevamenti familiari in Iowa. “La maggior parte dei cambiamenti iniziano come una piccola cosa e acquistano forza con il tempo”, prosegue Oliviero.

Le scrofe del Niman Ranch vivono o all’aperto al pascolo o in gruppo nelle stalle, con libertà di movimento. Gli allevatori del Niman forniscono ai maiali lettiere di fieno – invece dei consueti pavimenti in cemento – e non tagliano loro la coda, pratica standard del settore, in genere eseguita senza antidolorifici, per impedire ai maiali di mordersi la coda a vicenda.

Verrebbe da pensare che rispetto agli altri siano maiali fortunati…mentre sono solo maiali che, come gli altri, finiranno al macello.

Come un fiume che arriva al mare

Sappiamo bene che i cambiamenti richiedono tempo e arrivano per gradi. Che la presa di coscienza dei californiani possa essere allora il primo passo verso una nuova consapevolezza, in quel lungo percorso che passa per la tutela del così detto benessere animale e arriva inevitabilmente, così come un fiume arriva inevitabilmente al mare, alla scelta di non allevare più animali per cibarsene.

Solo allora gli animali saranno veramente liberi.

Non solo liberi di muoversi in una stalla o in un terreno più ampio perché concesso loro da un allevatore compassionevole, ma liberi dalle catene che oggi fanno di loro dei veri e propri schiavi asserviti alla volontà degli esseri umani.

Liberi di vivere la loro vita secondo la sola volontà che conti, quella di madre natura.

Per conoscere l’inferno degli allevamenti intensivi, clicca QUI.

ALESSANDRA TEDESCHI

Milano, 15/09/2021 – GC

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