VERSO LO STOP ALLE MATERIE PRIME RICAVATE DISTRUGGENDO LE FORESTE

Unione europea è pronta a respingere i prodotti complici della deforestazione

La deforestazione è la distruzione permanente delle foreste al fine di utilizzare la terra o gli alberi.

Gli alberi purificano la nostra aria, prevengono l’erosione e fanno da barriera contro i cambiamenti climatici. Sono l’abitazione di animali e piante e allo stesso tempo forniscono risorse naturali come medicine, cibo, legname e carburante. Gli ultimi studi appurano che, nel 73 per cento dei casi, i polmoni verdi delle aree tropicali e subtropicali vengono incendiati, disboscati e distrutti per fare spazio alle coltivazioni. E i frutti di quelle coltivazioni vengono esportati e finiscono a nelle nostre case .

A quanto pare le istituzioni dell’Unione finalmente non vogliono più rendersi complici di una simile distruzione ambientale e, per questo, stanno lavorando a una legislazione che potrebbe rappresentare un forte deterrente.

Come si cercherà di evitare i danni?

Il principio della legislazione è quello di imporre alle aziende di dimostrare che i prodotti che mettono in vendita in Europa non abbiano contribuito, più o meno direttamente, alla deforestazione e a violazioni dei diritti umani, secondo il modello “due diligence” . Le aziende in futuro dovranno quindi rendere conto non solo di ciò che fanno in prima persona, ma anche di tutto ciò che succede lungo la loro filiera.

 Il campo di applicazione sarà limitato ai prodotti con “il più alto contributo globale alla deforestazione” come l’olio di palma, il legno, il cacao, il caffè, la carne di manzo e la soia.

L’intenzione è quella di suddividere i paesi di provenienza in più categorie: per i territori a minor rischio basteranno controlli più basilari, mentre per quelli più critici serviranno ispezioni approfondite.

Se emergerà che quello specifico prodotto ( ad esempio l’olio di palma) è stato ricavato dopo aver raso al suolo le foreste, le sue importazioni saranno bloccate o soggette a forti restrizioni. E potrebbe non trattarsi di episodi sporadici.

Deforestazione e consumo di carne

Le deforestazioni che si consumano in Sud America e la produzione di carne che viene abitualmente esportata in Europa – e dunque in Italia – potrebbero sembrare due problemi differenti, ma in realtà sono fenomeni connessi tra loro. Due dei principali prodotti responsabili della deforestazione  infatti sono la carne di manzo e la soia per l’alimentazione animale. L’ambito geografico della legislazione deve includere altri ecosistemi oltre alle foreste, poiché il consumo di manzo, soia e olio di palma nell’UE è legato alla distruzione di altri ecosistemi come praterie, zone umide e savane. Secondo alcuni studi, alla deforestazione illegale è collegato rispettivamente il 17 per cento della carne bovina che l’Europa importa dal Brasile e il 20 per cento della soia utilizzata nel nostro Continente.

Preservare gli habitat e l’agricoltura intensiva

La proposta potrebbe essere fondamentale per gli animali nelle regioni del mondo dove l’agricoltura intensiva o le attività economiche alimentano la deforestazione. Per esempio, vietando le importazioni di prodotti legati alla deforestazione, gli habitat di animali selvatici come gli oranghi e i gibboni potrebbero essere meglio preservati. Inoltre l’agricoltura intensiva degli animali – che alimenta la deforestazione in quanto richiede mangimi per le colture – verrebbe dissuasa.

deforestazione
Foto di Ria Sopala da Pixabay

Carne di maiale e pollame ingiustamente escluse

 La carne di maiale e di pollame sono per ora esclusi, ma questi animali sono più spesso alimentati con soia, che contribuisce in gran parte alla deforestazione. Evitare questa “distorsione” è tanto più importante in quanto alcuni partner commerciali dell’UE, come l’Ucraina, esportano quantità significative di carne di pollame nell’UE. Questo significa che l’Ucraina – il più grande fornitore di carne di pollame dell’UE – potrebbe alimentare il pollo da cui deriva la carne che esporta con soia legata alla deforestazione che sarebbe vietata nell’UE.

Considerando che la deforestazione guidata dall’agricoltura è permanente (mentre le terre che soffrono di deforestazione causata dagli incendi possono rigenerarsi), è urgente che l’UE sostenga la sua agenda sostenibile e corra veloce verso questi provvedimenti il prima possibile.

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Iaia Mingione

Milano, 30/09/2021 IM

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