RIDIAMO SPAZIO ALLA FAUNA A PARTIRE DAI CINGHIALI

“Ridiamo spazio alla fauna”. Nuovo appuntamento dedicato agli animali selvatici.

Non sono gli animali che attraversano la strada, ma è la strada che attraversa il bosco.

ROBERTO SALUSTRI
Roberto Salustri

E’ Roberto Salustri il curatore di questa rubrica, durante la quale parlerà di tutta quella fauna selvatica a cui l’essere umano ha tolto spazio vitali. Si andrà quindi dai cinghiali ai ricci, dagli scoiattoli alle volpi.

Chi è Roberto Salustri

Roberto Salustri, studia fisica dei sistemi complessi alla Università “La Sapienza di Roma”, si specializza per propria passione in ecologia, attivista del WWF e responsabile di sezione per 30 anni.

Socio fondatore della Eco-cooperativa solidale RESEDA e dell’EcoIstituto RESEDA, realizza diversi progetti di conservazione della natura, agroecologia, riforestazione e uso delle fonti di energia rinnovabile in Italia, Africa e America Latina.

Chi meglio di lui può sviluppare la rubrica Ridiamo spazio alla fauna?

Note: La rubrica è composta da più puntate, ad ogni nuovo appuntamento che va in onda, viene automaticamente aggiornato questo articolo inserendo in prima posizione la puntata più recente.

Presentazione della rubrica

ROBERTO SALUSTRI PRESENTA LA RUBRICA “RIDARE SPAZIO ALLA FAUNA”

MANIFESTO DELLA NATURA NEGATA

NATURA NEGATA

La natura è sempre più presa di mira, speculazioni edilizie su nuovi territori, depredazione delle risorse naturali, fino a dire che la fauna selvatica è un patrimonio economico da sfruttare a scopo alimentare.

Il solo abbattimento dei cinghiali nella Provincia di Roma frutterebbe più di 7 milioni di euro. Carne per uso umano e animale, a costo zero per gli speculatori.

La realtà scientifica, dimostrata da diversi enti scientifici pubblici e anche da progetti di Citizen Science, smentisce alcune fakenews diffuse ad arte dalle associazioni venatorie e da qualche associazione di agricoltori.

CINGHIALI
Sovrappopolazione: quando
una specie supera il numero di
individui che l’ecosistema può
sostenere. Superamento della
capacità ecologica del territorio
per questa specie
  1. Sovrappopolazione: gli ATC – Ambiti Territoriali di Caccia, per stabilire quanti animali si possono cacciare in ogni territorio, devono studiare la loro popolazione. Gli ATC d’Italia non ci ha risposto su questi studi, ne sono pubblicati come da legge, quindi per quanto ne sappiamo non li effettuano. Insieme a volontari e ricercatori, abbiamo svolto una ricerca in 4 luoghi della Provincia di Roma e in nessuno dei 4 abbiamo trovato sovrappopolazione dei cinghiali.
  2. Corridoi ecologici: perché i cinghiali si trovano spesso in città e sulle strade? Il primo passo è stato realizzare una mappa con gli avvistamenti, abbiamo analizzato il territorio per capire da dove arrivavano i cinghiali e come si trovassero nel luogo degli avvistamenti. Strade sporche e cumuli di immondizia posso attrarre, ma in realtà i cinghiali, nella loro ricerca giornaliera di cibo percorrono anche 10 km. Ormai il consumo di suolo ha ridotto talmente gli habitat
    che, 10 km verdi, non si trovano più. Inoltre alcune costruzioni umane indirizzano e intrappolano gli animali come se fossero vere e propri labirinti, da cui spesso gli animali non riescono a uscire da soli.
  3. Consumo di suolo: è questo il vero problema, il cemento e l’asfalto hanno ridotto le aree verdi, gli habitat naturali sono circondati dal cemento, isolati tra di loro e senza corridoi ecologici a garantire la continuità territoriale ed ecologica necessaria agli animali. Gli insediamenti urbani hanno distrutto le aree agricole e quelle verdi, circondando di fatto gli habitat ricchi di biodiversità. Tali habitat sono spesso usati come discariche, le aree forestali e arbustive sono colpite da incendi dolosi e percorsi da migliaia di persone in bici o con cani tutti i giorni. Quindi gli animali selvatici sono relegati in riserve “indiane” dove sono continuamente disturbati dalle attività umane.
  4. Importanza dei cinghiali nell’equilibrio degli ecosistemi (Rewilding): ogni animale è importante per l’equilibrio dell’ecosistema in cui vive, anche il cinghiale. Il racconto del cinghiale distruttore di ecosistemi non regge, il suo ruolo è ben definito dalla sua etologia, la sua nicchia ecologica importante come tutte le altre, la sua biocenosi aiuta l’ecosistema. Basta informazioni antiscientifiche diffuse da chi vorrebbe cacciare gli animali sempre e dovunque. Anche la questione cinghiali ibridi e iperprolifici sono miti da sfatare. Sicuramente sono stati introdotti dai cacciatori in alcune zone, in particolare in Toscana e sulle Alpi, ma non è così ovunque, e soprattutto la prolificità in cattività non è uguale a quella in natura.
  5. Soluzioni a un problema che non esiste: rifugi, sterilizzazione, caccia. Se non c’è sovrappopolazione allora la soluzione non può essere “riduciamo la popolazione”, quindi è l’ipotesi di partenza a essere errata. Non possiamo pensare di rinchiudere tutti gli animali selvatici nei rifugi, non possiamo negare la loro natura, la loro etologia. Un cinghiale o un lupo non è un maiale o un cane, sembrano simili ma sono profondamente diversi. Un animale selvatico ferito deve essere portato in un CRAS Centro Recupero Animali Selvatici, dove una volta curato è rilasciato nel suo habitat. Comunque, anche se ci fosse sovrappopolazione, la sterilizzazione e la caccia non sono soluzioni, creerebbero più problemi di quelli che si vorrebbero risolvere.
  6. Le azioni da fare realmente: bisogna difendere gli habitat e ripristinare i corridoi ecologici, ridurre l’impatto della popolazione umana sugli ecosistemi naturali, agire con il rewilding e la rigenerazione. Anche iniziare a pulire le città non sarebbe male, e riciclare i rifiuti. Ma prima di tutto bisogna studiare la situazione, uccidere o sterilizzare sono “non soluzioni”, create ad arte da chi vuole speculare sulla natura. E soprattutto fare CULTURA, Educazione Ambientale, Formazione e ricerca!

Corso di formazione gratuito per attivisti, scrivere a [email protected]

RIDIAMO SPAZIO ALLA FAUNA – IL CASO BAMBY – Ancora un episodio di “natura negata”.

IL CASO BAMBY – UN EPISODIO DI NATURA NEGATA

L’ultimo episodio è accaduto in provincia di Sondrio. Un cervo è stato detenuto per due anni da un privato.

Il cerbiatto è stato raccolto, strappato alla sua vita e portato nel terreno di chi poi lo ha detenuto. Una volta scoperta la detenzione del cervo, quest’ultimo viene giustamente tolto all’uomo. Un cervo non è una capretta o un maialino, ma un animale selvatico che dunque per legge non può essere rimosso dal suo habitat né detenuto da chi non possiede specifica autorizzazione. Come recita la legge sulla tutela della fauna omeoterma, la 157/92, la fauna selvatica è “patrimonio indisponibile dello stato”.

C’è stata una sollevazione popolare per riunire il cervo al suo catturatore”: compaesani, associazioni di stampo animalista e persino i “mezzi di informazione” si sono mobilitati chiedendo a gran voce che l’ingiustizia venisse riparata. Ma per ingiustizia non si intende il prelievo di fauna non autorizzato e la detenzione illegale di un cervo, ma l’aver strappato quest’ultimo dalle mani di chi lo ha prelevato e tenuto commettendo chiaramente un reato.

Si dichiarano tutti molto soddisfatti di questa grande “vittoria”, peccato che a perdere davvero sia il cervo: privato della sua vita, cosa farà quando gli salirà il testosterone? Comincerà a bramire come un ossesso, comincerà a guardare il l’umano non più come un dispensatore di cibo e carezze ma come un rivale o un intruso da infilzare a colpi di palchi.

Se qualcuno si farà male, e la colpa sarà di nuovo di un animale cattivo, pericoloso.

DIRETTA TELEGRAM – DIBATTITO APERTO

Sono anni che Roberto studia i cinghiali e le problematiche a loro legate. Durante la diretta ci ha parlato di queste creature smontando, peraltro, tutte le scorrette informazioni che girnao su di loro.

Presunta sovrappopolazione, corridoi ecologici, consumo del suolo, diminuzione degli habitat, metodi per salvare i cinghiali, cosa fare e non fare.

Insomma è stata una diretta molto interessante e, sotto certi punti di vista, illuminante.

LA DIRETTA – PODCAST INTEGRALE

GLI ANIMALI SELVATICI SONO IN SOVRANNUMERO?

2 – LA PAVENTATA SOVRAPPOPOLAZINE – ROBERTO SALUSTRI

Prima foto: Un branco di cinghiale in posizione di difesa

Seconda foto: La campagna di sensibilizzazione sulla riduzione della velocità sulle strade nei Parchi

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Gli levano la terra da sotto le zampe – Ridiamo spazio alla fauna

Sarà vero che gli animali selvatici sono aumentati ed invadono le città o la faccenda è tutt’altra? Lo scopriamo in questa puntata

GLI LEVANO LA TERRA DA SOTTO LE ZAMPE – ROBERTO SALUSTRI
RIDIAMO SPAZIO ALLA FAUNA - SALUSTRI

Prima Foto: mappa del consumo del suolo fatta da ISPRA. Seconda foto satellitare: consumo di suolo nel Parco regionale dei Castelli Romani, fa vedere come i boschi siano attraversati da strade e cemento.

Milano, 20/01/2023

Un pensiero su “RIDIAMO SPAZIO ALLA FAUNA A PARTIRE DAI CINGHIALI

  • 20 Gennaio 2023 in 15:58
    Permalink

    Il punto non e’ ridare spazio alla Natura, ma toglierlo agli umani, che non lo meritano perche’ lo hanno tolto e lo tolgono ogni giorno di piu’ agli Animali, esseri sacri, perfetti, mistici, indispensabili, meravigliosi, insostituibili, straordinariamente intelligenti, in pieno diritto di vivere su questo pianeta, a differenza degli umani, feccia dell’universo e chiara dimostrazione che anche Dio sbaglia. Le limita, io i devono essere rivolte agli umani. non agli Animali.

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