NON ESAGERATE CON IL BURRO D’ARACHIDI…

Tutti ne parlano, tutti lo provano, qualcuno lo ama, qualcun altro non lo apprezza ma, in sostanza cos’è il burro di arachidi e come usarlo?

Si pensa che il burro di arachidi sia stato inventato dagli Inca, sebbene fosse arricchito di cacao che lo rendevano più granuloso e meno cremoso. Oggi grazie all’aggiunta di olio ha invece una consistenza decisamente cremosa e facile da spalmare.

In che modo il burro di arachidi può sostenere una dieta vegana? Scopriamolo insieme.

Le arachidi in realtà fanno parte della famiglia dei legumi ma hanno decisamente una quantità di grassi maggiore rispetto ai ceci o alle lenticchie ma, due cucchiai di burro di arachidi al giorno, sono una sana fonte proteica, circa 8 grammi di proteine vegetali.

 Contengono fitosteroli in grado di bloccare l’aumento di colesterolo nel sangue, polifenoli ricchi di antiossidanti e hanno una buona dose di vitamine, minerali, fosforo e rame.

Ovviamente non sono privi di controindicazioni.

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Contengono anche acido fitico, un antinutriente presente in altri legumi, oltre a noci e semi. Ciò può compromettere la capacità del corpo di assorbire ferro e zinco da altri alimenti consumati in quel momento.

Attenzione però,  questo non significa che dovrete farne a meno, niente affatto! Semplicemente, ancora una volta, si rende necessaria l’importanza di seguire un’alimentazione ben bilanciata tra frutta, verdura, cereali, legumi e altre fonti proteiche vegetali durante la giornata.

Dovrete fare solo attenzione a quale comprare, molte marche propongono delizie con l’aggiunta di zuccheri o comunque dolcificanti come lo sciroppo d’agave, mentre altri aggiungono olio di palma che per quanto sia vegano, ha un’incidenza sull’ambiente davvero negativa.

Se poi, sceglierete il tipo “light” ossia solo arachidi, olio e sale, sarete sicuri di non esagerare con le calorie senza perdere di gusto.

Una ricetta di RadioVeg.it? Eccola.

E ancora…. Se volete creare la vs versione vegan personalizzata, potete farlo nelle vs cucine che  come ci spiega “Greenme”, sembra un gioco da ragazzi!
Qui trovate la ricetta.

Provatene un cucchiaino su una banana a fette, sul pane tostato, nel frullato con la vs frutta preferita … una leccornia!

La crudeltà a tavola non è una necessità, ma una scelta.

Emanuela Barbero, “La cucina etica”, Sonda 2003

AqvaVera – RV Set20

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