NUDA E CRUDA – BIBLIOVEG.IT

Nuda e Cruda di Marina Atti – Casa Editrice Pendragon.

Nuda e Cruda – la recensione

Marina Atti, organizzatrice del BoEtico, uno dei più longevi eventi antispecisti che si tiene a fine agosto a Bologna, eccellente cuoca vegana che con il suo canale youtube In Cucina con Vegan Marina ha avvicinato tante persone alla cucina cruelty free.

Marina è appassionata di tutto quel che fa a partire dall’attivismo che porta avanti in difesa degli animali.  Innamorata e passionale si è data per anni al ballo più sensuale in assoluto, il tango argentino, ma ama il fitness in generale, e lo dimostra il suo fisico tonico.

Come tutti però, comprese le persone sempre sorridenti, come lo è Marina, anche lei ha dei lati oscuri da esorcizzare e lo ha fatto scrivendo il libro “Nuda e Cruda”.

Una raccolta di racconti intervallati da poesie che ci fa scoprire anche la “Marina” ottima scrittrice!

Il titolo del libro è più che azzeccato: “Nuda e cruda”.

“Cruda” perché i racconti rispecchiano proprio la cruda realtà, spesso sconosciuta, di persone che vivono drammi, paure ed angosce. Sono ritratti di anime sensibili e fragili che sentono addosso tutto il peso dell’esistenza fatta a volte di vuoti incolmabili e di solitudine. Storie di chi si sente invisibile al resto del mondo, ma che, invece, ha un universo dentro di sé tutto da esplorare.

Le pagine del libro trasudano delle sofferenza e dei conflitti irrisolti che vivono i personaggi, che sono come pesanti macigni o catene paralizzanti. Catene, quasi sempre rappresentate da una sessualità insoddisfacente, non espressa, imposta o inesistente, catene che hanno a volte delle  maglie simboliche dalle quali, però, tutti i personaggi vogliono liberarsi.

Spesso i personaggi  tirano fuori un’ironia e un sarcasmo inaspettati che strappano qualche sorriso al lettore. Le storie affrontate meriterebbero tutte di avere un seguito, perché rimane la curiosità di sapere come proseguono de vite dei personaggi che animano i racconti. Personaggi ai quali è facile affezionarsi anche se i fotogrammi delle loro esistenze sono pochi: pochi ma intensi e non tutti, purtroppo, fanno ben sperare in un radioso futuro ad eccezione dell’ultimo racconto in cui il finale è degno di un “tutti vissero felici e contenti”.

Che dire delle poesie? Scrivere poesie è un qualcosa di ancora più intimo, perché non ci sono personaggi che parlano per interposta persona, scrivere poesie significa mettersi davvero a nudo, ed ecco quindi che Marina ha il coraggio di mostrare quel lato oscuro, di cui dicevo prima, senza veli, senza remore, come fosse un atto liberatorio.

Stella

Anche in questo caso la poesia finale parla d’amore,  ma di un amore limpido, puro. E’ una dichiarazione per Stella, quel meraviglioso esserino  che ora, purtroppo, continua a brillare per Marina, ma da un’altra dimensione.

Marina io l’ho conosciuta ad un evento antispecista e l’immagine che ho ben impressa in mente è proprio quella di Marina con in braccio la piccola Stella. Chi condivide la vita con un animale capirà benissimo il sentimento che ha voluto esprimere Marina in questa poesia.

Il tema dell’antispecismo e del veganismo, in questi scritti, è solo sfiorato in due racconti, ma si riscatta alla fine  con delle ricette che ha chiamato “insolite” e infatti un po’ insolite lo sono, ma fanno capire quanto Marina ami sperimentare in cucina come nella vita. Anche in queste ricette Marina non manca di fare riferimento alla sua vita, ai suoi ricordi, alla sua quotidianità: un altro momento di relazione molto personale tra l’autrice e i suoi lettori.

Milano, 28/07/2020 – GC

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