REGAN RUSSELL, VITTIMA TRA LE VITTIME

Venerdì 18 giugno 2020 Regan Russel, un’attivista esemplare di Animal Save, si è preparata per andare ad una delle veglie che l’ha vista partecipe tante volte, ma non poteva sapere che sarebbe stata la sua ultima veglia.

Venerdì 18 giugno 2020 la vita di Regan Russell è stata stroncata fuori dal mattatoio Fearmans Pork Inc. a Burlington, Ontario in Canada, investita da un camion che stava trasportando centinaia di maiali verso il macello. Uno dei tanti pericolosi ed immensi camion forieri di morte in tutto e per tutto, spesso guidati da camionisti decisamente incoscienti e poco attenti che, probabilmente, pensano solo a portare a termine il loro tetro lavoro. Qualsiasi intoppo fa perder loro tempo, impensabile poi, per la maggior parte di loro, “perdere minuti preziosi” con persone che potrebbero instillare dubbi sull’eticità del loro lavoro, che potrebbero obbligare loro a guardare negli occhi gli animali che stanno trasportando, che potrebbero, insomma metterli di fronte alla realtà dei fatti. Uno di questi tanti camionisti non ha visto Regan e l’ha investita stroncandole la vita.

Purtroppo, cosa ancor incomprensibile, nonostante il grave incidente, l’attività di trasporto nel mattatorio non si è fermato. Il Movimento ha chiesto a Michael Latifi, CEO di Fearmans, di liberare i maiali che erano sul camion che ha ucciso Regan Russel e di portarli in un rifugio come segno di compassione e rispetto. Se la richiesta non dovesse essere accettata anche i maiali su quel camion maledetto, come lo sono tutti i veicoli destinati a quel tipo di trasporto, verranno macellati, per diventare cibo e tanta gente trangugerà morte su morte.

REGAN RUSSEL
Regan Russel

Regan Russel era una signora, nel vero senso della parola, poco più che sessantenne che dal 1979 era dedita a rivendicare i diritti degli animali, da lunga data era tra le file del Movimento Animal Save, non era dunque una neofita. Mai avrebbe pensato quel giorno che le sarebbe toccato lo stesso destino di Jill Phips.

Regan e tutti i suoi compagni di Animal Save, come succede in tutte le veglie, volevano dare dell’acqua e un ultima carezza a qualcuno degli animali stipati in quel maledetto camion. Sappiamo quanto sia criticato il tipo di attivismo di Save Movement in Italia, ma qualunque sia il pensiero di ognuno, la tragedia successa non può non vedere compatto il mondo degli animalisti a dimostrare vicinanza a una realtà che ha scelto un tipo di attivismo che può non essere condiviso da tutti.

Animal Save, e in generale tutto il mondo dell’attivismo, venerdì 18 giugno 2020 ha perso una grande donna che non si è mai risparmiata. Arrestata in 11 occasioni per “vari atti di disobbedienza civile”, Regan non si è mai fermata davanti a niente. “Gli animali sono stati la sua vita” dice di lei Anita Krajnc, fondatrice del Movimento Animal Save, “Regan era una persona gentile, elegante, forte e coraggiosa. Era una mentore per gli altri, e faceva sempre attivismo con gentilezza nel cuore. Faceva da anni veglie settimanali per anni, e, oltre alla giustizia per gli animali, si occupava anche delle ingiustizie razziali e lottava per la tutela dei più vulnerabili.

La tragica morte di Russel arriva a due giorni dall’approvazione della controversa legge sull’agricoltura “Bill 156”, studiata per coprire la crudeltà sugli animali nelle aziende e durante il trasporto. Russel è morta combattendo per ciò in cui credeva.

Questo fattaccio rischia di accelerare la nuova legislazione del governo che intende rendere illegale l’interazione con gli animali nei trasporti e le proteste fuori dalle fattorie e dai mattatoi. Disegno di legge contro il quale Russell si era già espressa nel suo ultimo post su Facebook, etichettandola come legge “malvagia”. A tal proposito gli attivisti hanno chiesto al governo di non usare la morte di Russel come scusa per reprimere ulteriormente l’attività di protesta. E’ stato un tragico incidente, gli attivisti di Animal Save non vogliono che la causa per cui Regan Russel stava combattendo si perda in una nebbia di indignazione. Incitano dunque tutti a continuare a combattere, ma di non covare rabbia e voglia di rivendicare. Violenza porta solo violenza.

Milano, 21/06/2020 – GC

2 pensieri riguardo “REGAN RUSSELL, VITTIMA TRA LE VITTIME

  • 21 Giugno 2020 in 21:35
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    Il sistema umano è fondamentalmente violento. Capillarmente violento. Viene esercitata in ogni ambito con deliberata crudeltà. Regan è in un paradiso dove ci saranno solo animali e alberi e pochissimi umani. Siamo così malvagi che l unica salvezza per il Pianeta e la sua Prole è la scomparsa definitiva della nostra specie.

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    • 28 Giugno 2020 in 22:23
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      Concordo pienamente….bellissime parole!

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