ADDESTRAMENTO O MALTRATTAMENTO?

Un vecchio approccio di addestramento può nascondere gravi violenze

Nostri fedeli amici da secoli, i cani cercano di adattarsi alla nostra vita piena di rumori e stress. La maggior parte di loro riesce a relazionarsi con la propria famiglia, ma per alcuni l’integrazione risulta molto difficile.  Acquistati da allevatori improvvisati, siti internet o da negozi, i cuccioli hanno visto compromessa la loro crescita, e per questo sono più soggetti a sviluppare problemi in futuro. Molti proprietari sentono l’esigenza di chiedere aiuto a persone esperte. E’ facile, però, trovare educatori o addestratori che usano tecniche violente, trasformando l’addestramento in maltrattamento.

La teoria del branco.

Prendendo spunto dall’antenato del cane, il lupo, molti addestratori tentano di creare una gerarchia basata sulla presenza del dominatore e del sottomesso. Tuttavia, nel branco, non si cerca il conflitto, sia per una propria sicurezza che per quella del gruppo. La “dominanza” si manifesta con una serie di comportamenti che evitano lo scontro e chiariscono le regole della gestione del cibo.

In addestramenti di questo tipo, il controllo è nelle mani del più forte. La comunicazione è messa da parte. Se il fine è l’obbedienza, allora sono permessi metodi repressivi che si basano sulla forza fisica e sulla violenza psicologica.

Punizione come mezzo d’addestramento.

L’addestratore tenta con forza di sottomettere il cane. Quando lui si ribella, si ricorre alla punizione: pugni, calci o strattonate al guinzaglio. Se non dovesse bastare, si usano strumenti molto più violenti, come bastoni, collari a strozzo o elettrici.

Senza nemmeno rendersene conto, molti proprietari tendono a usare questi sistemi. Non è raro vedere cani sollevati da terra, appesi in aria, da un padrone che tenta di arrestare il suo atteggiamento aggressivo o difensivo. Sono metodi poco efficaci che aumentano lo stress e la paura. 

Anche la Legge ne riconosce la violenza:

Nessun animale da compagnia può essere addestrato con metodi che possono danneggiare la sua salute e il suo benessere, in particolare costringendo l’animale a oltrepassare le sue capacità o forza naturale, o utilizzando mezzi artificiale che causano dolori, sofferenze  e angosce inutili

La comunicazione è importante.

Come i cani ci osservano, anche l’uomo dovrebbe provare a comunicare con loro. Nei metodi che usano la punizione e la forza, la relazione però viene persa.

Le moderne tecniche di addestramento si basano sulla teoria dell’apprendimento. Il mezzo usato non è più la punizione, ma la apprezzamento dei comportamenti corretti con bocconcini, giocattoli e carezze.

Questi metodi necessitano di maggiore tempo e pazienza, ma sono più duraturi, più rispettosi e preservano il benessere animale.

Il linguaggio non verbale del cane è un codice chiaro e leggibile scritto a grandi lettere luminose. […] Di fatto, è proprio l’uomo che non cerca il modo di collabora e cooperare con il cane.

Più informazioni si trovano nel capitolo “Il maltrattamento mascherato da addestramento” di Daniela Cardillo e Antonio Alì, presente nel libro “Emotività Animali – ricerche e discipline a confronto

Antonio Alì fa anche parte di Rinascita Forestale, ecco, cliccando QUI la sua intervista su RadioVeg.it.

Claudia Pomponi
Milano, 13/11/2021 – CP

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