OKRA MANGIA PLASTICA

Ci sono vegetali che mangiano la plastica, come l’okra

Sempre più ricercatori cercano come risolvere il problema delle microplastiche presenti nelle acque reflue, ovverosia le acque che dopo l’uso risultano contaminate con sostanze pericolose e dannose per l’ambiente e per l’essere umano che ingerisce involontariamente migliaia di micro particelle ogni anno. Usare l’okra può essere una soluzione.

ACQUE REFLUE

Solitamente per ripulire le acque reflue, si aggiungono all’acqua sostanze chimiche collose che attirano le microplastiche e formano grandi grumi. I grumi si depositano sul fondo dell’acqua e possono così essere rimossi.

La volontà però è quella di valutare alternative meno invasive e più salutari ed è quello che ha fatto la Dott.ssa Srinivasan, professoressa di chimica presso l’università Tarleton State University, in Texas, che, con il suo team, hanno scoperto come la natura, ancora una vola, ci possa essere d’aiuto.

I ricercatori hanno infatti dimostrato che gli estratti vegetali per uso alimentare, in particolare quelli di gombo, hanno il potere di rimuovere le microplastiche dalle acque reflue.

Il gombo è una pianta africana meglio conosciuta con il nome di okra.

La ricerca

OKRA

La ricerca è stata effettuata testando estratti di polisaccaridi derivati da 7 piante: fieno greco, cactus, aloe vera, gombo, tamarindo e psillio. Le piante sono state testate singolarmente e in diverse combinazioni usando campioni di acqua prelevati da oceani e laghi locali.

In questo modo i ricercatori hanno scoperto che i polisaccaridi dell’okra funzionavano meglio, in entrambi i tipi di acqua.

La combinazione okra con estratto di fieno greco rimuovevano facilmente le microplastiche dall’acqua oceanica, mentre la combinazione okra – tamarindo funzionava meglio per i campioni d’acqua dolce.

In pratica è risultato che i polisaccaridi di origine vegetale funzionano meglio delle sostanze chimiche comunemente usate.

Un ultimo dettaglio, non da poco, è che questa alternativa naturale non avrebbe bisogno di alcuna ristrutturazione dei processi di depurazione. L’intero metodo di trattamento resterebbe invariato, la sola differenza è che si utilizzerebbero questi nuovi estratti vegetali naturali, anziché invasive sostanze chimiche.

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Milano, 18/04/2022 – GC

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