IL FUTURO DELLE PANDEMIE

Il coronavirus ha mietuto sino ad oggi a livello globale quasi 1,8 milioni di morti, sembrerebbe che con l’avvento dei vaccini la pandemia di COVID-19 sia finalmente quasi sotto controllo o comunque ci siano delle speranze fondate per sconfiggere questo virus che ha cambiato così radicalmente le nostre esistenze.

Foto: Pixabay

Nulla di più lontano dalla realtà, dall’OMS infatti arriva un monito preoccupante per quanto riguarda il futuro, sottolineando come il mondo si debba preparare ad affrontare pandemie decisamente più pericolose e letali.

Nulla di più lontano dalla realtà, dall’OMS infatti arriva un monito preoccupante per quanto riguarda il futuro, sottolineando come il mondo si debba preparare ad affrontare pandemie decisamente più pericolose e letali.

Uno dei servizi del programma Rai Indovina chi viene a cena

Secondo gli scienziati la minaccia epidemiologica maggiore arriva dagli allevamenti intensivi sovraffollati dove miliardi di polli, tacchini, suini, bovini, pesci e altre specie vengono segregate e sottoposte a sofferenze indicibili, spesso in condizioni precarie di biosicurezza, per soddisfare la produzione alimentare umana.

L’immoralità degli allevamenti intensivi

A tal proposito, riprendo quanto detto dalla Dott.ssa Liz Specht del Good Food Institute di Washington D.C. relativamente all’attuale pandemia di COVID-19 :

«È giunto il momento di riconoscere che come civiltà siamo cresciuti con un modo antiquato di usare gli animali per produrre proteine. La caccia e l’allevamento hanno contribuito per millenni alla crescita della popolazione umana.

Dobbiamo essere brutalmente onesti l’uno con l’altro. Non possiamo più farlo. L’attuale sistema [di produzione alimentare] non funziona correttamente. È anche inefficiente, incerto, insostenibile ed estremamente pericoloso».

è questa la normalità che vogliamo? Foto: Pixabay

Mi auguro quindi che nel prossimo decennio si cambi rotta e che in primis i governi mondiali decidano di adottare alternative alla produzione di proteine animali, etiche, sicure e meno impattanti per la salute del pianeta e gli esseri viventi che lo popolano.

Burger vegetali? C’è l’imbarazzo della scelta…

Alternative già esistenti come gli alimenti a base di proteine vegetali dal gusto sempre più accattivante o la produzione, settore in forte espansione, della così detta “carne coltivata” o “carne pulita” nei bioreattori che alimenta la crescita dei tessuti e consiste nel prelevare cellule muscolari che non prevedono la macellazione di esseri viventi ma estratte da animali vivi, senza causare loro alcuna sofferenza.

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Valorizzare la natura è sempre la via maestra – Foto: Pixabay

Come possiamo vedere le soluzioni esistono, basta implementarle e svilupparle a livello globale … Il proliferare di future pandemie è tutto nelle nostre mani!

Valentina Scorcia – RV – Mar21

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