PERSONE

RAIVEG2018, LA CRONACA

Spesso Paolo Barbon, della ASD Vegansport, ci ha parlato delle sue imprese in fase di preparazione e ci aveva ovviamente presentato, tempo fa, anche quella che si è conclusa da poco la RAIVeg2018.

Ci fa davvero piacere condividere con voi la cronaca di questa faticosa impresa, scritta da Paolo stesso "a caldo".

Ci ha colpito molto. Ne esce da un lato tutta la forza e la determinazione dell'atleta e dall'altra tutta la sensibilità e tenacia di un uomo che vuole raggiungere gli importanti obiettivi che si è preissato al motto di "Animali liberi!". 

Vi lasciamo dunque alle sue parole: "RAIVeg2018 è passata. Con grande impegno e fatica io e la mia crew siamo riusciti a portarla a termine.

Con i pochissimi Km di allenamento (circa 1000) le due operazioni al calcolo subite, delle quali l’ultima 12 giorni prima della partenza, onestamente non avremmo potuto sperare in qualcosa di meglio!

Tutto è andato per il meglio se così posso dire.

Breve cronaca:

Dopo il lungomare di Silvi, mi attendono le salite del Parco Nazionale del Gran Sasso, mangio nocciole e bevo acqua. Si continua a salire fino a 1383 m. al Valico di Rocca di Cambio, qui scoppia un temporale terribile, acqua a catinelle e vento gelido.

Scendo abbastanza veloce ma tremo come una foglia, la ruota davanti sbanda vistosamente e ad ogni metro mi sembra di finire a terra!

Arriviamo a Celano che mi sento un fantasma, gelato, con le mani insensibili, e tremante in ogni parte del corpo……….e penso ai randagi, alle creature prigioniere nei canili, alle creature torturate nei laboratori, e intanto tremo sempre più nel mio abbigliamento termico, e mi chiedo dove sia finita la nostra superiorità……….

Per fortuna ad Avezzano torna il sole e la temperatura e mi riprendo.

Arriviamo dopo 196 Km alla prima Time Station di Sante Marie

Mangio a quattro ganasce affettato veg, formaggio veg e crostini di kamut. Bevo acqua e mangio un pompelmo.

La crew mi prepara la bici per la notte e mi aiuta a cambiarmi la tuta.

Si riparte. Animali liberi il mantra di tutta la gara.

Tanti saliscendi a tratti anche abbastanza impegnativi. È notte e arriviamo nel borgo di Subiaco. Splendido nella sua cornice storica medioevale, bagnato dall’Aniene, ma impietoso per l’altimetria.

La via principale è una via crucis in salita, e fa da preludio all’altopiano di Arcinazzo. La crew mi dice che sono solo due Km di salita……..in realtà saranno poi 17 circa………infernali!

Li passo tenendo l’andatura di altri due concorrenti, ma solo per un po. Sono troppo veloci e scompaiono piano piano nella notte. Resto solo con la mia crew. La nausea si affaccia e mi rende il tutto più difficile.

A Guarcino decido che è arrivato il momento di staccare un po la spina. Dormiamo per un’ora e qualcosa.

Si riparte alla volta di Alatri e Frosinone, la strada è un po meno cattiva e a tratti scende veloce.

Ad un tratto quel cartello………Ferentino. Un colpo al cuore mi assale.

È proprio li dove le telecamere nascoste degli attivisti hanno ripreso la barbarie degli ultimi istanti di vita dei bufalotti del macello di Ferentino. Non mi vede nessuno e le lacrime scendono. L’inutilità del mio gesto sportivo di fronte alla loro sofferenza è evidente, ma il nulla sarebbe peggio.

Ora siamo in pianura secca e si procede abbastanza spediti. Percorriamo la Migliara 47 fino all’incrocio con la via Appia e poi via per 15 Km di rettilineo fino a Terracina.

Mi fermo prima di entrare in città in un piazzale di un negozio. Sono le 5 del mattino circa. Vomito anche l’anima e mi libero in parte della nausea. Poi via fino alla seconda Time Station di Spigno Saturnia. Ho percorso 404 Km.

Ora mi attendono le peggiori salite, Cassino, Venafro, Alfedena………..Solo a tratti la nausea mi lascia in pace e vado a corrente alternata. Consapevole che passerò una seconda notte in bici proseguo con il mio passo con ben piantati in testa i consigli del mio amico Marcello Luca che nel 2014 la RAI l’ha vinta.

“ Paolo, viaggia agile, agile! 90 pedalate al minuto, non strafare!”

Per problemi di organizzazione la Time Stations di Scanno è cancellata e ci fanno fare un po di Km in auto!

Che benedizione penso!

Alla fine mi mancano solo ….! Due grandi salite. La seconda è “possibile” e sale per 15 Km fino al rifugio Capanne, ma è la prima che dopo più di 500 Km risulta essere terribile! Da Popoli la SS17 sale terribilmente per 5 Km circa. In cima ci attende una altra bella lavata.

Animali liberi!

I cartelli stradali segnano L’Aquila, ma L’Aquila non arriva mai! Oramai è di nuovo notte ed è impossibile continuare.

Il sonno mi assale e rischio di finire in mezzo alla strada sotto un’auto.

Ho dormito poco più di un’ora e percorso più di 600 Km. Sono le 21 circa di domenica 29 aprile. A pochi Km da L’Aquila decido di fermarmi a dormire.

Sono le 5 di mattina fuori fa freddo ma si riparte. La mia sofferenza in confronto alla Loro è nulla!

I restanti 150 Km dopo più di 6 ore di sonno sono molto più facili da fare e poi dallo scollinamento del Parco del Gran Sasso inizia una discesa velocissima.

Arrivo a Silvi Marina alle 10,30 circa in una bella giornata di sole.

Un grosso grazie alla mia società di appartenenza ASD Vegansport.

Animali liberi!"

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