100.000 TWEET PER DIRE BASTA

Contro il trasporto di animali vivi, domenica 14 giugno è stato lanciato un Twitter storm globale. Risultato: oltre 100000 tweet da 36 paesi in 21 lingue per chiedere la fine dei trasporti a lunga distanza .

Riceviamo e con piacere pubblichiamo.

Il 14 giugno, Giornata Internazionale contro il trasporto di animali vivi, 100 ONG di 36 paesi hanno unito la propria voce in un twitter storm globale per chiedere ancora, nella V giornata internazionale dedicata, la fine del trasporto di animali vivi a lunga distanza. Oltre 15 mila persone hanno partecipato, inviando 100 mila tweet totali che sono stati visualizzati 31 milioni di volte. In Italia, dove l’hashtag #BanLiveExports si è piazzato quarto fra i trend topics, attivi anche Animal EqualityCIWF (Compassion in World Farming), che ha organizzato l’evento, e OIPA

Scarica le mappe sul trasporto nell’UE e nel mondo (FAOSTAT)

Scarica i dati sul trasporto in Italia (ISTAT 2018)

10,9 milioni di bovini, 16,05 milioni di pecore e 44,9 milioni di suini sono trasportati ogni anno nel mondo. In Europa (fra gli Stati Membri e verso paesi terzi) ogni anno vengono esportati 5,32 milioni di bovini, 5,5 milioni di pecore e 36,9 milioni di suini (dati FAOSTAT). Secondo l’Istat, in Italia importiamo ogni anno oltre 13,7 milioni di animali ed esportiamo oltre 12,6 milioni di animali.

Le associazioni di protezione animale hanno più volte denunciato attraverso video investigazioni come spesso questi viaggi, anche nell’Unione europea, infrangano il Regolamento europeo sul trasporto: basti pensare ai vitelli e agli agnelli non svezzati trasportati dall’est Europa verso il nostro Paese. Ma i trasporti possono essere anche più lunghi con animali che raggiungono Paesi terzi, per esempio il Medio Oriente, attraverso viaggi estenuanti che finiscono con macellazioni prive di qualsiasi regolamentazione, in violazione di quanto stabilito dalla Corte di Giustizia Europea che prevedere il rispetto dei Regolamento UE anche nei paesi terzi per quegli animali che iniziano il loro viaggio da uno degli Stati Membri.

Gli animali sono spesso ammassati a densità superiori a quelle di legge, trascorrono giorni e giorni senza acqua né cibo, stendendosi sulle proprie feci, senza che siano rispettati i periodi di sosta previsti e in condizioni di caldo e freddo estremi.

Purtroppo la storia del trasporto di animali vivi ha visto accadere anche immani tragedie, l’ultima lo scorso 24 novembre quando 14.600 pecore sono morte annegate nelle acque gelide del Mar Nero, a largo della costa romena, vittime del naufragio del cargo Queen Hind, che si è capovolto dopo aver lasciato il porto di Midia. Secondo due recenti report della Commissione Europea [i], gli Stati Membri non rispettano gli standard previsti. In sintesi si sono riscontrati:

•           un diffuso non rispetto da parte dei trasportatori delle leggi europee sul benessere animale, soprattutto quando gli animali lasciano l’UE.

•           un insuccesso costante da parte delle autorità competenti degli Stati Membri di far rispettare le leggi sul trasporto di animali vivi.

«Il fallimento da parte degli Stati Membri di far rispettare le leggi sul benessere animale, così come riportato dai report della Commissione, contraddice direttamente ciò che la Commissione Europea dichiara e cioè che abbiamo gli standard di benessere animale migliori al mondo», dichiarano le associazioni promotrici dell’iniziativa. «Fino a quando gli animali soffriranno durante i trasporti, tutte queste affermazioni risulteranno infondate. Chiediamo dunque di nuovo e con forza che la sofferenza degli animali e le voci dei cittadini non siano ancora una volta inascoltate e che il trasporto su lunghe distanze sia vietato il prima possibile».

Per approfondire:
Un rischio per il benessere di tutti – CIWF
Un articolo di Essere Animali
Il sito di OIPA

RV / Giu 20

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