AMBIENTETENDENZE

ALBERO DEL PANE, IL CIBO DEL FUTURO CHE POTREBBE SALVARCI

I frutti dell’albero del pane potrebbero in parte supplire quello che i cambiamenti climatici ci faranno perdere in raccolti.

I cambiamenti climatici stanno avendo sul nostro pianeta effetti devastanti .

Uno degli effetti più immediati dell’aumento delle temperature globali potrebbe essere la scomparsa, o senza dubbio una significativa riduzione in volume di alcuni raccolti tradizionali: grano, orzo, riso.

Tutte colture alla base della nostra alimentazione… quali sarebbero le alternative? Una di queste è saltata fuori  in uno studio della Northwestern University, che ha analizzato la possibilità di deputare l’albero del pane a “cibo del futuro”.

Qui in Italia non è molto conosciuto , ma l’albero del pane è uno dei cibi più diffusi nelle regioni tropicali dove cresce e i suoi frutti vengono paragonati a patate che crescono sui rami: sono molto nutrienti, e hanno una grande varietà di usi in cucina, tra cui la possibilità di venire trasformati in farina, da cui il nome della pianta.

Breadfruit:  caposaldo alimentare delle popolazioni caraibiche

Da secoli l’albero del pane, o breadfruit, rappresenta la parte più consistente dell’alimentazione degli abitanti delle aree in cui cresce. Il suo frutto è tondo, simile a un melone, e ha un diametro di almeno dieci centimetri. La scorza è ruvida e di colore verde chiaro, mentre la polpa interna è quasi completamente bianca e si presenta con una consistenza farinosa.

A dare il nome a questa insolita specie, sono proprio la consistenza e anche il gusto della polpa che, previa cottura, acquisiscono l’odore e il sapore tipici del pane fresco o delle patate cotte (a seconda della lavorazione).

I frutti dell’albero del pane hanno una polpa di colore bianco e consistenza farinosa (poiché ricca di amido); anche i semi (ormai presenti solo nelle cultivar selvatiche) sono edibili previo tostatura. Il frutto dell’albero del pane può essere consumato fresco o essiccato, fritto, arrostito, bollito o cotto al forno.

Una new entry tra i “superfood”

I superfood sono alimenti di origine vegetale particolarmente ricchi di sostanze nutritive fondamentali e dalle numerose proprietà benefiche per la salute. I più famosi sono: bacche di goji, semi di chia o canapa, ginseng, broccoli, curcuma e te verde. Ora ad allargare la famiglia sembra essere arrivata questa interessante new entry.

Grazie al suo indice glicemico basso, paragonabile a quello di molti alimenti di base comuni come grano, manioca e patate, consumarlo regolarmente combatte il diabete. In aggiunta, offre un grande apporto in termini proteici.

Secondo i ricercatori se una persona mangiasse circa 189 grammi di frutto di albero del pane potrebbe soddisfare fino a quasi il 57% del fabbisogno giornaliero di fibre, il 34% del fabbisogno proteico e, allo stesso tempo, ingerire vitamina C, potassio, ferro, calcio e fosforo. Le sue proteine, inoltre, possiedono più aminoacidi di quelle della soia, mentre alcune varietà di questa pianta sono ricche di antiossidanti e carotenoidi.

I dati raccolti nel corso dello studio hanno permesso di stabilire che le proteine ​​dell’albero del pane sembrano più facili da digerire rispetto a quelle del grano semplice.

Impatto ambientale e resistenza ai cambiamenti climatici

Lo studio dell’Okanagan Campus dell’University of British Columbia che, oltre a riscontrare gli enormi benefici sulle persone di questo alimento, ne ha riconosciuto l’alta sostenibilità, visto che coltura e produzione generano un impatto ambientale minimo.

Questo albero si adatta facilmente ad altri climi e sembra in grado di vivere e prosperare praticamente ovunque, con eccezione delle zone fredde del Pianeta. In Africa, dove la specie risulta quasi del tutto assente, troverebbe il suo habitat ideale e potrebbe offrire a milioni di persone sostegno alimentare e rinascita economica.

Introdurne l’uso nella propria dieta, dunque, non può che apportare benefici..senza dimenticare che rappresenta un’alternativa alimentare vegetale creativa, originale e sostenibile.

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Iaia Mingione

Milano, 28 /10/ 2021

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