VIDEO

Jane… Grazie!

Ricordiamo la Dr. Jane Goodall scomparsa il 1 ottobre 2025

La Dr. Jane Goodall ha lasciato serenamente nel sonno questa dimensione, è successo il 1 ottobre 2025 mentre si trovava a Los Angeles impegnata in una serie di conferenze.

La donna che ha cambiato il rapporto tra uomo e natura lascia un grande vuoto dietro di sé.

Il mondo perde una voce irrinunciabile nella difesa degli animali, della natura, del genere umano e della scienza etica.

Non se ne va solo una scienziata, ma un simbolo vivente che ha saputo unire rigore, amore e speranza in un lavoro lungo decenni.

Jane Goodall pioniera in tanti campi

Pioniera e sostenitrice delle iniziative di conservazione di tutta la catena degli scimpanzé per oltre quattro decenni, Jane ha saputo piantare semi di curiosità, speranza e compassione a livello internazionale aprendo la strada soprattutto ai giovani che in lei hanno riconosciuto una ispiratrice alla quale, a loro volta, hanno dato speranza per il futuro.

In tutto ciò, fondamentale la creazione del programma internazionale per giovani ambientali e umanitari Roots & Shoots di JGI, che sta attivamente guidando il cambiamento in 75 Paesi.

Un’eredità senza paragoni

Probabilmente quando Jane iniziò i suoi studi sugli scimpanzé nella Gombe Stream National Park, in Tanzania, non immaginava quanto profondamente avrebbe cambiato il modo in cui l’umanità guarda le creature non umane.

I suoi studi sui primati: dalla creazione di strumenti da parte degli scimpanzé all’osservazione delle loro relazioni sociali, la presa di coscienza dell’empatia che provano e la consapevolezza del dolore, hanno rotto barriere scientifiche e morali.

Ha dimostrato che noi esseri umani non siamo soli, né superiori nella maniera in cui spesso ci illudiamo di esserlo.

L’impegno di Jane

Il contributo della Dr. Goodall non si è fermato all’etologia, infatti Jane ha dedicato la sua vita anche alla sensibilizzazione, all’educazione ambientale e all’attivismo per la conservazione.

Ha fondato la Jane Goodall Institute, promosso programmi per la salvaguardia dei primati, ma anche per la tutela delle foreste e delle comunità locali. Ha insegnato a interi popoli che proteggere il pianeta significa proteggere noi stessi.

La voce, dolce, pacata, determinata di Jane Goodall era una presenza costante nei convegni, nei documentari, nei libri per ragazzi e negli incontri con studenti. Mai prepotente, mai dogmatica, sempre capace di aprire al dialogo.

Il vuoto si avvertirà per l’assenza di chi poteva testimoniare con autorità che il rispetto per la vita non è un ideale romantico, ma un imperativo urgente.

Mancherà immensamente il faro morale che rappresentava Jane Goodall, un faro che puntava lo sguardo oltre le emergenze ambientali, ricordandoci che ogni creatura ha un valore intrinseco.

Il compito che ci lascia in dote

Il lascito di Jane Goodall non è una reliquia da venerare, ma una strada da percorrere. Il suo invito era ed è chiaro:

Agire localmente, pensare globalmente.

Coltivare la curiosità nei bambini, mantenere l’umiltà nel sapere, proteggere le foreste come se fossero la nostra casa. Non basta continuare i suoi progetti: dobbiamo farli nostri e elevarli.


Un esempio da non tradire

Ogni volta che ci dimentichiamo degli altri esseri viventi, che consideriamo gli animali come risorse o che trascuriamo la salute del suolo, dell’acqua e del cielo, stiamo tradendo noi stessi, il patto di convivenza con tutti gli esseri viventi e, da ora, anche l’esempio di Jane.

Senza la Dr. Goodall il mondo da oggi è un po’ più freddo e silenzioso: le foreste perdono una difensora, gli scimpanzé un’amica, la scienza un ponte tra dati e compassione.

L’impegno è che il vuoto lasciato da Jane Goodall non si trasformi in oblio, ma anzi diventi vigore, memoria e impegno. Per lei, per noi, e per chi verrà dopo.

Che il suo nome resti vivo nelle azioni che trasformano la cura in rivoluzione.

Milano, 02/10/2025 – Miguel Angel Beso

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *