Eurispes 2026: Italia è sempre più veg
Nuovi dati Eurispes: l’8,5% degli italiani è vegetariano o vegano
L’Italia cambia, secondo Eurispes cresce la scelta etica e sostenibile a tavola e conferma di essere un Paese in trasformazione anche nelle abitudini alimentari.
Secondo l’ultimo Rapporto Eurispes, infatti, pubblicato nel mese di maggio 2026, l’8,5% della popolazione ha scelto di seguire una dieta vegetariana o vegana. Un dato significativo che non rappresenta soltanto una fotografia statistica, ma il segnale concreto di un cambiamento culturale sempre più radicato.

Purtroppo il tema dell’alimentazione fa fatica ad uscire dalla dimensione puramente nutrizionale e salutistica, ma auspichiamo che diventi sempre di più una scelta consapevole dettata dall’amore per gli animali, che coinvolga quindi valori, stili di vita e visione del futuro.
I numeri del cambiamento: dalla nicchia alla realtà diffusa
L’8,5% indicato da Eurispes comprende sia chi segue una dieta vegetariana sia chi ha adottato un’alimentazione completamente vegana. Due percorsi diversi, ma accomunati da una progressiva riduzione o eliminazione dei prodotti di origine animale.
Se confrontato con i dati di qualche anno fa, questo valore evidenzia una crescita costante. Il mondo veg, dunque, non è più una minoranza marginale, ma una componente stabile della società italiana, destinata a incidere sempre di più anche sulle dinamiche economiche e sociali.
Va inoltre sottolineato che, accanto a chi compie una scelta radicale, esiste una fascia sempre più ampia di popolazione che si avvicina gradualmente a questi stili alimentari.
Perché si diventa veg: salute, ambiente ed etica
Le motivazioni alla base della scelta vegetariana o vegana sono molteplici e spesso intrecciate tra loro. Sono temi che RadioVeg.it affronta e analizza da sempre, anche grazie a centinaia di interviste, ma proviamo a sintetizzarle:
Salute e benessere
Sempre più persone associano l’alimentazione vegetale a uno stile di vita più sano. La maggiore attenzione alla qualità del cibo, alla riduzione dei grassi saturi e all’aumento di fibre e nutrienti vegetali rappresenta uno dei principali driver della scelta.
Consapevolezza ambientale
Il tema dell’impatto ambientale degli allevamenti intensivi ha assunto un ruolo centrale. Emissioni di gas serra, consumo di acqua, deforestazione: elementi che portano molti consumatori a rivedere le proprie abitudini quotidiane, a partire dalla tavola.
Sensibilità etica
Cresce, fortunatamente, anche la consapevolezza rispetto al benessere animale. Sempre più italiani scelgono di non contribuire a filiere che implicano sofferenza e sfruttamento, orientandosi verso alternative vegetali.

Crescita spirituale
Accanto a un’Italia in crisi di vocazioni, soprattutto in chiave cattolica, non si può negare un’espansione di percorsi spirituali, le cui dinamiche spesso e volentieri di origini orientali, contemplano la scelta di rinunciare a prodotti di origine animale sul tema dell’alimentazione.
L’effetto sul mercato: boom del plant-based
La crescita della domanda ha inevitabilmente influenzato il mercato. Negli ultimi anni si è assistito a un’espansione senza precedenti dell’offerta plant-based.
La grande distribuzione organizza scaffali dedicati, le aziende investono in innovazione e i ristoranti ampliano i menu con piatti completamente vegetali. Le alternative ai prodotti animali – dalle bevande vegetali ai sostituti della carne – sono oggi più accessibili, varie e diffuse.
Questa evoluzione rende la scelta vegana non solo più semplice, ma anche più inclusiva e adatta a diversi contesti sociali, dalla ristorazione alle mense scolastiche e aziendali.
I flexitariani: il cambiamento silenzioso
Un aspetto fondamentale emerso dal rapporto è la crescita dei cosiddetti “flexitariani”. Si tratta di persone che non eliminano completamente carne e derivati animali, ma ne riducono significativamente il consumo.

Questo gruppo rappresenta una vera e propria area di transizione: individui più sensibili alle tematiche ambientali e salutistiche, che contribuiscono comunque a ridurre la domanda di prodotti di origine animale.
Il fenomeno dei flexitariani dimostra come il cambiamento non sia necessariamente radicale, ma possa avvenire anche attraverso scelte quotidiane più graduali e consapevoli. Il nostro auspicio è che possa essere un punto di passaggio per una graduale comprensione del valore di una scelta 100% veg.
Un cambiamento culturale profondo
Il dato dell’8,5% va letto in una prospettiva più ampia. Non si tratta solo di cosa si mangia, ma di come si pensa il cibo.
La crescita del mondo veg riflette una nuova consapevolezza collettiva: alimentarsi significa sempre più compiere una scelta che ha ripercussioni sulla salute personale, sugli animali e sull’intero pianeta.
Si assiste così a un’evoluzione nei modelli culturali, in cui il cibo diventa espressione di valori e identità.
Il ruolo dell’informazione e delle comunità veg
In questo scenario, la diffusione di informazioni corrette e accessibili è fondamentale. Media, associazioni e realtà come RadioVeg.it svolgono un ruolo chiave nel sensibilizzare, informare e accompagnare le persone in questo percorso.
Raccontare storie, dati, esperienze e opportunità legate al mondo veg contribuisce a creare una comunità sempre più consapevole e partecipativa.
Verso il futuro: una crescita destinata a continuare
Se il trend attuale verrà confermato, è probabile che la percentuale di vegetariani e vegani continui ad aumentare nei prossimi anni. A trainare questa crescita saranno soprattutto le nuove generazioni, più attente a temi ambientali ed etici.
Tra innovazione alimentare, maggiore disponibilità di prodotti e crescente sensibilità sociale, il passaggio verso un’alimentazione più vegetale appare sempre più concreto.
L’Italia, pur mantenendo forti radici nella tradizione gastronomica, sta quindi vivendo una trasformazione significativa: il mondo veg non è più un’eccezione, ma una realtà in espansione, destinata a diventare sempre più centrale nel dibattito pubblico e nelle scelte quotidiane.
Milano, 10/06/2026 – Daniele Pica

