AVA Summit Canada
Dal Canada un messaggio al movimento animalista mondiale: per cambiare il futuro degli animali servono strategie sempre più efficaci
Il dibattito sui diritti degli animali, in molti Paesi, Italia compresa, si concentra sulle singole emergenze che vanno dal cercare di contrastare la caccia, dal denunciare la situazione negli allevamenti intensivi, fino all’affrontare la sperimentazione animale, ma da Toronto, in Canada, arriva, durante l’AVA Summit, l’idea di cambiare prospettiva per rendere il movimento animalista sempre più efficace.
Dal 21 al 24 maggio si è infatti svolto uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati all’attivismo vegano e antispecista: l‘Animal & Vegan Advocacy Summit (AVA Summit Canada).
L’evento ha riunito circa 900 partecipanti tra attivisti, ricercatori, comunicatori, giuristi, organizzazioni non profit, finanziatori, studenti e professionisti della comunicazione, arrivati da numerosi Paesi per confrontarsi sulle strategie più efficaci a favore degli animali.

AVA: un laboratorio di idee
L’obiettivo dell’AVA è quello di costruire un movimento sempre più preparato, coordinato e capace di incidere realmente sulle politiche pubbliche, sull’economia e sulle abitudini dei consumatori.
Quattro intense giornate durante le quali si sono alternati decine di incontri dedicati alla comunicazione, alle campagne istituzionali, alla raccolta fondi, alle strategie legali, alla ricerca scientifica, all’utilizzo dei dati nelle campagne di sensibilizzazione e allo sviluppo di nuove forme di collaborazione tra associazioni.
Sul palco si sono incontrati ricercatori universitari, associazioni storiche, giovani attivisti, comunicatori, investigatori sotto copertura, esperti di diritto animale, fondazioni filantropiche e professionisti della comunicazione.
Una indignazione efficace
Come emerso dalle varie conferenze la sola indignazione non basta più: per concretizzare i cambiamenti sono necessarie campagne pianificate, obiettivi misurabili, competenze professionali e una maggiore collaborazione tra le diverse realtà che operano in difesa degli animali.
Il movimento internazionale ha già iniziato da qualche anno ad affiancare strumenti sempre più sofisticati alle tradizionali attività di sensibilizzazione ed attivismo. Le attività che vengono ormai considerate indispensabili per aumentare l’impatto delle campagne vengono sviluppate analizzando dati, studiando il comportamento umano, prendendo spunto dal marketing sociale, considerando il lobbying politico, approfondendo la ricerca scientifica e sfruttando la comunicazione digitale.
Gli allevamenti al centro dell’attenzione
L’AVA Summit si è particolarmente soffermato sugli animali allevati per l’alimentazione, che rappresentano la maggioranza degli animali sfruttati dall’essere umano.
Molti e significativi gli interventi che hanno affrontato il tema della transizione verso sistemi alimentari vegetali, delle campagne rivolte alle grandi aziende alimentari, delle politiche pubbliche capaci di favorire il consumo di alimenti plant-based e delle strategie per ridurre la domanda di prodotti di origine animale.



Una dimensione globale rete internazionale sempre più forte
Uno degli aspetti più interessanti dell’AVA Summit è la sua sempre più forte portata internazionale.
L’idea di base è che nessuna organizzazione, pur grande che sia, non può ottenere da sola il cambiamento necessario ed è per questo che l AVA punta a creare connessioni tra realtà che pur operando spesso in ambiti differenti, condividono lo stesso obiettivo: ridurre lo sfruttamento degli animali con la finalità di superarlo in toto.
L’esperienza canadese suggerisce quindi una riflessione importante: per incidere davvero non basta reagire alle emergenze. Occorre rafforzare la collaborazione tra associazioni, comunicare in modo sempre più efficace con la società e con le istituzioni, insomma costruire una strategia di lungo periodo, investendo anche nella formazione degli attivisti,.

Il domani dell’attivismo
Sebbene negli ultimi decenni il movimento per i diritti degli animali sia cresciuto in maniera esponenziale, le sfide da affrontare sono ancora tante ed immense pertanto è davvero necessario cambiare prospettiva.
Eventi come l’Animal & Vegan Advocacy Summit mostrano come l’attivismo stia entrando in una nuova fase: meno improvvisazione, più preparazione; meno frammentazione, più cooperazione; meno iniziative isolate, più strategie condivise.
Come hanno ricordato molti relatori a Toronto, la passione sta sicuramente alla base del cambiamento culturale, ma per fare significativi passi in avanti sono necessari metodo, competenze e una visione comune.
Ed è proprio questa la direzione che il movimento internazionale animalista sembra aver deciso di intraprendere.
Milano, 08/07/2026 – Grazia Cominato

