FUNNY VEGAN 47 VOGLIA DI APERITIVI!

È ora di brindare… Alla salute!

Così ci invita a fare Sonia Giuliodori, direttrice di Funny Vegan 47, e la voglia di brindare sarebbe tanta, anche solo per salutare una stagione estiva di cui non sentiremo di certo la mancanza. Un’estate vissuta a metà durante la quale è stata tanta la nostalgia di quei tramonti passati con gli amici tra chiacchiere ed aperitivi, appuntamenti che scandivano il ritmo delle giornate estive.

Purtroppo siamo costretti a rimandare ancora il cin cin a “data da destinarsi”. Ecco dunque una buona ragione per godersi Funny Vegan 47 il cui filo conduttore sono proprio gli aperitivi.

L’immagine di copertina ci fa sognare, ci fa agognare il momento in cui si potrà dire: “l’incubo è finito, si può dar di nuovo inizio alle feste”, ma fino ad allora dobbiamo accontentarci di sorseggiare in privato, o tra pochi intimi, le proposte che ci fa Funny Vegan leggendo la rivista che, come sempre, ha contenuti molto interessanti e ricette molto appetitose. Alcune ricette sono, tral’altro, perfette per accompagnare il nostro aperitivo. Quindi in una mano il bicchiere e nell’altra il giornale e, sul tavolino, degli ottimi stuzzichini!

L’editoriale di Sonia Giuliodori.

Impossibile non condividere le sue riflessioni!

“Mancano pochi mesi alla fine dell’anno. Il duemilaventi sicuramente ce lo ricorderemo tutti e lascerà il segno anche nelle generazioni future, quando si troveranno sui banchi di scuola a studiare la storia. Di fronte a noi abbiamo ancora tantissime incognite e, mai come ora, l’avvenire sembra incerto. “All Things Must Pass” cantava George Harrison nel 1970. La title track del suo più celebre album da solista potrebbe essere la perfetta colonna sonora di questo periodo, le sue parole sono del tutto attuali.

Tutto passa, tutto finisce, tanto vale guardare avanti, suggerisce questa canzone. Affrontiamo il nuovo come un viaggio speciale, senza dubbio imprevisto, ma potenzialmente interessante e unico. Con questo spirito cerchiamo di cogliere le nuove sfide che ci attendono e non dimentichiamo di ragionare sulle possibilità che ci siamo lasciati scappare.

La scossa è stata forte, ma non così tanto da farci fare la virata che serviva. Pian piano riprendono le vecchie e cattive abitudini, poca attenzione all’ambiente – basta guardare dove finiscono la miriade di mascherine usa e getta – e poca solidarietà tra le persone.

D’altronde, se i capi di governo internazionali che ci rappresentano sono personaggi come Donald Trump, Nicolás Maduro o Jair Bolsonaro, solo per citare i primi che mi vengono in mente (la lista sarebbe lunga), cos’altro possiamo aspettarci? Serve modificare con urgenza i nostri stili di vita, concausa del collasso ambientale, ormai arrivato quasi al limite del non ritorno.

Neanche il COVID ha fatto fermare gli investimenti in armi, che avrebbero potuto essere convogliati nella salvaguardia della salute delle persone e del pianeta. Non rimane, quindi, che fronteggiare ciascuno il proprio percorso con lucidità: le scelte che si mettono in atto sono fondamentali e compete alla coscienza del singolo agire per il meglio.

Ci sono imprenditori illuminati che ci stanno provando (uno ve lo presentiamo nella rubrica Food) e che dirottano gli investimenti a sostegno di attività benefiche.

Da un’idea può nascere una rivoluzione, chiacchiere da aperitivo possono evolvere in spunti che fanno riflettere e diventano contagiosi. Quando i Turchi assediarono Vienna, nel 1683, importarono nel Vecchio Continente quel modello di caffetteria araba già conosciuto in tutto il Medio Oriente. Fu grazie a loro che nacquero i primi bar in Europa. In Italia abbiamo dovuto aspettare il Diciassettesimo secolo ed è stata la città di Venezia a fare da apripista, dopodiché è stato il turno della Francia, con Parigi. Tra l’Ottocento e il Novecento è nata l’arte del cocktail e le caffetterie hanno preso a trasformarsi progressivamente in centri culturali, luoghi dove poter parlare di politica, letteratura, oppure organizzare una rivoluzione. Oggi i social hanno cambiato i paradigmi, ci portano a essere sempre più soli, illudendoci del contrario mentre vediamo crescere i follower sul nostro profilo. Gli effetti sono sconcertanti, non a caso vi consigliamo la visione di /The Social Dilemma_ nella rubrica dedicata a libri e film. Ribelliamoci e creiamo relazioni vere! Incontriamoci a casa o al bar, confrontiamoci, organizziamo aperitivi e  brindiamo ai cambiamenti, quelli che fanno bene alla salute di tutti, ma proprio tutti, senza distinzioni.

Cin cin!”

Gli altri numeri di FV QUI.

Milano, 2/10/2020 – GC

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