VERITA’ SVELATE – PRIMA STAGIONE – LATI CRUDELI E OSCURI DELLA CACCIA

Verità svelate, in questa prima stagione, vuole affrontare tutti i lati oscuri dell’attività venatoria che non tutti conoscono.

Curatrice della rubrica è Mariangela Corrieri, presidente di Gabbie Vuote ODV di Firenze che conosce molto bene e a fondo il tema e vuole rendere partecipi tutti i nostri ascoltatori.

La presentazione

MARIANGELA SI PRESENTA E PARLA DELLA RUBRICA VERITA’ SVELATE

Note: La rubrica è composta da più puntate, ad ogni puntata che va in onda, viene automaticamente aggiornato questo articolo inserendo in prima posizione la puntata più recente.

gandhi
Foto di WikiImages da Pixabay

10 – L’illegalità della caccia

Siamo arrivati alla conclusione della prima stagione di “VERITA’ SVELATE” durante la quale Mariangela Corrieri ci ha fatto conoscere i lati oscuri della caccia.

Nel corso dell’ultimo appuntamento non si poteva che dare uno sguardo generale sull’illegalità di questa brutale attività.

Anche la caccia, come il resto delle attività umane, è sottoposta al controllo di legittimità giuridica ma, a parte il bracconaggio che è un’illegalità individuale, anche le Istituzioni, che dovrebbero essere le prime a rispettare la legge, cedono all’illegalità.

IN che modo e perché, ce lo facciamo raccontare da Mariangela.

Mariangela Corrieri vuole chiudere questa serie di incontri sulla caccia con le parole di un grande uomo che nessuno può contraddire:

“La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali” – Cit. M. Gandhi

10 – ILLEGALITA’ DELLA CACCIA

9 – Le vittime umane della caccia

I numerosi dossier di raccolta dati dell’Associazione Vittime della Caccia http://www.vittimedellacaccia.org dal 2009 raccolgono le informazioni sulle vittime umane della caccia.

Bambini uccisi, feriti, traumatizzati da pallini che li hanno sfiorati, dal vedere ammazzati a pochi metri da casa i loro amici (centinaia di animali domestici protetti per legge), dal non poter giocare serenamente sulle loro altalene con la paura che possa arrivare un cacciatore. Bambini violati. Tutto ciò non rappresenta alcuna esagerazione, basta leggere le notizie puntualmente riportate.

Tali incidenti vengono passati sotto silenzio, giudicati dai cacciatori come: fatalità, errori, imponderabile sfortuna, effetti collaterali, congenito rischio della caccia.

Senza considerare i costi delle forze di controllo messe in campo, dell’uso di ambulanze, elisoccorsi, delicati interventi chirurgici.

In questa puntata Mariangela approfondirà il discorso e la domanda finale è più che legittima.

E’ accettabile tutto questo?

9 – VITTIME UMANE DELLA CACCIA

LA FILIERA ALIMENTARE FAUNA SELVATICA

8 – La filiera alimentare

“La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale ed internazionale”. L’Art.1 della legge 157/92.

Tutti noi possiamo affermare che la fauna selvatica è invece patrimonio dei soli cacciatori che possono ucciderla durante tutto l’anno, possono distruggerne l’habitat tanto da spingerla verso le periferie cittadine in cerca di cibo, possono commercializzarla e ricavarne un guadagno.

Quindi, nonostante la legge, la filiera è in funzione, la fauna selvatica cacciata non è più di chi l’ha cacciata ma diventa commercio, mercato, valore aggiunto, perdendo la sua finalità originaria di “sport” visto che i fautori ritengono che “la carne della fauna selvatica debba diventare risorsa e valore aggiunto per il territorio e le aziende di ristorazione garantendo tra l’altro una tipicità vera dei prodotti offerti”.

In questa puntata di Verità Svelate, Mariangela Corrieri approfondisce l’argomento.

8 – LA FILIERA ALIMENTARE

7 – Il bracconaggio

Bracconare significa violare le norme di legge.

Catturare o sparare a specie protette, cacciare in tempi e aree di divieto, o con modalità e mezzi vietati, prelevare uova e pulcini soprattutto di rapaci destinandoli al collezionismo e alla falconeria.

Significa usare anche armi clandestine con matricola cancellata; usare tagliole che catturano l’animale lacerandogli l’arto; lacci di nylon o crine di cavallo e freni di bicicletta che diventano veri e propri cappi che strozzano gli animali; archetti ovvero trappole a scatto per cui i piccoli passeriformi muoiono dissanguati dopo una lenta agonia; roccoli (vietati ma ancora usati) veri impianti fissi di reti alte fino a 5 metri e lunghe fino a 400 che catturano gli uccelli i quali vengono poi uccisi tramite la frattura manuale delle ossa della testa; usare richiami vivi non autorizzati, ovvero uccelli tenuti prigionieri al buio e talora accecati…. Per le vittime del bracconaggio non c’è speranza, alcune arrivano a scarnificarsi nel tentativo di liberarsi dalla morsa.

Ecco il grande esempio culturale, legale, empatico, che si legge nei forum dei cacciatori:

IL BRACCONAGGIO

preferisco “bracconare” e correre il rischio una tantum di pagare un’ammenda piuttosto che attenermi alle regole e accontentarmi di poche prede legalmente abbattute”.

Quanto sopra è solo l’inizio… il resto ce lo racconta Mariangela.

7 – IL BRACCONAGGIO

6 – Avvelenamento da piombo

cartucce

Il piombo è stato classificato dall’OMS come “uno dei peggiori problemi ambientali de mondo”.

E stato eliminato dalla benzina, dai giocattoli, da vernici, lattine, tubature…. ma è sempre dentro i bossoli dei cacciatori anche se le cartucce di acciaio sono ampiamente disponibili e adeguate a tutti i tipi di caccia. Eppure il piombo persiste nelle cartucce dei cacciatori, circa 500.000 nel 2020, in quanto non sono loro la forza dell’opposizione, ma sono i potenti armieri italiani.

Mariangela Corrieri ci parla dei danni che provoca.

Caccia, veleno e armi vanno d’accordo. Chi avrà il coraggio di rompere lacatena?

6 – AVVELENAMENTO DA PIOMBO

“Saevitia in bruta est tirocinium crudelitatis in homines” Ovidio nato nel 43 a.c.

5 – Ingresso nelle proprietà private

L’art. 842 del C.C. che assegna ai cacciatori un privilegio che ad altri non riconosce quando recita “Il proprietario di un fondo non può impedire che vi si entri per l’esercizio della caccia, a meno che il fondo sia chiuso nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia o vi siano colture in atto suscettibili di danno”.

verità svelate proprietà private

Ma l’articolo 3 della Costituzione stabilisce che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge“. Ci domandiamo: ma è proprio così? No, non è proprio così, evidentemente.

Un fotografo che volesse fotografare un fiore, un birdwatcher che volesse osservare un uccello…non possono entrare nel fondo privato. Il cacciatore che vuole fucilare un animale può farlo.

L’Art. 842 comporta una discriminazione tra i cittadini generando una disparità di trattamento. La norma fu infatti introdotta nel periodo fascista, anno 1942,  quando si guardava con favore alle manifestazioni con uso delle armi. Ormai questo articolo va abrogato ed è in netto contrasto con quanto previsto nel resto d’Europa, una vera e propria anomalia sottolineata più volte dalla Corte europea dei diritti dell’uomo che ha sancito, in caso di contrasto tra concessione venatoria e proprietà privata, che l’interesse primario da tutelare si individua nel diritto, per ogni cittadino, a usufruire delle sue proprietà.

Ogni disegno di legge presentato per abrogare l’art. 842 C.C. è rimasto nel cassetto e ne sono stati presentati molti e in varie date:

  • 22 maggio 2008
  • 16 marzo 2013
  • 5 agosto 2013
  • 23 luglio 2015
  • 8 maggio 2019
  • ecc.ecc.

Lasciamo che sia Mariangela Corrieri ad approfondire il discorso sull’articolo 842 C.C.

5 – PROPRIETA’ PRIVATA


Chiudo l’argomento di oggi, con una frase di Pitagora: Gli uomini continueranno ad ammazzarsi fra loro fintanto che massacreranno gli animali. Colui che semina l’uccisione e il dolore non può raccogliere la gioia e l’amore.

4 – I cani dei cinghialai

verità svelate - cani dei cinghialai

La legge 281 del 14 agosto 1991 chiama i cani “animali d’affezione”. Non li distingue in categorie: da caccia, da compagnia, da guardia, ecc.

Ma i cani dei cacciatori di cinghiali non sono animali d’affezione, sono soltanto e semplicemente strumenti per uccidere come i fucili, le battute e l’organizzazione di una squadra di caccia. I cani dei cinghialai, sono esclusivamente allevati e utilizzati per la caccia al cinghiale. In quanto strumenti e non esseri viventi, il rispetto è una categoria a loro non dovuta.

Il maltrattamento è diffuso, standardizzato, sclerotizzato al punto che questi cani nessuno li vede, sono invisibili o, meglio, tutti li vedono ma come parte inamovibile del paesaggio.

La loro vita conosce due stagioni: l’estate e l’inverno.

Mariangela ci racconta, senza mezzi termini e senza nascondere nulla, cosa queste povere creature sono costrette a fare e come sono costrette a vivere.

I cani dei cinghialai, di cui nessuno parla e sa, sono anch’essi vittime dei cacciatori. Ecco perché è fondamentale fari di tutto affinché si arrivi all’abolizione totale della caccia.

4 – I CANI DEI CINGHIALAI

3 – La caccia al cinghiale

l cinghiale è l’animale più perseguitato. Eppure è un animale pacifico, sociale, coraggioso, intelligente, amante della tranquillità.

Si presta ad essere addomesticato fin da piccolo con il biberon, si affeziona facilmente all’uomo, attacca solo quando si sente minacciato o per difendere i figli a cui la madre è molto legata.

La caccia al cinghiale in braccata è la più crudele e la più pericolosa per l’uso di armi a lunghissima gittata, per l’uso di decine di cani che insieme aggrediscono i cinghiali, li mordono, li feriscono e restano feriti.

Mentre si fa un gran parlare di danni provocati dai cinghiali: incidenti stradali, distruzione della biodiversità, assalto ai pollai, agli allevamenti, alle colture pregiate, ai vigneti, agli automobilisti, ai ciclisti… che i cinghiali causerebbero per il loro numero eccessivo e incontrollabile, occorre tener conto che non esistono censimenti in Italia e che le stime sono semplici approssimazioni, opinioni, non basate su dati reali. Ma viene diffusa a gran voce l’opinione che i cinghiali siano troppi, anche se i cacciatori ce la mettono tutta per ucciderli a centinaia di migliaia, ogni anno.

Il resto ce lo racconta Mariangela…

3 – LA CACCIA AL CINGHIALE

2 – Uccelli da richiamo

La Direttiva europea sulla tutela della fauna selvatica, la legge 157/92 sulla caccia e le convenzioni internazionali di Parigi e Berna vietano da anni l’uccellagione, ovvero la cattura degli uccelli con reti e trappole, archetti, roccoli, ecc. ma i cacciatori italiani e le Regioni che li sostengono, continuano a praticare l’uccellagione nei confronti di piccoli uccelli migratori per procurarsi i richiami vivi da utilizzare come esca durante la stagione venatoria.

Ma, si sa, legalità non è sinonimo di giustizia. Purtroppo, come tutti i divieti anche quello dei richiami vivi è un divieto a metà in quanto questi uccelli possono essere allevati in apposite strutture autorizzate, catturati e inanellati appena nati, per il riconoscimento. L’utilizzo degli uccelli usati come richiami vivi è una pratica particolarmente crudele.

Ci racconta tutto Mariangela Corrieri.

2 – GLI UCCELLI DA RICHIAMO

La caccia è sempre una forma di guerra – Cit. Goethe… nei confronti di un nemico indifeso e senza colpa Cit. Mariangela.

1 – Che cos’è la caccia

1 COS’E’ LA CACCIA

La Corte Costituzionale ha più volte dichiarato che “l’ambiente è un valore rilevante per la comunità, mentre la caccia è mera facoltà di un gruppo”. La legge italiana 157/92, all’art. 1 recita: “La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale ed Internazionale”. In realtà non è così, considerato che regola la caccia e viene giustamente denominata “legge sulla caccia”.

Quindi che cos’è la caccia?

La caccia è un’attività feroce, insensata, è il divertimento di uccidere esseri viventi indifesi e innocenti. La caccia, definita sport, è un sistema corrotto, dove un miserrimo numero di persone ha diritti che altri non hanno. La caccia è un anacronistico esercizio di violenza, ed è inoltre innegabile il pericolo sociale che rappresenta considerato che, oltre a fare 400 milioni di vittime animali ogni anno, colleziona circa un centinaio di vittime umane tra morti e feriti, anche bambini. A nessuno sport sarebbe consentito di proseguire se accumulasse una serie costante di omicidi.

Il resto ce lo racconta Mariangela Corrieri.

1 – COS’E’ LA CACCIA

“Nella caccia non vedo che un atto inumano e sanguinario, degno solamente di selvaggi e di uomini che conducono una vita senza coscienza, che non si armonizza con la civiltà e col grado di sviluppo morale a cui noi ci crediamo arrivati”. – Cit. Lev Tolstoj:

Temi trattati nei prossimi appuntamenti:

  • La caccia al cinghiale
  • Cani dei cinghiali
  • Ingresso nelle proprietà private
  • Avvelenamento da piombo
  • Bracconaggio
  • Filiera alimentare
  • Vittime umane
  • Illegalità della caccia

Per chi volesse conoscere il testo della legge 157 che riguarda riguarda le Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio, cliccare QUI.

Milano, 30/08/2021 – GC

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