TROMBA D’ARIA, CRONACA DI UN INCUBO AL VEGIMAGNA

Nubifragio, grandine e tromba d’aria sul VegImagna 2021, una seconda edizione tanto voluta andata in fumo… anzi in acqua.

Una tromba d’aria, ma non solo, si è abbattuta Domenica 25 luglio sul VegImagna.

Preambolo

Era il terzo giorno del festival e RadioVeg.it era orgogliosa di esserne Media Partner anche in questa seconda edizione: tanto attesa, tanto voluta ed organizzata nei minimi particolari.

Eravamo fieri del nostro piccolo banchetto, segnalato da due roll-up, dove c’erano in bella mostra le nostre nuove t-shirt, i nostri volantini ed adesivi e qualche gadget per i più piccoli.

Avevo l’onore di condurre e moderare tutte le conferenze e il tutto stava andando davvero a meraviglia. Sabato sera avevo pure vinto, inaspettatamente, il contest Vegan’s Got Talent. Insomma domenica mattina ero piena di energia positiva, non vedevo l’ora di iniziare la giornata.

Dopo aver riallestito il banchetto con i colleghi e aver chiacchierato un po’ con chi c’era, sono scesa un po’ più a valle nella struttura che ospitava le conferenze.

Il cielo non prometteva bene, ma il meteo dava “pioggia possibile” nel tardo pomeriggio, quindi ho pensato che tutto fosse nella norma e sotto controllo.

Fino alle 12,00 circa niente faceva presagire quel che sarebbe successo da lì a poco. E’ stato alle 12,30, verso la fine della seconda conferenza, che ha iniziato a piovere piuttosto forte. Nella speranza che la pioggia diminuisse, ho aspettato un po’ prima introdurre il nuovo ospite per dare modo alle persone che si erano iscritte di arrivare.

L’inizio dell’incubo

Vana speranza. Anziché migliorare, la situazione ha iniziato repentinamente a peggiorare. Tuoni, fulmini e saette nel vero senso della parola. Vedevo fiumi d’acqua scendere impetuosamente. Intanto la grandine, con chicchi grandi come noccioli di albicocca, imbiancava le strade. Sembrava granita pronta per essere colorata di sciroppo.

Mentre Tommaso Leoni, il terzo ospite della mattinata, teneva la sua conferenza, io ho cercato di contattare i ragazzi in area espositiva, ma non c’era campo e quando sono riuscita a trovare un angolo dove il cellulare prendeva, non rispondeva nessuno. Iniziavo ad essere seriamente preoccupata e, nel contempo, mi sentivo quasi in colpa per essere lì al riparo, una sensazione di impotenza assoluta.

Pensavo ai banchetti delle associazioni che erano lì per raccogliere un po’ di fondi, a quelli degli espositori commerciali che avevano investito anche in costose attrezzature per poter vendere il loro prodotti. Speravo che i gazebo riuscissero a proteggere un po’ le postazioni, pur nella consapevolezza che vento, grandine e acqua erano troppo potenti, ma continuavo a sperare.

La speranza si è spenta quando, finita la conferenza e diminuita un po’ la furia degli elementi, sono salita al campo. Mi stava venendo incontro Valeria (Consonni), collega e amica della radio, mi ha anticipato che tutto era allagato e in condizioni disastrose. “Immagino” ho commentato io “con la pioggia e la grandine che sono scese!” ed è lì che ho saputo che era sopraggiunta anche una tromba d’aria.

Il primo impatto

Arrivata all’area espositiva ho visto distruzione e desolazione. I pochissimi gazebo apparentemente salvi erano quelli impermeabili che erano stati abbassati. Il nostro gazebo accartocciato contro la rete, i nostri roll-up quasi galleggianti nell’acqua fangosa. Espositori zuppi di pioggia rovesciati e completamente inutilizzabili, coperture, striscioni, manifesti, materiale illustrativo sparso per tutto il campo.

Subito dopo essermi accertata che i miei amici colleghi erano salvi, l’incontro con le persone vicino al bar e, per primi, gli organizzatori che mi hanno subito carinamente chiesto come stessi. Lo sguardo angosciato di Roberta (Marchi) che continuava a ripetere “che disastro… che disastro“. Quasi un mantra, come se volesse convincersi che davvero era successo qualcosa. Poi l’esternazione del terrore provato sotto le tensostrutture perché temevano che i teli non reggessero. La preoccupazione per i cavi elettrici, a norma ovviamente, ma si sa che contro certi eventi naturali, ben poco si può fare! La tristezza di tutti i volontari che ci avevano messo l’anima perché tutto filasse al meglio, e così era. Un’organizzazione quasi perfetta in questa seconda edizione del VegImagna.

Tutti stavano iniziando ad andare nell’area espositiva per raccogliere ciò che, da banchetti, vivi e colorati si erano trasformati praticamente in detriti e macerie.

Nel pomeriggio erano previste altre tre conferenze, ma Roberta era dell’idea di bloccare tutto, quindi, visto che c’era bisogno di spazio nel parcheggio, una volta caricata l’auto me ne sono venuta via con tanta, tanta amarezza in gola.

Ho poi saputo che, la dott.ssa Annamaria Manzoni, che non avevo più visto in giro quindi pensavo fosse andata via, non si è persa d’animo ed ha fortemente voluto tenere la sua conferenza. Ringrazio Olga (Comerio) che mi ha sostituita anche presentando la conferenza successiva tenuta da Assemblea Antispecista.

Le testimonianze

Arrivata a casa mi sono subito messa in contatto con un po’ di persone per sapere come stavano.

Dalle testimonianze angoscianti, ho iniziato a capire davvero l’ora da incubo che hanno passato.

Sotto la tensostruttura è successo di tutto, a volte reazioni in contrasto tra di loro. Da persone che hanno continuato a mangiare tranquillamente perché, avendo gli organizzatori chiuso i lati con le coperture, i commensali non vedevano fuori e non si rendevano conto di cosa stesse succedendo.

Chi invece era posizionato in posti dove vedeva tutto, era terrorizzato. Bimbi che piangevano, cani ingestibili perché impauriti. Mi hanno parlato di pentole che sono volate spargendo riso da tutte le parti, anime che si sono messe sotto i tavoli in cerca di un riparo più sicuro e tavoli usati come scudo perché, dove non c’era copertura, la forza distruttiva della grandine era incontrollabile. Mamme con bimbi piccoli in braccio che li proteggevano. Luce che saltava spesso creando un’atmosfera ancora più surreale.

L’esperienza di Elena

Riporto la testimonianza della “nostra” Elena che ha vissuto tutto in prima persona al VegImagna.

L’esperienza di Elena

I danni

Poi, il resoconto dei danni da parte di alcuni espositori. Hanno tutti cercato di restare fino all’ultimo per salvare il salvabile, ma quando la situazione è diventata insostenibile, quando hanno capito che non potevano fare più nulla e che, anzi, rischiavano di essere portati via dalla tromba d’aria insieme a poster, striscioni, bandiere e gadget, hanno dovuto mollare tutto e correre al riparo.

Sono così iniziati a volare i gazebo, uno contro l’altro. E’ stata davvero una fortuna che nessuno si sia fatto male seriamente. Ad andarci di mezzo, non solo materiali, ma anche attrezzature quali frigoriferi, dispositivi da bar, pc, visori.

Sarà davvero difficile fare un resoconto preciso degli ingenti danni e sarà dura risollevarsi. Dopo un anno già complicato di per sé con il futuro ancora molto incerto, quel che è successo al VegImagna è davvero disarmante.

Di sicuro, però, è uscita la parte migliore di tante persone. Gli organizzatori hanno ricevuto il sostegno di tantissima gente, addirittura da espositori loro stessi molto danneggiati. Ci tengo anche a confermare che gli animali de la Fattoria La Capra Campa stanno tutti bene, nonostante altri nubifragi si siano abbattuti nella notte successiva.

Io stessa sono stata contattata da ascoltatori e collaboratori preoccupati, che hanno voluto sapere come stiamo e se abbiamo subito molte perdite.

La promessa

Questo mi fa ben sperare. Sono sicura che, il fine empatico ed etico che spinge tutti noi ad agire, sarà ancora ciò che ci darà forza di risollevarci e di organizzare nuove occasioni di incontro per tutto il mondo animalista, antispecista e veg.

Io ho tutta l’intenzione di riprendere a presentare le conferenza da dove si sono interrotte! Sappiate che è una promessa solenne!

RadioVeg.it ci sarà, come sempre!

A qualche giorno dall’accaduto abbiamo voluto raccogliere una profonda riflessione fatta da Roberto Bertani. Le esperienze peggiori lanciano importanti messaggi per chi li sa cogliere.

Le riflessioni di Roberto Bertani

Grazia Cominato

Immagini personali o prese dai profili social dei presenti al VegImagna.

Milano, 27/07/2021

Un pensiero su “TROMBA D’ARIA, CRONACA DI UN INCUBO AL VEGIMAGNA

  • 29 Luglio 2021 in 12:42
    Permalink

    È triste sapere dei danni, delle paure e delle interruzioni subite; un vero peccato. Eppure, come è scritto nell’articolo, in questi momenti si manifesta l’Umanità che fa commuovere ed emozionare; gesti come quello di continuare le conferenze, aiutare chi è in difficoltà, un semplice abbraccio e qualche parola, fanno la differenza.
    La comunità è un bene preziosissimo che non mancherà di unirsi, fare forza e dare sostegno alla prossima edizione del VegImagna, che sarà meravigliosa più di sempre!
    Un grande abbraccio!

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