BAD VEGAN: MEGLIO PERDERLO CHE GUARDARLO

Per la rubrica V-World Lifestyle dal Mondo ho visto Bad Vegan: vi spiego perché perdereste tempo nel guardarlo di Pompea Gualano

Ringrazio la Dott.ssa Annamaria Manzoni che ci ha regalato le sue riflessioni su Bad Vegan.

Bad Vegan trae in inganno fin dal titolo

Bad Vegan, titolo completo Bad Vegan: fama, frode e fuggitivi, è il titolo del nuovo docufilm da poco disponibile sulla piattaforma di intrattenimento Netflix. Girato da Chris Smith (che ha prodotto Tiger King, solo per darvi un riferimento), trae in inganno fin dal titolo. Vi si narra dell’ascesa e della caduta di Sarma Melngailis, chef di cucina raw-vegan, diventata in breve molto famosa a New York grazie al suo ristorante di cucina vegano-crudista Good Food and Wine, frequentato da molti personaggi in vista della vita mondana della città, come anche da attori e altre personalità del jet-set.

SARMA E LEON
Sarma e il suo pitbull Leon.
Strangis aveva estorto denaro a Sarma, promettendole la vita eterna, per lei e per il suo amato pitbull.

I vegani sono attirati dal titolo del docufilm per ovvie ragioni: subodorano l’ennesima occasione di distruzione pubblica dell’etica vegana. Il sospetto è lecito perché cosa potrebbe suggerire quel titolo se non la storia di un vegano o vegana che ha tradito la sua filosofia di vita con un comportamento contrario ai principi di questa scelta? Allora vengono in mente tutte le blogger, sedicenti vegane, più o meno famose, che sono state ‘beccate’ a mangiare pesce o altro piatto a base di carne o derivati, o quell’attrice inglese, famosa per la sua scelta vegana, ma anche per la vendita sul suo online di candele a un certo profumo personale.

Il fishgate del sindaco di New York

Arrivando al sindaco-poliziotto di New York che, partito così bene con la promozione della dieta a base vegetale, riuscendo in brevissimo tempo anche a farla introdurre nelle mense scolastiche, ma che pochi mesi dopo, in un ristorante della sua stessa città, è stato visto consumare un piatto a base di branzino. Gli esempi si sprecano, così come le ridicolizzazioni e i meme.

Quasi che un errore o una debolezza del momento nella vita di un vegano, o un sgarro nella dieta, fosse la cosa più grave nella società odierna, tanto da doverne fare sempre, immancabilmente, non solo una condanna plateale – spesso senza attenuanti e contraddittorio -, ma soprattutto una gogna pubblica.

sarma vegan

La pizza galeotta

Comunque sia, qui in Bad Vegan, in questo docufilm con questo titolo, non troverete niente di tutto ciò: il titolo non rimanda a nessun tradimento della scelta vegana, né a nessuna inversione di rotta verso un’alimentazione onnivora. Il riferimento ossessivo alla pizza al formaggio di Domino’s accompagnata da un secchiello di ali di pollo, diventati il simbolo dell’epilogo di questa triste quanto miserevole vicenda, nemmeno quelli giustificano la scelta del titolo, perché – ricordato anche nel docufilm – erano stati ordinati dal marito della protagonista, Anthony Strangis, (non vegano); ordine maldestro, certo, che svela il loro nascondiglio.

Cominciamo a guardare Bad Vegan

A metà della serie arrivo già quasi alla certezza che il titolo sia pretestuoso: allora perché sceglierlo? Lo hanno intitolato così per attirare la visione da parte dei vegani – che di fatto la attira, anche se ingannevolmente -, o piuttosto del resto della popolazione, in particolare di quanti godranno nel (pensare di) vedere la scelta vegana contraddetta, fallita, miseramente abbandonata?

Mr Fox e Sarma

Arrivati alla 4° e ultima puntata della breve serie di cui si compone il docufilm, non c’è traccia di fallimenti della scelta vegan, si parla d’altro.

Lo specchietto per le allodole non ha fatto distinzioni, pare.

Certo non è casuale, non mi capacitavo di non riuscire a trovare una spiegazione e una lettura plausibili, allora ho cercato un aiuto e un parere autorevole, quello della Dott.ssa Annamaria Manzoni, psicologa ed esperta di veganismo, già collaboratrice di RadioVeg.it.

Domande e dubbi e le risposte della Dott.ssa Manzoni

Ho rivolto ad Annamaria Manzoni tre domande:

Sarma Melngailis
  • Dottoressa Manzoni, trova riscontri dalla sua esperienza di psicoterapeuta e dai suoi studi che l’essere vegan esponga più facilmente a cadere nelle trappole di plagiatori, di controlli coercitivi e condizionamenti per sfuggire da una realtà con la quale conviviamo nostro malgrado?
  • Uno dei commenti degli investitori di Sarma, riportato dai media, afferma che il suo comportamento non è condannabile tanto per tutte le frodi e gli illeciti commessi (la cui pena totale ammonterebbe a 15 anni di carcere), quanto aver ‘tradito’ la sua filosofia vegan con quel comportamento.
    Trova giusti questo commento e questa considerazione?
  • Dalla copertura mediatica della notizia dell’arresto di Sarma, come trova l’essere vegan di Sarma sia stato trattato dai media?

Le risposte della dottoressa Manzoni sono, come sempre, espresse con estrema obiettività e professionalità, analizzando la questione a 360°. Non vi resta che ascoltarle!

Le risposte di Annamaria Manzoni

Le risposte della Dott.ssa Annamaria Manzoni
ANNAMARIA MANZONI

Milano, 26/04/2022 – P.G.- A.M.

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