ALFREDO MESCHI, LE SUE X NON SONO BACI

40.000 X tatuate sul corpo di Alfredo Meschi che hanno un profondo significato

L’intervista

Alfredo Meschi, livornese di nascita, è un artista a tutto tondo: regista, attore teatrale e scrittore. Da artista, ha ben capito che non c’è strumento più efficace dell’arte per far arrivare certi messaggi dritti dritti al cuore delle persone.

Ecco perché Alfredo è coperto da 40.000 X tatuate. Simboli che fanno del suo corpo un mezzo per denunciare al mondo gli innumerevoli animali che vengono sacrificati ogni secondo per soddisfare le papille gustative di chi si ciba di carne.

Meschi nasce a Livorno, classe 1968, i suoi genitori circa trent’anni fa lavorava nel campo dell’informatica per poi abbandonare tutto e battersi per cause sociali.
Dapprima impegnato nel campo informatico, lascia tutto per battersi per cause sociali. Da vegetariano diventa vegano nel 2014 ed inizia il suo percorso da animalista andando contro ogni tradizione famigliare. Il padre era un cacciatore, ma ciò non impedisce ad Alfredo di abbracciare la teoria anti-specie e di rifiutare qualsiasi forma di violenza contro gli animali.


L’uomo non ha più diritti di qualsiasi altro animali. Cit. Meschi.

Ecco dunque come, piano piano, il corpo di Alfredo diviene una performance permanente.

Il progetto X per rispondere ad un’amnesia.

“La nostra società è costituita su un’amnesia infinita. È come se la nostra consapevolezza dell’ingiustizia, della compassione e dell’empatia fosse un rubinetto che si spegne.”

E’ stata quindi una esigenza personale di Alfredo quella di tatuarsi ciò che poi è diventato un vero e proprio simbolo, nonché un vero e proprio manifesto politico.

Un totale di 100 ore di aghi su ogni lembo della pelle di Alfredo per un intero anno. L’inchiostro è indelebile, le cicatrici spariscono col tempo.

Il Progetto X è una forma di resistenza sulla pelle di un semplice uomo, per catturare e conservare la consapevolezza di una lotta che combatte da ormai 30 anni.

La lotta contro lo specismo.

La X, che per Alfredo non è il simbolo di un bacio, ma un segno di spunta che usiamo quando abbiamo finito con qualcosa, contando qualcosa. In questo caso uccidendo ‘qualcosa’.

Nonostante esteriormente potrebbe sembra una scelta di vita superficiale, quella di Alfredo vuole essere un atto di consapevolezza, una dichiarazione che il vegetarianismo e il veganismo non sono nati come semplici diete di moda, e che combattere per una causa così importante è una scelta ponderata per contrastare la crescente tendenza a “commercializzare” queste scelte senza concentrarsi sul loro significato originale.

Il Progetto X si basa sulla mostra “Misoteria”, che comprende diverse immagini dell’artista livornese. 

Inutile sottolineare che i tatuaggi sono stati fatti usando inchiostro vegano.

Il Progetto X, inoltre, si basa interamente sull’”economia del dono”, ovverosia è fatto senza scambio di denaro per beni o servizi.


Ho trasformato il mio corpo in un messaggio. Essere antispecista per me è essere partigiano. Il veganismo è la coerenza antispecista nell’indispensabile pratica del quotidiano. Il mio attivismo, che mi piace chiamare “artivismo” è lotta e coscientizzazione permanente.

Alfredo Meschi, 2018

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Milano, 28/05/2022 – GC

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