ALESSIA CORBU E IL RIFUGIO DI MIKI PIG

Santuario a Telti in provincia di Olbia: tante idee per gli animali e non solo
Intervista a Alessia Corbu

Il progetto di Alessia

Il Rifugio Miki Pig nasce dalla volontà di dare una casa ad Animali che provengono da abbandono, fuga, maltrattamenti, cessioni di proprietà e che diversamente finirebbero nel circuito dello sfruttamento, o peggio, addirittura macellati. Alessia Corbu, oltre ad essere responsabile di LAV Sassari, ha dato vita a questo meraviglioso progetto.

Vegana da 7 anni, Alessia è sempre vissuta a contatto con gli animali e ha sempre sentito una certa empatia verso di loro. Proprio da questo impulso è partito il suo percorso personale, reso possibile da un’importante presa di coscienza, che l’ha portata a scegliere un’alimentazione cruelty-free e a farsi portavoce dei loro diritti.

Il Rifugio di MikiPig è un santuario in provincia di Olbia, unico nel suo genere nel nord della regione. Non ospita infatti solo animali in difficoltà, ma vuole essere uno spazio inclusivo aperto anche agli esseri umani, oltre che un B&B e un luogo dove seguire corsi e laboratori. Gli ospiti, principalmente animali da reddito, spesso provenienti da cessioni di proprietà, sono tanti: maiali, cavalli, asini, pecore, agnelli e cani.

Come ci ricorda giustamente Alessia, i rifugi dovrebbero essere uno spazio di presa di consapevolezza per le persone e di transito per gli animali, ai quali viene poi trovata un’adozione. I rifugi infatti, non possono prendersi cura di tutti gli animali bisognosi e dovrebbe occuparsi prevalentemente di quelli che non possono essere ricollocati per via di problematiche fisiche o malattie che richiedono una gestione più complessa.

Potete contattare il rifugio di Miki Pig (in onore di un maiale, così ribattezzato, salvato da Alessia in piena pandemia) su Facebook e su Instagram. Se volete fare una donazione, regalare materiale o attrezzatura o semplicemente andare a dare una mano, potete contattare Alessia al 3452651963.

La situazione in regione

Ad oggi la Sardegna sta ancora facendo i conti con la grande piaga del randagismo, per quanto negli ultimi anni si sia assistito ad un’apertura, non solo nell’ambito della ristorazione, verso una cultura più rispettosa degli animali. Nell’entroterra questo percorso è ancora in fase di sviluppo, ma nelle grandi città la mentalità sta evolvendo rapidamente. Un’alimentazione diversa non è solo possibile, ma è anche etica, sana e alla portata di tutti! Solo attraverso l’informazione e la consapevolezza si potrà arrivare al cambiamento, verso un mondo migliore, più giusto per tutti gli esseri viventi.

Ma c’è ancora molto da fare.. in Sardegna e non solo..

Milano, 24/07/2021 – EB

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