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“Stop Finning – Stop the Trade” una lunga attesa

Reclamo inoltrato alla Commissione Europea per la mala gestione della ICE “Stop Finning – Stop the Trade”

Nonostante le ECI, o ICE, sia il principale strumento di democrazia partecipativa dell’UE, sancito dall’articolo 11(4) del Trattato sull’Unione europea, l’iniziativa dei cittadini europei “Stop Finning – Stop the Trade”, che chiede il divieto del commercio di pinne di squalo e che ha raccolto 1.119.996 firme convalidate in tutta l’UE, viene letteralmente lasciata nel limbo dalla Commissione Europea.

La Commissione europea aveva risposto nel luglio 2023 impegnandosi a valutare possibili misure, ma da allora sono state mancate scadenze fondamentali, ma ancora tutto tace, pertanto gli organizzatori dell’Iniziativa dei Cittadini Europei (ECI) “Stop Finning – Stop the Trade”, hanno presentato un reclamo formale al Mediatore europeo contro la Commissione europea, denunciando una cattiva amministrazione nella gestione dell’iniziativa sostenuta da oltre 1,1 milioni di cittadini dell’UE.

Il reclamo e le criticità

Il reclamo solleva preoccupazioni per i ritardi e la mancanza di trasparenza nel seguito dato dalla Commissione, anche sotto la responsabilità del Commissario per la Pesca e gli Oceani, Costas Kadis.
Nonostante gli impegni assunti nel luglio 2023, tra cui l’avvio di una valutazione d’impatto entro la fine dello stesso anno, le principali scadenze sono ormai trascorse. Non è stata fornita alcuna tempistica aggiornata.


Più di un milione di europei ha chiesto all’UE di agire. Invece, ci troviamo di fronte a silenzio e ritardi. Una tempistica scaduta non è una tempistica. Se la Commissione può semplicemente ignorare i propri impegni, cosa significa questo per la democrazia europea? – Cit. Christian Hempel

Sono tre le principali criticità evidenziate dal reclamo:

  • Violazione degli obblighi di trasparenza previsti dal regolamento ECI, inclusa la mancata fornitura di una nuova tempistica;
  • Mancata azione entro un termine ragionevole, in violazione della Carta dei diritti fondamentali dell’UE;
  • Un più ampio schema sistemico che riguarda più iniziative dei cittadini andate a buon fine.

“Stop Finning – Stop the Trade”, non un caso isolato

Il caso “Stop Finning – Stop the Trade” non è un caso isolato, infatti anche altre importanti iniziative dei cittadini, tra cui quelle per porre fine all’allevamento in gabbia e vietare l’allevamento per la pelliccia, hanno subito ritardi simili e mancanza di seguito.
Nel loro insieme, questi casi sollevano interrogativi fondamentali sull’efficacia dell’ECI come strumento democratico, pensato per dare ai cittadini una voce diretta nella definizione delle politiche dell’UE.

stop finning eu

Le richieste

Gli organizzatori chiedono al Mediatore europeo di aprire un’indagine e di raccomandare alla Commissione di:

  • Fornire una tempistica chiara e aggiornata per l’azione;
  • Rendere conto pubblicamente degli impegni già assunti;
  • Garantire che le future ECI siano gestite in modo tempestivo e trasparente.


Il reclamo arriva in un momento cruciale, mentre le istituzioni europee sono sottoposte a un crescente scrutinio in materia di trasparenza e responsabilità democratica.

Non si tratta solo di squali, si tratta di capire se 1 milione di europei può influenzare le politiche dell’UE o se le loro voci possono essere messe da parte in silenzio. Cit. Christian Hempel.

Milano, 08/04/2026 – Grazia Cominato

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