Veneto: annullate le gare di caccia alla lepre con i cani
Un importante passo indietro della Regione Veneto a favore delle lepri – Articolo di Alessandra Tedeschi
La Regione Veneto, dopo aver concesso a partire da febbraio 2025 e fino al 2030 l’autorizzazione alla pratica delle gare di caccia alla lepre con i cani, fa marcia indietro e annulla le competizioni.
Le autorizzazioni pluriennali
La Regione Veneto, tramite il direttore della Direzione gestione faunistico-venatoria, aveva concesso autorizzazioni pluriennali alle gare di cani da caccia con lepri in diversi comuni trevigiani, con una durata inizialmente prevista fino al 2030.
Anche se queste competizioni non prevedevano l’uso del fucile, la loro finalità era quella di allenare i cani a stanare le lepri selvatiche, preparandoli poi all’attività venatoria tradizionale.

Le autorizzazioni erano state concesse dalla Regione Veneto anche per i periodi in cui le lepri si riproducono ed erano state da subito contestate dalle associazioni animaliste, in particolare dalla LAV (Lega antivivisezione).
Le istanze della LAV e la marcia indietro della Regione

Le istanze della LAV e di altre associazioni animaliste avevano portato la questione di fronte al TAR del Veneto che avrebbe dovuto esprimersi nei giorni scorsi, ma nel frattempo è stata la stessa Regione Veneto a fare un passo indietro e ad annullare le competizioni.
Dal punto di vista legale, l’autorizzazione era stata già sospesa dal Consiglio di Stato proprio a seguito del ricorso presentato dalla LAV per le gravissime conseguenze che le gare causano agli animali selvatici.
In particolare, la LAV aveva denunciato l’impatto negativo di tali gare sulla fauna selvatica in un periodo particolarmente delicato come quello della riproduzione delle lepri, che va da marzo a maggio.
La LAV aveva posto l’accento sul fatto che l’uso di cani per stanare le lepri durante il picco riproduttivo può causare sofferenza alle femmine e rischi per i cuccioli, oltre a perturbare gli equilibri dell’ecosistema locale.
La scelta della Regione Veneto di annullare le competizioni è stata interpretata dai promotori del ricorso come un rapido riconoscimento delle criticità legali e ambientali evidenziate.
In attesa della conclusione definitiva
La decisione della Regione Veneto di annullare le gare non rappresenta però una conclusione definitiva della vicenda: nei prossimi mesi il TAR del Veneto dovrà comunque esprimersi formalmente sul ricorso presentato.

La questione ha acceso un dibattito più ampio sulla gestione della fauna selvatica e sulle attività connesse alla caccia in Veneto, mettendo in evidenza tensioni tra chi ancora si ostina a sostenere tradizioni venatorie crudeli oltre che anacronistiche e chi chiede una tutela più rigorosa degli animali selvatici e dei loro habitat naturali.
Milano, 23/02/2026 – Alessandra Tedeschi
