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Genova: veto di attendarsi al circo con animali

La decisione di Genova che rappresenta una scelta di civiltà e apre la strada al cambiamento

E così il Comune di Genova blocca lo storico circo Orfei. Un gesto che va oltre la cronaca locale e assume un valore nazionale.

Con il blocco dell’attendamento del circo “Africa” di Paolo Orfei, il Comune sceglie di non concedere spazi pubblici a spettacoli che prevedono l’utilizzo di animali, affermando con chiarezza che lo sfruttamento animale non è intrattenimento.

È una decisione coraggiosa, che intercetta una sensibilità sempre più diffusa e che segna un punto di svolta nel rapporto tra istituzioni, spettacolo e diritti degli animali. Un atto politico e culturale che rompe l’immobilismo nazionale sulla tutela degli animali


Un atto di responsabilità

Una scelta, quella di Genova, che arriva in un contesto nazionale segnato da continui rinvii, infatti esiste la legge delega che prevede il superamento dell’uso degli animali nei circhi, ma di fatto non viene applicata. L’inerzia politica lascia insomma migliaia di animali in una condizione di sfruttamento.

Genova, invece, sceglie di agire e colmare questo immenso vuoto. La città portuense si assume una responsabilità che molte istituzioni evitano e e dimostra che la tutela animale non può sottostare alle pressioni dei circensi.


Un precedente che può fare scuola

Sono anni che associazioni e veterinari denunciano le inaccettabili condizioni degli animali costretti a vivere nei circhi: trasporti forzati, addestramento coercitivo, gabbie e spazi inadatti. Il momento di rifiutare un modello di spettacolo incompatibile con il benessere animale è arrivato e farlo non significa colpire la cultura, ma evolversi.

Importante documento su quel che succede agli animali sfruttati nei circhi è stato sicuramente il film: “L’ultimo spettacolo”, chissà, magari anche questo docu-film ha contribuito a portare Francesca Ghio, consigliera comunale con delega alla Tutela degli animali di Genova, a prendere l’importante decisione, sostenuta dall’esecutivo della sindaca Silvia Salis, di non concedere le autorizzazioni sanitarie per lo spettacolo circense con animali depositando, contestualmente, una mozione per sollecitare il Governo ad applicare la legge nazionale che prevede il graduale superamento dell’uso di animali nei circhi.

La decisione del Comune di Genova crea dunque un precedente concreto dimostrando che i Comuni, se ne hanno la volontà, possono intervenire. Sottolinea inoltre l’urgenza di iniziare ad applicare la legge nazionale ed offre uno strumento che altre amministrazioni possono replicare.

È così che il cambiamento smette di essere uno slogan e diventa una pratica istituzionale.


Un segnale forte per la politica nazionale

La società è ormai pronta per questo cambiamento, lo sono anche le istituzioni locali, seppur non tutte. Tocca ora alla politica nazionale fare l’ultimo passo, quello di chiudere definitivamente una pagina che appartiene al passato.

Sono oltre 30 i Paesi nel mondo che applicano divieti nazionali sull’uso di animali nei circhi e la tendenza globale è chiara. Sono sempre di più anche le famiglie circensi che puntano a spettacoli basati su creatività, abilità umane e innovazione.

Finora l’Italia è rimasta indietro nonostante l’opinione pubblica risulta essere largamente contraria allo sfruttamento animale a fini ludici, ma Genova dimostra che un’altra strada è possibile. Ora la responsabilità passa al Governo.


Una scelta che parla di futuro, non di divieti

Quella del Comune ligure non vuole essere una decisione “contro” qualcuno, ma a favore degli animali, della coerenza e di una cultura più evoluta. È un atto che restituisce dignità agli animali e che invita a ripensare radicalmente il concetto di spettacolo.

Insomma Genova apre una strada. Spetta ora alle altre città percorrerla.

Milano, 03/02/2026 – Miguel Angel Beso

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