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Di rosa preferiamo la pantera

Il caso dell’elefante dipinto di rosa per un servizio fotografico – Articolo di Daniele Pica

E mentre in Indonesia gli elefanti vengono protetti, in India, un elefante è stato dipinto di rosa per un servizio fotografico. L’indignazione internazionale non è bastata: nel frattempo, l’elefante è morto.

Preferiamo la pantera rosa

Un servizio fotografico diventato virale sui social sta facendo il giro del mondo, sollevando polemiche e preoccupazione tra animalisti, attivisti e semplici amanti della natura. L’immagine ritrae un elefante, completamente dipinto di rosa, durante un servizio fotografico realizzato a Jaipur, nello Stato del Rajasthan, in India.

Le autorità locali hanno avviato un’indagine per verificare se l’episodio costituisca maltrattamento nei confronti dell’animale e se siano state violate le norme sul benessere degli elefanti in cattività. Dal nostro puto di vista le indagini sono superflue, soprattutto visto la tragica fine che ha fatto il povero animale. Sono stati i proprietari stessi della povera creatura a fare sapere Chanchal, il nome dell’elefante, è morto poco tempo dopo il servizio fotografico.

La conferma della morte dell’elefante dipinto di rosa

La notizia del decesso di Chanchal è stata riportato da The IndependentMSN e The Hindu. Il proprietario sostiene che la morte sia dovuta all’età avanzata (65 anni) e che non vi sia alcun legame con il servizio fotografico, durato pochi minuti e realizzato, a loro dire, con colori naturali e lavabili.

Tuttavia, la coincidenza temporale tra la realizzazione del servizio fotografico e la notizia del decesso ha ovviamente contribuito ad accendere ulteriormente il dibattito e a porti importanti quesiti legati al rapporto con gli animali ancora troppo spesso usati come oggetti piuttosto che come individui.

Organizzazioni come World Animal Protection ricordano che, indipendentemente dalla causa della morte, gli elefanti sono animali estremamente sensibili, con pelle porosa e facilmente soggetta a stress, rendendo discutibile qualunque pratica di pittura o manipolazione estetica.

Un’immagine che solleva domande importanti

La foto, nata probabilmente come progetto estetico, ha sollevato un dibattito molto ampio: fino a che punto è accettabile utilizzare animali selvatici come strumenti scenografici? Il fatto che l’elefante fosse dipinto interamente di rosa, presumibilmente con pigmenti non naturali o comunque invasivi, ha immediatamente allertato le associazioni animaliste, che si interrogano sulla sicurezza delle sostanze utilizzate e sull’eventuale stress imposto all’animale.

L’intervento delle autorità indiane

Il Dipartimento Forestale del Rajasthan ha confermato che sta indagando sulle circostanze del servizio fotografico: autorizzazioni, condizioni dell’animale, eventuali violazioni delle leggi sulla protezione della fauna selvatica, che in India tutela gli elefanti in modo rigoroso. L’inchiesta si inserisce in un quadro più ampio di crescente attenzione verso lo sfruttamento di animali selvatici a fini turistici o creativi.

Il caso Chanchal come simbolo di un problema globale

Da anni India, Thailandia e altri Paesi asiatici sono nel mirino per l’utilizzo di elefanti in attività turistiche, tanto che in alcuni paesi si inizia ad intervenire in salvaguardia di queste creature e spuntano leggi che proibiscono trekking, spettacoli, cerimonie e photoshoot.

Anche se il fotografo coinvolto afferma di aver utilizzato materiali sicuri e procedure brevi, è impossibile ignorare la realtà ben documentata dello sfruttamento sistemico di questi animali. Chanchal, pur non più impiegato per i classici giri turistici, resta un simbolo di questa dinamica.

Il ruolo dei social e della pressione pubblica

L’immagine dell’elefante rosa ha dimostrato ancora una volta il potere dei social media nel mettere sotto i riflettori episodi che altrimenti passerebbero inosservati.

Commenti giustamente indignati, richieste di regolamentazione più rigorosa e il diffondersi di analisi critiche hanno contribuito a dare all’episodio una risonanza internazionale. E la notizia della morte dell’elefante ha ulteriormente amplificato il sentimento di emergenza morale attorno alla vicenda.

Milano, 07/04/2026 – Daniele Pica

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