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Biopic Fest On the Road 2025

Il cinema nei rifugi per animali liberi

Portare fuori dalle sale il cinema è lo scopo di Biopic Fest, l’interessante iniziativa di Mescalito Film che abbiamo avuto modo di conoscere su RadioVeg.it grazie ai film “Food For Profit”, “Christspiracy “, “Cuori Liberi” e “L’ultimo spettacolo”, intervistandone i registi. Questi preziosi documenti sono solo tre delle tante proposte cinematografiche di questa società di produzione e distribuzione indipendente fondata nel 2011 con l’obiettivo di promuove opere di qualità che affrontano temi sociali, ambientali e culturali.

La “mente” di Mescalito Film è Giorgio Beltrame, nato come avvocato del Foro di Roma, che dopo un Master in Film Art Management si è specializzato nello sviluppo, finanziamento, realizzazione e promozione di opere audiovisive con un’attenzione particolare al documentario e al cinema del reale.

Negli anni Mescalito ha distribuito titoli di rilievo internazionale raggiungendo oltre 260.000 spettatori e organizzando più di 4.000 proiezioni in collaborazione con oltre 600 sale, festival e istituzioni culturali in tutta Italia, confermandosi, così, come punto di riferimento per il cinema indipendente e documentario.

Biopic Fest On the Road

Abbiamo chiesto a Giorgio Beltrame di parlarci di Biopic Fest On the Road 2025 – il cinema nei rifugi per animali liberi, che è, di fatto, una articolata e coinvolgente iniziativa. ecco cosa ha raccontato.

Giorgio, come nasce l’idea del Biopic Fest On the Road?
Il progetto nasce da una convinzione semplice ma radicale: il cinema può e deve uscire dalle sale per incontrare le comunità nei luoghi in cui la trasformazione sociale è già in atto.

I rifugi per animali liberi sono spazi di resistenza, luoghi che incarnano i valori dell’antispecismo e della giustizia ecologica. Portare il cinema lì significa renderlo parte viva di una comunità che già sperimenta quotidianamente nuove forme di convivenza e sostenibilità.

Cosa rende questa rassegna diversa da altre esperienze di cinema itinerante?
Il Biopic Fest On the Road non è una semplice tournée di proiezioni: è un progetto modulare che unisce film, dibattiti e attività collaterali in modo che ogni tappa diventi un’esperienza unica.

Nei rifugi non ci limitiamo a proiettare: accanto al film ci sono workshop, visite guidate, showcooking cruelty-free, mostre fotografiche, concerti e performance artistiche.

Tutto nasce sempre dal film, che resta il cuore della giornata, ma attorno al cinema si costruisce un contesto culturale ed esperienziale che amplifica i temi e li rende più concreti.

Oltre ai rifugi, il programma prevede anche festival partner. Perché questa scelta?
Abbiamo voluto che il Biopic Fest fosse anche un’occasione di dialogo con festival e rassegne già attive su temi affini. In questi casi il Biopic Fest “concede” alcuni dei film selezionati in esclusiva e contribuisce a organizzare i dibattiti post-proiezione, proponendo ospiti e relatori. In questo modo i film e i loro contenuti entrano in contesti più ampi e raggiungono un pubblico ulteriore, senza però perdere l’identità e la cornice editoriale che il Biopic Fest garantisce.

Quali film avete selezionato per l’edizione 2025?
Abbiamo scelto sei titoli che raccontano in maniera diversa il rapporto tra esseri umani, animali e ambiente:

“Cuori Liberi” di Alessio Schiazza racconta la battaglia del Santuario Progetto Cuori Liberi per salvare i propri animali. QUI l’intervista al regista.

“Come se non ci fosse un domani” di Riccardo Cremona e Matteo Keffer è uno sguardo visionario sulle sfide ambientali, premiato al Globo Verde 2025.

“L’ultimo spettacolo” di Andrea Morabito documenta la storica liberazione degli animali dal circo Martin. QUI l’intervista al regista.

“Christspiracy” di Kip Andersen e Kameron Waters, firmato dagli autori di Cowspiracy e Seaspiracy, ha acceso un dibattito globale. QUI l’intervista in esclusiva ai due registi.

Breath di Ilaria Congiu intreccia memoria personale e crisi climatica.

Gunda di Victor Kossakovsky è un ritratto poetico e radicale della vita animale, acclamato a Berlino.

Avete già una stima dell’impatto che avrà questa prima edizione?
Parliamo di 22 giornate di programmazione in 6 regioni italiane, circa 5.000 spettatori attesi e oltre 25 ospiti tra registi, attivisti, studiosi e artisti. Ma il numero che ci sta più a cuore è un altro: gli innumerevoli volontari, attivisti e comunità locali che renderanno possibile ogni singola tappa.

Sono loro la vera forza della rassegna, perché incarnano i valori che i film portano sullo schermo.

Quali sono gli obiettivi a lungo termine del Biopic Fest On the Road?
Vogliamo che diventi un modello replicabile, in Italia e all’estero. I rifugi per animali liberi esistono in tutto il mondo e spesso faticano a trovare spazi di visibilità culturale.

Portare lì il cinema significa rafforzarli, creare nuove reti e offrire al pubblico occasioni di incontro e crescita. Il nostro sogno è che questa formula possa essere adottata da altre realtà, generando un movimento internazionale di cinema, attivismo e comunità.

Se dovessi riassumere in poche parole il senso di questa iniziativa?
Il Biopic Fest On the Road è cinema che incontra la vita reale. Non solo immagini sullo schermo, ma esperienze, relazioni e atti di comunità.

È un modo nuovo di fare cultura: inclusivo, sostenibile, partecipato. È il cinema che esce dalle sale per diventare strumento di cambiamento.

Milano, 03/09/2025 – Grazia Cominato

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