ANIMALIASSOCIAZIONI

La Sfattoria degli Ultimi: una storia senza fine

Dalla denuncia di maltrattamenti alla cessione dei cinghiali sotto sequestro. Articolo di Grazia Cominato

La vicenda della “Sfattoria degli Ultimi”, rifugio per animali situato alle porte di Roma, è da sempre oggetto di forti polemiche, azioni istituzionali e mobilitazioni animaliste.

La storia intreccia questioni di tutela animale, responsabilità delle istituzioni e gestione di fauna selvatica sotto sequestro.

Come si suol dire cercando di capire la vicenda della Sfattoria ci si ritrova intrappolati in un vero e proprio ginepraio, un infinito labirinto che pare non avere via e, perdendosi in questo dedalo, a volte ci si dimentica che in primo piano dovrebbe esserci sempre e solo il destino degli animali che ancora vivono, anzi sopravvivono faticosamente al rifugio.

Immagini da screenshots video YouTube

Timeline dei fatti alla Sfattoria

Quasi fossero i grani di un triste rosario, riportiamo la cronologia della vicenda che si trascina da 4 anni

  • Estate 2022 – L’ASL Roma 1 dispone l’abbattimento di maiali e cinghiali nella Sfattoria, nella cosiddetta “zona rossa” per la peste suina africana.
  • 10 ottobre 2022 – Il Tar del Lazio accoglie il ricorso della Sfattoria, annulla il provvedimento di abbattimento e salva gli animali dalla macellazione. Il tribunale afferma che la struttura è destinata ad accogliere animali in difficoltà e merita una deroga.
  • Giugno 2025 – Le Forze dell’Ordine (Carabinieri, Polizia Locale, ASL) intervengono alla Sfattoria. Vengono trovati circa 320 animali in situazioni di degrado, con gravi carenze igienico-sanitarie, spazi angusti, mancanza di acqua e cibo.
  • 19 giugno 2025 – La struttura viene ufficialmente posta sotto sequestro giudiziario. I custodi operativi e la gestione vengono ridefiniti, con affido degli animali domestici al Comune di Roma e dei selvatici (cinghiali e ibridi) alla Regione Lazio.
  • Estate-autunno 2025 – Le associazioni animaliste denunciano che, nonostante il sequestro, solo i volontari garantiscono cibo e assistenza quotidiana agli animali, mentre gli enti pubblici restano inadempienti.

Il 2026

Risale al 3 febbraio 2026 la presentazione da parte di ENPA, LAV, LNDC Animal Protection e Rete dei Santuari di un esposto alla Procura contro la Regione Lazio per mancata tutela degli animali sotto custodia. Dopo il sequestro avrebbe dovuto essere compito di Comune e Regione garantire cure, alimentazione e benessere agli animali, ma tali compiti sono stati svolti in maniera insufficiente o completamente demandati ai volontari.

Le organizzazioni animaliste hanno infatti raccontato come i volontari, pur ottenendo l’autorizzazione ad accedere alla struttura, si siano spesso trovati da soli a fornire cibo, materiali per recinzioni e gestione sanitaria per mesi, con spese sostenute autonomamente.

Immagini da screenshots video YouTube

La “risposta” della Regione Lazio

Quasi in risposta all’esposto delle associazioni, il 5 febbraio 2026 la Regione Lazio ha pubblicato un Avviso pubblico per la manifestazione di interesse per la cessione dei cinghiali e degli ibridi presenti presso la Sfattoria, destinati a soggetti pubblici o privati che possano garantirne la custodia e il mantenimento secondo la normativa vigente sulla fauna selvatica.

L’avviso specifica che:

  • gli animali sono abituati al contatto con l’uomo e molti non sarebbero in grado di condurre vita autonoma;
  • la cessione è gratuita, ma tutte le spese per il mantenimento, trasporto e sistemazione saranno a carico dei soggetti interessati;
  • i richiedenti devono essere già abilitati alla detenzione di fauna selvatica secondo la legge;
  • la distanza di trasporto non deve superare i 500 km dal luogo di partenza e i costi sono a totale carico degli adottanti.

Reazioni all’esposto

Nonostante questa decisione sia stata presa per cercare di risolvere la situazione visto che, pur sotto custodia statale, non erano state ancora individuate strutture idonee a prendersi cura dei cinghiali e degli ibridi, lascia aperta la questione gestionale e di responsabilità suscitando legittime perplessità.

Perplessità evidenziate nel comunicato stampa a firma congiunta di Leal, Leidaa e Oipa che richiedono l’annullamento dell’avviso per la cessione dei cinghiali della Sfattoria.

Riportiamo in toto il comunicato stampa

SFATTORIA DEGLI ULTIMI”: LEAL, LEIDAA E OIPA CHIEDONO ANNULLAMENTO DELL’ AVVISO DELLA REGIONE LAZIO PER LA CESSIONE DEI 180 CiNGHIALI SEQUESTRATI

Irrazionale, illogico ed emesso in violazione delle norme sul sequestro giudiziario. Per questi  motivi le associazioni Leal, Leidaa e Oipa chiedono al TAR l’annullamento, previa  adozione di idonea misura cautelare, dell’avviso pubblico della Regione Lazio finalizzato alla cessione di 180 cinghiali sequestrati nel giugno scorso alla “Sfattoria degli ultimi” di Roma. L’istanza è stata depositata oggi.
L’avviso, argomenta l’avv. Aurora Rosaria Loprete, che rappresenta le ricorrenti, chiede agli interessati il “possesso dell’autorizzazione alla detenzione di fauna selvatica”, il che esclude di per sé buona parte delle associazioni animaliste teoricamente destinatarie del provvedimento, mentre apre a “fattorie didattiche ed agriturismi” con scopo di lucro in contrasto con le finalità dichiarate del “mantenimento a vita” e della “non riproduzione” degli animali. Inoltre non è chiaro dal testo a chi spetterebbero le spese di trasferimento e sterilizzazione degli animali ( sterilizzazione tra l’altro mai effettuata ad oggi dal custode giudiziario, ossia la regione Lazio, con tutte le conseguenze del caso), né risulta agli atti il necessario nulla osta dell’Autorità giudiziaria per la cessione (cioè io trasferimento di proprietà) di beni ancora vincolati dal procedimento penale. Privo di fondamento scientifico e sanitario sarebbe poi il il limite geografico di 500 km per i rifugi di destinazione dei suidi e non si prevede alcun controllo successivo alla cessione per scongiurare il rischio di macellazione clandestina, di sparizione o di violazioni della biosicurezza. 
Occorre intervenire subito per annullare il provvedimento, perché – sottolinea l’istanza – “a mancata partecipazione delle associazioni all’avviso rischierebbe di sortire l’effetto contrario rispetto a  quello per il quale l’avviso è stato indetto, ovvero garantire benessere a creature che nel corso della loro vita sono state costrette a vivere in condizioni igienico sanitarie compromesse per poi essere ricollocate in luoghi ove se ne perderebbe la tracciabilità”.
Leal , Leidaa e Oipa a auspicano in un esito favorevole di questo ricorso e continueranno a percorrere tutte le strade più opportune per garantire la vita e il benessere a questi animali che già in passato, a causa di omissione ed inadempienze, hanno rischiato di essere soppressi”


Ma in pratica?

Al netto di tutto ciò, ci sono questioni pratiche da affrontare legate alla gestione quotidiana dei 300 animali presenti in Sfattoria.

Sono vite che devono essere accudite e nutrite, a loro non importano tutte le vicende giudiziarie e umane, è necessario pensare al loro sostentamento quotidiano.

L’OIPA pone il focus sulla necessità di una mobilitazione collettiva, per evitare conseguenze irreversibili per gli animali nelle prossime settimane.

Ecco dunque il link per aiutare a donare cibo agli animali della “Sfattoria degli Ultimi” : https://sostieni.oipa.org/oipa-roma/

NOTA IMPORTANTE: nella causale specificare che la donazione è destinata alla Sfattoria deli ultimi.

“Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti: anche una piccola donazione può fare la differenza. In questo momento così delicato non possiamo voltarci dall’altra parte. Gli animali della Sfattoria dipendono completamente dal nostro sostegno e senza un aiuto concreto e urgente rischiano di non sopravvivere. Ogni gesto di solidarietà è fondamentale per garantire loro cure, cibo e un futuro dignitoso”.- Arianna Fioravanti, responsabile Rapporti con le Istituzioni dell’OIPA Italia

Per ascoltare RadioVeg.it clicca QUI

Milano, 16/02/2026 – Grazia Cominato

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *