ECCO PERCHE’ IL 5X1000 A LEAL

Conosciamo bene LEAL – LEGA ANTIVIVISEZIONE e sappiamo che l'obiettivo principale di questa realtà è, appunto, quello di promuovere una ricerca cruelty free, ne abbiamo parlato anche durante l'ultima intervista con il presidente Gianmarco Prampoli, ma troviamo particolarmente interessante l'articolo di Alfredo Lio pubblicato sul loro sito che ci illustra la STORIA DELLE SCOPERTE MEDICHE. 

L'articolo vuole rispondere a due domande scottanti che spesso vengono poste non appena si affronta il discorso ricerca. Sarà vero che le più importanti scoperte mediche siano state conseguite grazie alla sperimentazione animale? Senza sperimenzazione in vivo su animali esisterebbero i farmaci?

A seguito di numerosi improvvisati confronti, è stato indicato un elenco dei più rilevanti avanzamenti medico-terapeutici ottenuti nella pratica clinica umana a seguito di esperimenti animali, pubblicato sul sito della ”Fondazione Umberto Veronesi” a firma di Gilberto Corbellini ed Andrea Grignolio.

Ebbene, analizzando la cronologia dei meriti che i due predetti autori attribuiscono alla sperimentazione su animali, l'autore dell'articolo ha  rilevato delle  inesattezze che risultano fuorvianti per il lettore non particolarmente preparato sulla materia.

L'articolo analizza alcune di queste macroscopiche inesattezze fornendo le opportune delucidazioni facilmente verificabili dal lettore consultando i riferimenti bibliografici riportati.

L'articolo prende in considerazione l’utilizzo dei primi anestetici, testati sugli umani e non sugli animali. Dati storici affermano che "Molti farmaci utili sono stati introdotti in terapie senza essere stati precedentemente valutati negli animali; la digitale, I’ipecac, la corteccia di china, ed i primi anestetici inalatori possono bastare come esempi”. 

Negli anni a cavallo tra il 1940 ed il 1950, Corbellini e Grignolio riconoscono agli studi animali anche il pieno merito di un traguardo medico epocale come lo sviluppo degli antibiotici, eppure, anche se la penicillina venne testata con esiti positivi sui topi, durante lo sviluppo finale, la sua storia viene generalmente riconosciuta come una serie di circostanze fortuite, dovute al caso, che hanno portato ad una felice scoperta e non come un esempio di risultati cruciali ottenuti a seguito di studi critici condotti su animali. Gli stessi Sir Howard Walter Florey e Sir Alexander Fleming, premi Nobel e co-autori della scoperta della penicillina insieme a Sir Ernst Boris Chain, hanno dichiarato: “I topi sono stati utilizzati per le prove iniziali di tossicità a causa delle loro piccole dimensioni, ma che caso fortunato è stato. Perchè l’uomo, in questo caso, reagisce come il topo e non come la cavia. Se avessimo usato esclusivamente cavie, avremmo dovuto dire che la penicillina era tossica e probabilmente non si sarebbe potuto procedere per cercare di superare le difficoltà di produzione della sostanza per il processo nell’uomo”. Infatti, la penicillina risulta tossica per Porcellini d’India e Criceti Siriani . E lo stesso discorso vale per altri farmaci che per gli uomini sono curativi, mentre per gli animali possono essere letali, tipo l'aspirina.

Altri casi in cui gli studi animali avrebbero potuto ostacolare seriamente il lavoro dei ricercatori con conseguenti infauste ricadute sulla salute pubblica è quello del  del vaccino anti-polio, della clorpromazina, di altri farmaci destinati al trattamento dei disturbi del sistema nervoso centrale, e del trapianto di reni.

Ecco ilmotivo per cui la vivisezione e la sperimentazone animale devono essere abolite e peché è fondamentale che la ricerca cruelty free ed in vitro deve essere sovvenzionala e potenziata.

Per leggere l'interessante ed approfondito articolo cliccare QUI.

Per ascoltarci: www.radioveg.it/player

Milano, 24/5/2019 – GC

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