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Stage Porcikomodi 2026

Lo stage Porcikomodi 2026 per imparare a salvare e cambiare il destino degli animali liberati da sfruttamento e maltrattamento.

Capire davvero cosa significa gestire un rifugio per animali salvati dallo sfruttamento non è qualcosa che si può apprendere solo dai libri. Servono esperienza diretta, confronto, strumenti concreti. Aspetti che solo uno stage creato ad hoc può dare.

È proprio da questa esigenza che è nato nel lontano 2015 lo stage Porcikomodi: un percorso formativo intenso e trasformativo, pensato per chi desidera avvicinarsi in modo consapevole al mondo dei santuari.

Nel cuore del santuario Porcikomodi di Magnago, non solo rifugio, ma luogo di incontro, crescita e progettazione, ha preso forma ormai 11 anni fa l’esperienza unica dello stage. Una vera e propria palestra di pensiero e azione, dove teoria e pratica si intrecciano e le idee iniziano a diventare progetti concreti.

L’obiettivo

L’obiettivo è chiaro: dare gli strumenti necessari per far nascere, sviluppare e mantenere nuovi rifugi che possano accogliere gli animali salvati dall’industria della carne. Creature che fortunatamente e, sempre più spesso, riescono a uscire da contesti di sfruttamento grazie a incontri fortuiti o al lavoro instancabile di attivisti e organizzazioni.

Ma perché queste storie possano avere davvero un lieto fine bisogna essere pragmatici e organizzati. Non basta agire di pancia, è certo fondamentale che esistano luoghi pronti ad accogliere gli animali salvati, ma devono essere ben gestiti, in regola in tutto e per tutto e, soprattutto, devono mettere in campo tutte le giuste strategie per poter andare avanti.

I santuari non sono “solo”. Sono anche presidi culturali e politici. Oggi più che mai c’è bisogno che crescano, ma per farlo è necessario essere ben preparati.

Lo stage Porcikomodi nasce proprio con questo intento e, dal 2015, accompagna persone motivate in un percorso di formazione completo. Si rivolge a chi è già attivo nel volontariato, ma anche a chi è all’inizio o coltiva il desiderio, magari ancora indefinito, di aprire una propria realtà. Studenti e studentesse in ambito veterinario o naturalistico, volontari di associazioni animaliste o ambientaliste, attivisti antispecisti, ma anche persone che, disponendo di un terreno, vogliono capire come trasformarlo in uno spazio utile per gli animali: tutti possono trovare qui un punto di partenza.

L’appello di Sara D’Angelo

Com’è strutturato lo stage

Il percorso è strutturato in due fasi. Una prima parte teorica, online su piattaforma Zoom, che fornisce le basi per la gestione di un santuario: organizzazione, aspetti pratici, criticità e visione. A questa segue una fase pratica, direttamente sul campo, presso il rifugio di Magnago. È qui che si entra davvero nel vivo: si partecipa alle attività quotidiane, si osserva, si sperimenta, si impara facendo.

Lo stage 2026 si inserisce, inoltre, all’interno del progetto più ampio “Diverse specie, un solo pianeta”, sostenuto dai fondi Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. Un supporto prezioso che permette di continuare a costruire, anno dopo anno, un percorso formativo solido e accessibile.

I posti per la partecipazione con pernottamento sono limitati, proprio per garantire la qualità dell’esperienza e la possibilità di un confronto autentico tra partecipanti e organizzatori.

Partecipare a questo stage non significa solo acquisire competenze: significa entrare in una rete di persone che condividono una visione, contribuire a un cambiamento reale e concreto, e portare con sé strumenti utili per costruire, ognuno nel proprio contesto, nuove possibilità di vita per gli animali.

Per chi sente che è arrivato il momento di fare un passo in più, questo potrebbe essere il punto di partenza.

Milano, 06/05/2026 – Grazia Cominato

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