Roberta Mancini. Vivisezione? Non in mio nome
Roberta Mancini, referente LEAL Verona, da non vedente ripudia la ricerca con vivisezione
Una vita intensa quella di Roberta Mancini che, da campionessa di pattinaggio artistico, dopo le prove impegnative che ha affrontato nel suo cammino, è diventata attivista a pieno titolo per i diritti dei più deboli accettando di essere coinvolta nella creazione della sezione di Verona di LEAL – Lega Anitivivisezionista.

L’intervista
Dei “due tempi” della sua esistenza ne ha parlato nell’intervista che ha rilasciato a Grazia che vi proponiamo qui sotto.
Roberta Mancini, passato e presente

Classe 1967, sin da piccolissima Roberta ha intrapreso l’attività agonistica di pattinaggio artistico a rotelle guadagnando nella sua carriera sportiva numerosi titoli italiani e più medaglie d’argento e di bronzo in competizioni internazionali.
Questa esperienza precoce le ha permesso di forgiare e fortificare il suo carattere grazie a quelli che sono i valori autentici dello sport, come la fatica, la costanza, la dedizione, la rinuncia ma anche la possibilità di gioire per una vittoria e di rialzarsi sempre dopo una sconfitta.
Dai 18 fino ai 35 anni ha dedicato completamente la sua vita alla passione per gli animali, cani e cavalli in particolare e con i quali ha trascorso o e condiviso alcuni tra i momenti più belli ma anche più complicati del suo primo tempo della vita.
Ha vissuto con loro anni pieni di amore, presenza, dolore, consolazione ma ha contemporaneamente ricevuto in cambio lezioni di dignità, resistenza, resilienza, accettazione e capacità di adattamento.
Ma la cosa più importante che le hanno insegnato è stata quella di riuscire a mantenere, nonostante gli eventi, la propria animalità restando umana, un difficile equilibrio tra istinto, autenticità e ragione.
Dai 35 anni in poi dopo la perdita totale della vista a seguito di un glaucoma a pressione normale, ha dovuto necessariamente mettere in campo tutto ciò che fino a quel momento era stato per lei vita ed esperienza vissuta.

Per questo oggi anche dopo un lungo tempo, circa venti anni, nei quali si è dedicata quasi esclusivamente al sociale ed in particolare alla disabilità, ha scelto di occuparsi di animali e più precisamente di animali umani e non.
La scelta di rappresentare nella sua città Verona, una associazione animalista storica come Leal è stata l’opportunità per schierarsi apertamente dalla parte di chi non ha voce o ne ha meno degli altri, ma anche una occasione per dimostrare che l’inclusione oggi più che mai può e deve anche passare attraverso il coinvolgimento attivo e diretto delle persone con disabilità su tematiche che vanno oltre la loro personale condizione.
Milano, 12/12/2025 – Grazia Cominato

