Legge Brambilla. Ne parliamo con Ilaria Innocenti.
Alcune reazioni e pareri sulla legge Brambilla
Quella che è stata chiamata la “Legge Brambilla”, approvata alla Camera nel novembre 2025 e diventata definitiva a fine maggio, senza alcuna modifica da parte del Senato, è entrata in vigore il 1 luglio 2025.

Bella notizia, sicuramente, ma l’opinione comune della maggior parte delle realtà animaliste è che questa legge non è certo una rivoluzione, come la dipingono i proponenti e followers vari, ma qualche piccolo passo in avanti è stato fatto.
Una legge che aspettavamo da oltre 20 anni, nella quale si sono riposte molte speranze, sancisce che gli animali non sono più oggetti, ma esseri senzienti che possono essere vittime di reati.
Ciò sta a significare che dal 1 luglio per legge in Italia gli animali hanno uno specifico valore giuridico e lo Stato ha il dovere di tutelarli.
Grazia Cominato ne ha parlato con Ilaria Innocenti, dell’ Ufficio Rapporti Istituzionali LAV per capire se davvero questa legge va a colmare i vuoti legislativi per quanto riguarda la protezione degli animali in Italia.
L’intervista
Contraddizioni
Come ha accennato Ilaria Innocenti, la Legge Brambilla porta con sé delle contraddizioni.
Ecco elencate una serie incongruenze scaturite da alcune riflessioni di Francesco Cortonesi.
“L’inasprimento delle pene, a prescindere da quanto funzionerà, manda senza dubbio un segnale, ma se da una parte il Governo dà, da un’altra parte vuole togliere.

Non si capisce infatti, ad esempio, come tutto questo si possa inserire in quello che propone Lollobrigida sulla caccia. A tal proposito invitiamo a firmare la Proposta di Legge di iniziativa popolare “STOP CACCIA” della quale ne abbiamo parlato con Massimo Vitturi.
Ancora una volta ci troviamo così davanti al più classico dei corticircuiti in tema animali: da un parte lo Stato ne deve tutelare il benessere dall’altra ne deve ammazzare di più perché ritiene che siano troppi.

Da una parte si raddoppiano le multe alle manifestazioni che comportano sevizie (30.000 euro) dall’altra si incentiva la caccia, come se una decina di uomini armati che braccano e sparano a un’animale in fuga non fosse a tutti gli effetti “una manifestazione che comprta sevizie (e morte).
Da una parte si prevede la reclusione fino a 2 anni per maltrattamenti dall’altra s’incentiva la cattura e l’utilizzo di “richiami vivi”, come se tenere un uccellino chiuso in una gabbia minuscola per tutta la vita non fosse un maltrattamento.
Non si potrà più tenere i cani a catena, però si potranno costruire appostamenti di caccia ovunque per uccidere animali non solo di giorno, ma anche di notte.”
Insomma, ben venga quindi questa riforma penale perché sicuramente ci saranno alcuni effetti positivi, ma non è proprio il caso di stappare spumanti in quanto non è di certo: “Una grandissima vittoria per l’Italia e per tutti coloro che amano gli animali e li vogliono vedere rispettati”.
Franco Libero Manco lapidario
Il libero pensatore Franco Libero Manco, non le manda a dire e considera la legge una farsa.
La sua è critica alla Legge Brambilla sulla tutela degli animali d’affezione, è lapidaria e pone d’accento su come sia incoerente, definendola una “penosa elemosina di giustizia” rivolta solo agli animali conviventi con l’essere umano, mentre miliardi di altri animali continuano a essere legalmente sfruttati, torturati e uccisi.
Mette in evidenza l’incoerenza normativa che punisce chi maltratta un cane, ma legittima sperimentatori, cacciatori, allevatori e pescatori.

Franco Livero Manco denuncia l’ipocrisia di una società che si commuove per un gatto in auto ma ignora l’orrore quotidiano degli allevamenti, della caccia, della vivisezione, del circo, della corrida e della pesca.
La legge viene dunque vista come un tentativo ipocrita di civiltà che non affronta le vere radici dello sfruttamento animale e rafforza un sistema profondamente specista e ingiusto.

Il parere di ALI – Animal Law Italia
Dello stesso parere anche ALI che, in un ampio articolo sul loro sito, dichiara che la versione definitiva ha perso lo slancio della formulazione iniziale, che era ben più ambiziosa.
L’articolo è ben dettagliato e ne invitiamo la lettura. Riportiamo, però, le loro osservazioni a caldo:
Anche se la portata di questa nuova legge è inferiore rispetto alle attese iniziali, la stessa rappresenta un passo avanti in avanti nella protezione degli animali in Italia. Tuttavia, per garantire una tutela effettiva, sarà fondamentale monitorare l’applicazione concreta delle nuove disposizioni e valutare quindi l’impatto reale delle misure introdotte, in particolare per quanto riguarda l’affidamento definitivo degli animali sequestrati.
Animal Law Italia intende continuare a vigilare sull’attuazione di tutte le norme che tutelano gli animali, promuovendo ulteriori interventi normativi per rafforzare la tutela degli animali nel nostro Paese.
Milano, 07/07/2025 – Grazia Cominato
