Le mucche se non le mungi esplodono (di gioia) – BiblioVeg.it
Le mucche se non le mungi esplodono (di gioia). (Crudeltà sugli animali, un inventario). Raccolta poetica di Teodora Mastrototaro

“Le mucche se non le mungi esplodono (di gioia)” di Teodora Mastrototaro è una raccolta poetica tagliente e dolorosamente lucida che trasforma la poesia in atto politico e testimonianza.
Pubblicato da Marco Saya Edizioni, con le illustrazioni di Alessandra Antonini e la prefazione di Bianca Nogara Notarianni, il libro raccoglie fatti di cronaca realmente accaduti – episodi di violenza, indifferenza e crudeltà inflitta agli animali – trasformandoli in versi brevi, potenti, lirici e sarcastici.
Le poesie sono vere e proprie “lame sull’anima” che restituiscono voce alle vittime animali, rendendo visibile ciò che la società preferisce ignorare. Ogni storia riporta il lettore davanti alla responsabilità umana, senza filtri né pietismi o lo obbliga a rispondere ad una semplice ma fondamentale domanda:
Da che parte vuoi stare?
La recensione a cura di Grazia Cominato

Teodora Mastrototaro
Teodora Mastrototaro è una poetessa e drammaturga italiana, nota per il suo impegno antispecista e per la sua attività artistica che denuncia la violenza sugli animali. Originaria di Trani, Puglia, vive a Roma e utilizza la scrittura — poesia, teatro e racconti — come strumento per sensibilizzare sul tema dei diritti degli animali e per combattere le ingiustizie legate al maltrattamento e allo sfruttamento animale.
Clicca Qui per conoscere altre opere di Teodora Mastrototaro che è anche protagonista, con il ballerino Stefano Di Martino, della potente pièce sulla sperimentazione di animali vivi “Per il nostro bene”.
L’opera è una performance ibrida tra danza e drammaturgia verbale (poesia e monologo teatrale) che si muove intorno al tema della sperimentazione su animali vivi.
La sperimentazione è necessaria? Sacrificare animali è necessario? Sono queste le domande iniziali che hanno smosso corpo e parole, movimento e dolore. La composizione coreografica si sviluppa a partire dai gesti stereotipati degli animali non umani in cattività, che definiscono precisamente i rapporti di potere *animale umano/animale non umano* all’interno dell’esperienza mortifera e degradante della sperimentazione scientifica.

I gesti si sviluppano tra i diversi momenti di scrittura andando così a comporre un meccanismo dinamico in cui il soggetto di riferimento è l’animale non umano sopraffatto da logiche di sicurezza, benessere, ricerca e guadagno. Meccanismo che coinvolge lo sguardo delle spettatrici e degli spettatori che si ritroveranno, all’improvviso, in una sorta di reality stile “masterschef”, nella grottesca pratica condivisa dove ogni distinzione tra reale e irreale viene “vivisezionata”, contro ogni politica dello sfruttamento.”
Milano, 18/07/2025 – Grazia Cominato
