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Federica Marinari, la svolta di una vita

Evoluzione e una nuova consapevolezza per Federica Marinari

Nella vita ci sono prese di coscienza che portano a delle vere e proprie rivoluzioni. Rivoluzioni che influenzano tutta l’esistenza, dalla quotidianità ai rapporti interpersonali. Questo è quanto è accaduto a Federica Marinari.

La vita è un cammino e, quando si cambia marcia, purtroppo non tutti riescono a stare al passo e si deve necessariamente lasciare qualcuno indietro ed è proprio ciò che ha provato sulla sua pelle Federica, che, da classica cantante lanciata nello “star system” si è evoluta in artista consapevole ed attivista per i diritti degli animali.

In occasione del suo nuovo singolo, “Libeccio”, Grazia ha intervistato Federica e ne è uscita l’intensa chiacchierata che vi proponiamo.

L’intervista a Federica Marinari

“Libeccio”

Un brano intenso e personale che riflette sulla complessità del presente e sulla ricerca di senso in un mondo segnato dalla violenza e dalla sofferenza. In “Libeccio” Federica esprime il suo senso di colpa per essere nata in un contesto privilegiato e per essere, suo malgrado, complice di meccanismi che danneggiano altri esseri viventi.

Il singolo è un inno all’amore come forza salvifica, un amore che si estende oltre le barriere delle specie e delle forme, e che può portare speranza e redenzione. La metafora del libeccio, vento che porta cambiamento e distruzione ma anche aria pulita e mare chiaro, rappresenta la dualità della vita e la ricerca di significato in un mondo complesso.

Con “Libeccio”, Federica Marinari invita l’ascoltatore a riflettere sulla propria piccolezza e impotenza di fronte alle forze della natura e alla complessità del mondo, e a trovare nella musica e nell’amore un rifugio e una fonte di ispirazione.

“Libeccio è il brano più esplicito dell’Ep. È ciò che mi ronza in testa dalla mattina alla sera. Le altre canzoni suonano la mia emotività, il mio fluttuare all’interno della vita. Libeccio invece è il cervello, la razionalità, l’osservazione attenta di quello che ho intorno e le mie quotidiane riflessioni.” Cit. Federica Marinari

“Pace Vegetale”

A sancire artisticamente il cambio anche artistico di Federica è stato “Medusa” seguito da “Pace Vegetale”. Progetto nato, appunto, da un lungo periodo di riflessione personale che, dopo numerose esperienze significative nel mondo dello spettacolo, ha sentito l’esigenza di esprimere la sua essenza più autentica, le sfumature che meglio la rappresentano nella quotidianità.

Ogni esperienza vissuta da Federica è stata fondamentale per comprendere che qualcosa andava riposizionato.

Con il tempo, il legame con Madre Terra e i suoi abitanti si è rafforzato, diventando il fondamento più solido della sua identità.
Spesso in contrasto con le dinamiche dello spettacolo e con una visione dell’arte che non le appartiene, Federica ha dovuto affrontare un disagio interiore profondo.

Due anni immersa nella natura le hanno permesso di trovare un equilibrio nella semplicità e nella relazione con gli esseri viventi non umani. Le sue ansie oggi convivono pacificamente con una serenità che solo il contatto autentico con la natura può donare.

 “Pace Vegetale lo descrivo con questa frase: ‘dalla merda nasce sempre un fiore’. Durante una relazione poco sana, costruita sulla totale manca di rispetto verso i miei sentimenti, il mio corpo e la mia persona, ho scritto questa canzone che esprime tutto quello che avrei voluto fare in quel momento ma a causa della mia fragilità e della speranza di futuro che riponevo in quel legame non sono riuscita a fare per anni. Solo ascoltando profondamente me stessa e passando molto tempo in solitudine ho trovato il coraggio di chiudere tutto per dedicarmi all’amore per me, Federica. Grazie a tutto il dolore passato, ho capito quanto io sia importante, quanto io meriti qualcuno che accetta e ama ogni mia sfumatura. Oggi sono un piccolo fiorellino circondato da letame e solo grazie a questo, ho potuto rinascere”. Cit. Federica Marinari

Chi è Federica Marinari

Federica Marinari, cantante e musicista toscana, ha sempre coltivato un legame profondo con la musica sin dalla sua infanzia trascorsa al mare in Toscana. Questo legame è diventato il centro del suo viaggio artistico, un santuario emotivo dove ha trovato la sua voce e la sua identità. Durante gli anni del Conservatorio, dove ha studiato canto jazz, ha esplorato una vasta gamma di influenze musicali, abbracciando sonorità pop internazionali e orientali che hanno plasmato il suo stile eclettico.

Partecipando a festival prestigiosi in Europa, da Spagna a Bielorussia, ha consolidato la sua presenza internazionale e ha affinato la sua capacità di trasformare emozioni in suoni. Questa esperienza l’ha portata a confrontarsi con diverse culture musicali, integrando elementi orchestrali Gamelan, cordofoni orientali e suoni della natura nei suoi brani. Il suo approccio alla musica non si limita a generi specifici come pop, soul o ambient, ma si focalizza su una creazione musicale fluida e concettuale.

Nel 2019, Federica ha fatto il suo ritorno televisivo partecipando ad Amici di Maria De Filippi e ha debuttato con il singolo “Difficoltà”. L’anno successivo, con il brano “Dimenticato (Mai)”, è stata finalista a Sanremo Giovani e ha partecipato al Festival di Castrocaro.

Tuttavia, è nel 2023 che il suo percorso ha subito una trasformazione significativa a seguito di un periodo di introspezione durante la pandemia. Il suo profondo legame con Madre Terra ha ispirato il progetto “Pace Vegetale”, un’iniziativa che unisce la musica all’attivismo per la natura e i diritti degli animali, riflettendo la sua forte anima antispecista e il suo impegno contro ogni forma di discriminazione.

Attraverso “Pace Vegetale”, Federica esplora nuove frontiere sonore, integrando elementi naturali e elettronici con una scrittura semplice e diretta che invita l’ascoltatore a un viaggio emotivo e sensoriale. Il suo obiettivo è trasformare la voce in uno strumento per immergere l’audience in esperienze uniche, in ambienti naturali e spazi che rispecchiano la sua visione di armonia e rispetto.

Milano, 25/11/2025 – Grazia Cominato

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