Pangea Elephant Sanctuary
Ne avevamo sentito parlare qualche mese fa ed ora ci fa piacere confermare che è stato aperto in Portogallo il Pangea Elephant Sanctuary, il più grande santuario europeo per elefanti che regala loro un degno futuro dopo aver passato la vita continuamente esposti al pubblico durante spettacoli o in gabbia negli zoo.
Una grande missione dunque quella di Pangea Elephant Sanctuary, il nuovo santuario che rappresenta un progetto senza precedenti in Europa.
Realizzato tra i comuni di Vila Viçosa e Alandroal, il santuario occupa 402 ettari di territorio naturale recuperato ed è la più grande struttura europea dedicata agli elefanti provenienti da zoo e circhi, offrendo loro una casa permanente dove poter vivere finalmente nel rispetto della loro natura.

Un rifugio, non un’attrazione turistica
A differenza degli zoo tradizionali, da dove alcuni degli esemplari ospiti sono stati riscattati, Pangea nasce con una filosofia completamente diversa.
Innanzitutto il santuario non è aperto al pubblico per visite turistiche, infatti la è priorità assoluta è il benessere degli animali, che possono vivere lontani dal continuo passaggio dei visitatori, scegliendo liberamente come trascorrere le proprie giornate tra boschi, pascoli, stagni e aree naturali.
Come succede con tutti i rifugi o santuari per animali liberati, l’idea è quella di mettere gli interessi degli elefanti davanti a quelli dello spettacolo o dell’intrattenimento umano.
La nascita del santuario, inoltre, non rappresenta soltanto una vittoria per gli animali.
Il progetto prevede infatti il recupero di un vasto territorio rurale, attraverso interventi di ripristino ambientale, la tutela della biodiversità e una gestione sostenibile del paesaggio.
Gli elefanti sono parte di un ecosistema più ampio, contribuendo indirettamente anche alla rinaturalizzazione dell’area.
Un modello ideale che unisce protezione animale e conservazione della natura, dimostrando che è possibile investire in iniziative capaci di produrre benefici sia per gli animali sia per il territorio.

Le prime ospiti
Ad essere accolta per prima nel nel Pangea Elephant Sanctuary è stata Julie, l’ultima elefantessa vissuta in un circo portoghese e l’ultimo animale selvatico rimasto sotto un tendone in Portogallo.
Arrivata dall’Africa australe quando era ancora una cucciola, dal 1988 ha trascorso oltre quarant’anni esibendosi nel circo Cardinali.
Con il divieto degli animali selvatici nei circhi, entrato pienamente in vigore nel 2024, Julie ha smesso di esibirsi, ma ha dovuto aspettare che venisse realizzato il Pangea Elephant Sanctuary che ha potuto accoglierla.
Dopo una vita trascorsa al servizio dello spettacolo, per Julie si apre finalmente una nuova stagione fatta di rispetto, spazio e libertà.
Qui Julie potrà finalmente vivere seguendo i propri ritmi, ricevere cure adeguate alla sua età e, presto, fare amicizia con un’altra elefantessa, Kariba il cui trasferimento è previsto entro la fine del 2026.
Kariba è una elefantessa africana catturata nello Zimbabwe negli anni Ottanta e successivamente vissuta in diverse strutture tra Germania, Paesi Bassi, Belgio e infine nello zoo belga di Pakawi Park.
Julie e Kariba rappresentano il destino di centinaia di elefanti europei ancora detenuti in cattività, spesso soli e con spazi estremamente limitati rispetto alle loro esigenze etologiche.
Un inserimento “dolce”
Foto prese dal sito del Pangea Elephant Sanctuary
Come possiamo immaginare, l’inserimento di un elefante in una nuova realtà richiede attenzione e cura. L’arrivo al Pangea Elephant Sanctuary non è un semplice trasloco, ma un percorso che può richiedere mesi. Tutto si basa sul metodo del rinforzo positivo che sostituisce ogni forma di coercizione e costrizione con fiducia, pazienza e ricompense.
La cassa che serve per il trasporto viene introdotta molto tempo prima del viaggio e lasciata a disposizione dell’elefante, che può esplorarla liberamente. Al suo interno vengono posti cibo e premi, così da farla percepire come un luogo sicuro e familiare, senza alcun obbligo a entrarvi.
Contemporaneamente, l’animale viene abituato, sempre volontariamente, a collaborare con i custodi nelle visite veterinarie e nelle procedure necessarie al trasferimento. Questo approccio riduce lo stress e rende il viaggio più sicuro.
Questi sono i percorsi che hanno seguito le prime due elefantesse ospiti e che verranno messi in atto anche con tutti gli altri fortunati ospiti che arriveranno al santuario portoghese.


Un modello replicabile
Quello del Pangea Elephant Sanctuary è un modello che potrebbe cambiare il destino di tanti elefanti.
Secondo i promotori del progetto, in Europa vivono ancora oltre 600 elefanti in cattività, distribuiti tra zoo e strutture circensi. Molti Paesi hanno vietato l’utilizzo degli elefanti nei circhi, pertanto resta aperta la questione di dove possano trascorrere il resto della loro vita.
Pangea nasce per offrire una risposta concreta: un luogo il più possibile naturale dove queste maestose creature possono vivere gli ultimi anni senza essere costretti a esibirsi o a restare confinati in spazi ristretti.
Ecco perché, più che un semplice santuario, il progetto rappresenta un possibile punto di svolta nel modo in cui l’Europa affronta il futuro degli elefanti tenuti in cattività. Questa è una delle ragioni che ha convinto spinto l’attore e comico britannico Ricky Gervais, da anni impegnato nella difesa degli animali, a destinare 100.000 sterline al progetto. Si spera che tanti altri illustri personaggi prendano esempio da Ricky..
Suggerimenti
A proposito di elefanti vi consigliamo la lettura del libro “Tyke – Elefanti in rivolta” di Francesco Cortonesi. Trovate la recensione di Marco Reggio cliccando QUI.
Un altro suggerimento, se arriva l’occasione, non fatevi scappare il reading di Giulio Valentini “Degli elefanti e delle cose troppo grandi per essere ignorate”.


Milano, 15/07/2026 – Grazia Cominato

