Demenza: avere un cane può ridurre il rischio fino al 48%
Uno studio giapponese su 11mila anziani rivela che convivere con un cane può ridurre fino al 48% il rischio di sviluppare una demenza che richieda assistenza.
Uno studio che collega i cani alla salute del cervello
Un cane non è soltanto un compagno fedele. Potrebbe essere anche un prezioso alleato per la salute del cervello. È quanto suggerisce una ricerca condotta dal National Institute for Environmental Studies del Giappone, secondo cui le persone anziane che convivono con un cane presentano un rischio significativamente più basso di sviluppare una forma di demenza tale da richiedere assistenza. Lo studio ha coinvolto circa 11 mila residenti di Tokyo, di età compresa tra i 65 e gli 84 anni, monitorati per oltre sette anni. I ricercatori hanno confrontato i risultati di chi possedeva un cane, di chi lo aveva avuto in passato e di chi non ne aveva mai avuto uno. I dati emersi mostrano una riduzione del rischio di demenza del 48% tra gli attuali proprietari di cani e del 25% tra coloro che avevano avuto un cane nel corso della vita.
Le origini di un’amicizia straordinaria
Perché un cane potrebbe aiutare a prevenire la demenza
Secondo il ricercatore Yu Taniguchi, una delle spiegazioni più plausibili riguarda lo stile di vita. Chi vive con un cane è generalmente portato a mantenere una routine regolare, a svolgere maggiore attività fisica e a trascorrere più tempo all’aria aperta. Le passeggiate quotidiane rappresentano infatti una forma di esercizio moderato che favorisce sia la salute cardiovascolare sia quella cerebrale. A questo si aggiunge un altro elemento fondamentale: la socializzazione. Portare a spasso il proprio cane aumenta infatti le occasioni di incontro e interazione con altre persone, contrastando uno dei principali fattori di rischio per il decadimento cognitivo, ovvero l’isolamento sociale.
Stesso paese, altro animale: leggi la differenza
I benefici emotivi della convivenza con un animale
Gli studiosi evidenziano anche il ruolo psicologico svolto dagli animali domestici. Un cane può offrire compagnia, affetto e un senso di responsabilità quotidiana che aiuta molte persone anziane a mantenere una vita attiva e soddisfacente. Numerose ricerche hanno già evidenziato come la presenza di un animale domestico possa contribuire a ridurre stress, ansia e solitudine. Lo studio giapponese rafforza questa prospettiva, suggerendo che tali benefici potrebbero riflettersi positivamente anche sulle capacità cognitive nel lungo periodo.
Un vantaggio anche per il sistema sanitario
La ricerca ha preso in considerazione anche il possibile impatto economico della convivenza con gli animali. Gli autori stimano che un aumento della percentuale di anziani proprietari di cani potrebbe tradursi in un risparmio di circa 592 miliardi di yen, equivalenti a circa 3,3 miliardi di euro, nell’arco di quattro anni tra costi sanitari e assistenziali legati alla demenza. Si tratta di un dato particolarmente interessante per il Giappone, uno dei Paesi con la popolazione più anziana al mondo, dove gli over 65 rappresentano quasi il 30% degli abitanti.
Il legame tra esseri umani e cani continua a sorprendere
Naturalmente gli stessi ricercatori sottolineano che possedere un cane non costituisce una cura contro la demenza né una garanzia assoluta di prevenzione. Tuttavia, i risultati rafforzano l’idea che una relazione positiva con un animale possa contribuire al benessere fisico, mentale e sociale delle persone.
In un’epoca in cui l’invecchiamento della popolazione rappresenta una delle principali sfide sanitarie globali, la convivenza con un cane potrebbe rivelarsi una risorsa preziosa. Un beneficio che va ben oltre la semplice compagnia e che conferma ancora una volta quanto profondo possa essere il rapporto tra esseri umani e animali
Immagine IA

Daniele Pica, 28/09/26
