Decreto Milleproroghe: pericoloso arretramento scientifico e civile
il Decreto Milleproroghe abroga i divieti sulla sperimentazione animale, non ci si può permettere che si tramuti in legge
L’approvazione del Decreto Milleproroghe del 31 dicembre 2025 (GU Serie Generale n. 302) segna un pericoloso arretramento etico e scientifico nella legislazione italiana sulla sperimentazione animale.
In Gazzetta Ufficiale viene pubblicato il decreto emanato dal Governo che stabilisce l’eliminazione definitiva dei divieti introdotti nel 2014 relativi agli xenotrapianti d’organo e agli studi sulle sostanze d’abuso, inclusi alcool, tabacco e droghe.
Se il decreto dovesse tramutarsi in legge sarebbe una sconfitta per il mondo civile e scientifico.

Un inaccettabile cambiamento normativo
Le disposizioni oggetto di abrogazione facevano parte del Decreto Legislativo n. 26 del 4 marzo 2014, con cui l’Italia aveva recepito la Direttiva europea 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, integrandola con specifiche limitazioni sui modelli animali nei casi di xenotrapianti e sostanze che inducono dipendenza.
Questi divieti, ripetutamente prorogati nel corso degli anni senza essere mai stati applicati pienamente, ora sono stati abrogati in via definitiva dal Milleproroghe,.
Ciò significa che se il decreto dovesse diventare legge, verrebbe ripristinata la possibilità di autorizzare sperimentazioni su animali anche in ambiti eticamente sensibili.
Una vicenda questa che mette in luce una frattura persistente tra chi vede nella sperimentazione animale un retaggio superato e chi ne sostiene l’impiego come strumento necessario, tra cui esperti che si definiscono animalisti.

La scelta normativa non è solo tecnica, ma riflette una visione della ricerca e della società che richiede dibattito pubblico e responsabilità istituzionale.
Preoccupazioni

Nella consapevolezza che questa scelta rappresenta un pericoloso e significativo passo indietro rispetto alla tutela degli animali e allo sviluppo di una ricerca moderna e sostenibile, sono già molte le organizzazioni animaliste che hanno espresso la loro posizione contraria a questo decreto appoggiate, ovviamente, dalla parte della società più civile.
In un comunicato, Oltre la Sperimentazione Animale (OSA), associazione scientifica che da anni si occupa di promuovere metodi di ricerca alternativi, oltre a esprimere una forte preoccupazione per la decisione del Governo, sottolinea come l’abolizione dei divieti confermi una prolungata inerzia istituzionale nel confrontarsi con i limiti strutturali della sperimentazione animale, i rischi per la salute umana e le implicazioni etiche di pratiche sempre meno supportate dalle evidenze scientifiche.
Rischi per la salute umana in quanto i modelli animali non riflettono adeguatamente la complessità biologica umana, pertanto l’uso di tali modelli può portare a risultati non rappresentativi, ritardando e/o compromettendo l’identificazione di terapie efficaci.

La comunità scientifica internazionale sta sempre più adottando approcci basati su biologia umana, quali organoidi, sistemi microfluidici e tecnologie in vitro, che offrono risultati più rilevanti e rispettano i principi etici del benessere animale, pertanto questa retroccessione porta inevitabilmente ad un ritardo nella transizione verso metodi alternativi per i quali tanti ricercatori italiani, spesso costretti a lavorare all’estero, si stanno impegnando con passione da anni.
Questa decisione rischia di far apparire l’Italia meno allineata agli standard moderni, riducendo l’attrattività per collaborazioni scientifiche internazionali, visto che sempre più paesi europei promuovono una ricerca etica e sostenibile.
I punti di vista della LAV e di LEAL
Anche la LAV (Lega Anti Vivisezione) ha definito l’abrogazione dei divieti sui test sugli animali un grave passo indietro per i diritti degli animali e per la scienza. Secondo l’associazione, questa scelta conferma l’inerzia delle istituzioni italiane nel riconoscere i limiti della sperimentazione animale e l’importanza di investire in metodi alternativi basati su modelli umani e tecnologie avanzate.
In una recente intervista fatta alla Dott.ssa Kuan, si sottolinea quanto molte pratiche siano obsolete, eticamente problematiche e non predittive per la salute umana, rappresentando inoltre una perdita di risorse scientifiche che potrebbero invece essere dirette verso approcci innovativi e più affidabili.


Sulla stessa lunghezza d’onda anche Gian Marco Prampolini, presidente di LEAL che, chiarendo che la battaglia si sposterà alle Camere, dove il decreto dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni, non nasconde che esiste il rischio concreto che il Governo ricorra alla questione di fiducia, blindando il testo e impedendo ai parlamentari di votare emendamenti correttivi.
Secondo LEAL, la reintroduzione di procedure invasive sugli animali in ambiti come le dipendenze e gli xenotrapianti ignora non solo l’evidenza scientifica, ma anche l’evoluzione internazionale verso metodi “animal-free” basati su biologia umana e tecnologie avanzate.
L’associazione sottolinea inoltre che circa 195.000 persone ogni anno in Europa muoiono per aver assunto un farmaco in cui i test su animali non hanno saputo selezionare adeguatamente le sostanze nocive, evidenziando come la sperimentazione animale non sia un metodo predittivo affidabile per la salute umana.

Implicazioni etiche, scientifiche e sociali
Questa vicenda evidenzia una sfida cruciale per la comunità scientifica e per la società civile: decidere se perseguire una strada di progresso etico e innovativo o rimanere ancorati a pratiche tradizionali che sempre più cittadini considerano insostenibili.
La cancellazione dei divieti solleva questioni che travalicano l’attivismo animalista.
Le profonde implicazioni di questi limiti normativi a cui vuole tornare il Governo, riguardano dunque questioni etiche e animaliste e impattano significativamente anche sul piano scientifico e sanitario buttando una luce negativa sul nostro paese.
Le organizzazioni animaliste, insieme a molti ricercatori e cittadini, si stanno già mobilitando affinché Decreto Milleproroghe, una volta arrivato alle Camere non venga convertito in legge, chiedono pertanto un ripensamento, proponendo emendamenti e iniziative legislative volte a ristabilire limiti coerenti con la tutela degli animali e con la promozione di una ricerca etica e all’avanguardia.
Milano, 08/01/2026 – Miguel Angel Beso
